Quella di settembre è stata la mia seconda esperienza alla 1000 Miglia Warm Up Austria e, dopo la prima volta alla Miglia Warm Up Austria 2025, non vedevo l’ora di tornare. Nemmeno la pioggia che ha accompagnato il primo giorno e mezzo è riuscita a scoraggiare i partecipanti o a rovinare l’atmosfera; al contrario, ha reso la manifestazione ancora più affascinante ed epica, regalando scenari alpini suggestivi e mettendo alla prova l’abilità dei piloti tra strade bagnate e paesaggi avvolti dalle nuvole.
Ci sono eventi che si vivono per la manifestazione in sé, e altri ai quali si torna volentieri perché, oltre all’evento, riescono a trasformarsi in una vera e propria esperienza di viaggio. Per me la 1000 Miglia Warm Up Austria è proprio questo: un modo unico di attraversare l’Austria, seguendo alcune delle sue strade e dei suoi paesaggi più spettacolari, con il fascino delle auto storiche a fare da filo conduttore.
Anche quest’anno il percorso è stato pensato per far scoprire il territorio, più che semplicemente per collegare una partenza e un arrivo. In tre giorni di gara – tra 35 prove cronometrate e 8 prove di media per i 50 equipaggi in gara – abbiamo attraversato Bad Gastein, i laghi della Carinzia, il Parco Nazionale degli Alti Tauri, il Grossglockner, Kitzbühel e i laghi del Salzkammergut, per arrivare infine nel centro storico di Salisburgo.
Un itinerario alpino che, visto dal finestrino di un’auto o a bordo strada mentre passano le vetture storiche, assume un fascino ancora diverso.
Indice
- Che cos’è la 1000 Miglia Warm Up Austria?
- Un viaggio attraverso l’Austria
- Bad Gastein e la prima sfida: la Bad Gastein Trophy
- Tappa 1: Da Bad Gastein verso i laghi della Carinzia, il Grossglockner e Mittersill
- Il fascino dell’Edelweißspitze
- Tappa 2: Da Mittersill a Salisburgo passando per Kitzbühel e i laghi del Salzkammergut
- L’arrivo nel cuore di Salisburgo
- La mappa del percorso
- Una gara decisa all’ultimo
- La sorpresa della MG TF
- Perché tornerei ancora
Che cos’è la 1000 Miglia Warm Up Austria?
Prima di raccontare il percorso, vale la pena fare una distinzione. La 1000 Miglia Warm Up Austria non è la Mille Miglia storica italiana, anche se nasce direttamente dalla tradizione e dal marchio della celebre competizione.
La Mille Miglia originale nacque nel 1927 come gara di velocità sul percorso Brescia-Roma-Brescia, lungo circa mille miglia, e venne disputata fino al 1957. Oggi la 1000 Miglia italiana è diventata una gara di regolarità riservata a vetture storiche, considerata una delle manifestazioni automobilistiche più prestigiose al mondo.
La 1000 Miglia Warm Up Austria è invece un evento distinto, organizzato in Austria e pensato come una sorta di esperienza alpina ispirata allo spirito della Mille Miglia. Non riproduce quindi il percorso italiano e non è la storica gara Brescia-Roma-Brescia.
La formula è quella di un rally di regolarità, nel quale precisione e capacità di rispettare i tempi e le prove previste sono più importanti della velocità. Il percorso cambia di anno in anno e permette agli equipaggi di attraversare alcune delle zone più spettacolari dell’Austria.
È proprio questa combinazione tra automobilismo storico, regolarità e viaggio che rende la Warm Up particolarmente interessante anche per chi, come me, è più interessato alla scoperta di un territorio che alla competizione automobilistica in senso stretto.
Un viaggio attraverso l’Austria
La 1000 Miglia Warm Up Austria è arrivata quest’anno alla sua terza edizione e, a giudicare dai partecipanti che ho incontrato, è già riuscita a creare una comunità affezionata.
Alcuni equipaggi erano infatti tornati per la seconda o la terza volta. C’erano partecipanti provenienti dagli Stati Uniti, dal Giappone e da diversi Paesi europei, accomunati dalla passione per le auto storiche e dalla voglia di vivere per qualche giorno le strade dell’Austria.
La cosa che mi piace di questa manifestazione è proprio questa combinazione. Da una parte ci sono le automobili, alcune delle quali sono vere e proprie opere d’arte su quattro ruote. Dall’altra c’è un itinerario che permette di attraversare paesaggi molto diversi, dalle montagne ai laghi, dalle strade panoramiche alle città storiche.
Non è quindi soltanto una gara da guardare, ma un viaggio da vivere.
Bad Gastein e la prima sfida: la Bad Gastein Trophy
Il punto di partenza di questa edizione è stato Bad Gastein, storica località termale alpina che conosco bene per il suo particolare paesaggio e per l’architettura che si sviluppa lungo la ripida valle intorno alla celebre cascata.
La giornata di apertura è iniziata a Sportgastein con le sessioni di allenamento sulle tecniche di regolarità e navigazione, seguite nel pomeriggio dal primo vero banco di prova della competizione: la Bad Gastein Trophy. Vedere le auto storiche sfilare nel cuore della cittadina e fare il loro arrivo a Straubingerplatz è stato il modo perfetto per scaldare i motori, nel vero senso del termine.




Tappa 1: Da Bad Gastein verso i laghi della Carinzia, il Grossglockner e Mittersill
La prima vera tappa di gara si è aperta con un trasferimento del tutto particolare: noi e le 50 automobili siamo saliti sul treno navetta Tauernschleuse che attraversa il tunnel dei Tauri, collegando Böckstein con Mallnitz. Un’esperienza insolita, soprattutto vedendo le splendide auto d’epoca salire una dopo l’altra sul convoglio ferroviario, per poi ritrovarsi dall’altra parte della montagna appena 11 minuti dopo.

Da Mallnitz (con la partenza ufficiale dal Camping Hochoben), il percorso ci ha portato verso la Carinzia e i suoi laghi, facendoci fare una sosta a Techendorf, sulle sponde del lago Weißensee, prima di addentrarci nel territorio del Parco Nazionale degli Alti Tauri.
Seguire il percorso della gara significa avere l’opportunità di vedere l’Austria da una prospettiva diversa da quella del classico viaggio turistico. Le strade diventano parte dell’esperienza e, tra una curva e l’altra, ci si ritrova davanti a panorami che invitano inevitabilmente a fermarsi.


Il fascino dell’Edelweißspitze
Uno dei momenti più spettacolari della prima tappa è stato l’attraversamento della Grossglockner High Alpine Road, una delle strade panoramiche più famose dell’Austria.
Curve, tornanti e panorami mozzafiato culminano con la salita fino all’Edelweißspitze, il punto più alto della strada alpina a 2.571 metri di altitudine. Aggiungere decine di automobili d’epoca a questo scenario rende l’esperienza unica.
Qui si capisce anche la differenza tra una gara tradizionale e una competizione di regolarità. Come detto, la 1000 Miglia Warm Up non è una corsa di velocità: i partecipanti devono affrontare prove e controlli cercando di rispettare tempi e parametri stabiliti, accumulando il minor numero possibile di penalità. Questo permette alle auto di essere protagoniste del viaggio senza trasformare le strade alpine in un circuito.


Dall’Edelweißspitze la carovana è poi discesa lungo la valle del fiume Salzach, fino a raggiungere il traguardo di tappa a Mittersill per la cerimonia conclusiva nel centro cittadino.

Tappa 2: Da Mittersill a Salisburgo passando per Kitzbühel e i laghi del Salzkammergut
La seconda tappa è ripartita da Mittersill verso il Tirolo, dove abbiamo incontrato una delle grandi novità dell’edizione 2026: Kitzbühel, entrata per la prima volta nel percorso della Warm Up Austria. La famosa località tirolese è conosciuta in tutto il mondo per lo sci e per la mitica pista della Streif, ma durante la manifestazione ha offerto uno scenario completamente diverso, ospitando ai piedi dell’Hahnenkamm la sfida per il Giovanni Franzoni Trophy.
Lasciate le Alpi tirolesi, l’itinerario ha attraversato l’Alta Baviera e Bad Reichenhall per puntare prima verso Salisburgo con una sosta al Castello di Hellbrunn, e da lì proseguire verso la scenografica regione del Salzkammergut.


Qui il percorso ha regalandoci scorci incantevoli costeggiando i laghi Fuschlsee, Wolfgangsee, Mondsee e Attersee, attraversando l’altopiano della Großalm e scendendo verso il Traunsee fino a Laakirchen e alla storica Bad Ischl.

L’arrivo nel cuore di Salisburgo
Dalle sponde dei laghi del Salzkammergut la carovana ha fatto infine rientro a Salisburgo. Dopo giorni trascorsi tra montagne, passi alpini e specchi d’acqua, entrare in città scortati dal rombo delle vetture storiche è stato un finale particolarmente spettacolare.
L’arrivo ufficiale della gara si è tenuto a Kajetanerplatz, nel cuore del centro storico patrimonio mondiale UNESCO. Qui la competizione ha lasciato spazio alla celebrazione e all’entusiasmo di partecipanti, organizzatori e pubblico.

La mappa del percorso
Questo è il percorso seguito dalla Mille Miglia Warm Up Austria 2026:
Una gara decisa all’ultimo
Nonostante la vittoria di Houtkamp possa far pensare a un dominio senza discussioni, la classifica racconta una storia diversa. La coppia olandese ha infatti concluso davanti a Sebastian Busi e Fabio Bicelli, su una Fiat 1500 del 1936, con un distacco di appena 63 punti di penalità.
Terzi sono arrivati Mirko Busi e Matteo Ortalda con una Jaguar XK 120 del 1954.
Interessanti anche le altre categorie:
La classifica femminile è stata vinta dall’equipaggio austriaco composto da Nora Edberg e Bettina Heresch, al volante di una Austin Healey 3000 del 1958.
Nella categoria dedicata alle vetture successive all’epoca della Mille Miglia storica, invece, hanno avuto la meglio Stefano Traverso e Nunzia Imbriaco con una Alfa Romeo GT Junior del 1971.

La sorpresa della MG TF
Particolarmente interessante anche l’Afterlabel Challenge, riservata alle GT e alle supercar moderne.
La vittoria è andata a Gianluigi e Federico Smussi, padre e figlio, che hanno scelto una vettura tutt’altro che scontata per una manifestazione di questo tipo: una MG TF del 2004. La strategia ha funzionato e il loro vantaggio al traguardo è stato di appena sei punti di penalità.
Alle loro spalle si sono piazzati Fabrizio Macario e Giovanna Di Costanzo con una Ferrari 488 Pista del 2019, mentre il terzo posto è andato a Rudy Zucca e Giuseppe Ducoli con una Porsche 911 GT3 RS.
Mi piace questo aspetto della manifestazione: non sempre la macchina più costosa o più potente è quella che fa la differenza. In una gara di regolarità contano anche la precisione, la strategia e la capacità di interpretare il percorso.
Perché tornerei ancora
Dopo la mia seconda esperienza alla 1000 Miglia Warm Up Austria, capisco ancora meglio perché alcuni partecipanti continuino a tornare. Perché alla fine non si tratta soltanto di automobili. C’è la possibilità di percorrere alcune delle strade più belle dell’Austria, attraversare le Alpi, fermarsi in località che magari non erano inizialmente nell’itinerario e condividere tutto questo con persone arrivate da Paesi diversi.
È una forma di viaggio che sento particolarmente vicina al mio modo di esplorare un territorio: muoversi lentamente, seguire le strade, lasciarsi sorprendere dal paesaggio e considerare il percorso parte integrante della destinazione.
Le automobili storiche sono naturalmente le protagoniste, ma l’Austria rimane il grande palcoscenico.
E dopo essere tornato una seconda volta, una cosa è abbastanza chiara: non mi dispiacerebbe affatto esserci anche alla prossima edizione.
Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com.
110 nazioni visitate in 5 continenti. Negli ultimi 6 anni in viaggio per il mondo con mia moglie Felicity e le nostre due bambine. Instagram @viaggiatori
