Quando anni fa feci un lungo week end a Santiago del Compostela, mi ripromisi di tornare in questa parte di Spagna. Come allora, arrivando, ho visto boschi e campi coltivati di un verde intenso, ordinati, uno al fianco dell’altro e, se non avessi saputo quale fosse la meta del mio arrivo, avrei scommesso di essere in Normandia, o in Bretagna o in qualche regione del sud Inghilterra.

Solo con il trascorrere delle ore, parlando con la gente, guardando le vetrine, mangiando, adattandomi ai particolari orari spagnoli, mi sono convinta, per la seconda volta, che effettivamente anche questa è Spagna.

E’ l’altra Spagna, quella piovosa e battuta dai venti, verde e ricca di pascoli, quella dell’oceano e delle spiagge bianche per i surfisti, quella che non ti aspetti perchè gli stereotipi di un paese viaggiano spesso attraverso immagini che restringono ciò che è a qualche sfumatura: il caldo, la sangria, le sagome dei tori, la paella…

La Spagna del nord è veramente poco di tutto ciò, e noi l’abbiamo attraversata in 11 giorni di cui 9 on the road, attraversando città da Finisterre a Bilbao, quattro regioni, Galizia, Asturie e Cantabriga, Castilla e Leòn, Paesi Baschi, percorrendo la costa, l’interno ed i passi, scoprendo pascoli e visitando santuari, eremi, incrociando gli erranti pellegrini.

Il percorso che abbiamo realizzato ci ha visto percorrere 2000 km, sotto la pioggia e il sole, gli arcobaleni, il vento e la temperatura mite, immersi in paesaggi incantevoli che richiedevano un tempo dilatato per sostare ad assaporare con gli occhi la composizione di colori e forme veramente ben assortite.

Dedico questo primo post alle città che abbiamo visitato e che hanno intervallato valli e costa, cercando di individuare caratteristiche e motivi per cui vale la pena inserirle in un itinerario di viaggio

 

Sebbene Santiago non sia in questo elenco perchè, come detto sopra l’ho visitata in un precedente viaggio, non si può prescindere dalla sua visita. Essa vale la pena di una sosta, anche di un paio di giorni per respirare la sua atmosfera vita e frizzante, visitare musei e la mirabile cattedrale a cui accorrono dopo tanti chilometri festosi pellegrini la cui ispirazione, spesso è più laica che religiosa.

Fra le città che abbiamo visitato invece in questo recente viaggio, Ferrol, Oviedo,  Leòn, Burgos e Bilbao ci hanno lasciato ognuno qualcosa di sé. I loro centri storici raccontano spesso del passaggio dei pellegrini sulla via di Compostela, i portali delle loro cattedrali libri aperti per credenti la cui profonda fede veniva alimentata da immagini chiare e rappresentative del Verbo con immediati richiami alla vita ultraterrena, citazioni bibliche, pene e dannazioni.

Ognuna di esse per quanto differente ha più di un motivo per essere visitata; sebbene simili non sono assolutamente sovrapponibili fra di loro.

Ferrol

Una sosta in questa città a cavallo tra Galizia ed Asturie vale la pena per la visita al folcloristico quartiere di Canido, un tempo fra i più depressi e complessi, oggi rivitalizato da una operazione di riqualificazione artistica.

Dal 2008  il pittore Ferrolan Eduardo Hermida si unì ad altri artisti per realizzare diversi murales ispirati alle Meninas in questo quartiere. L’azione è stata così popolare che ora si tiene un festival il primo fine settimana di settembre per avvicinare l’arte al grande pubblico e ampliare il lavoro, che non è più limitato ai murales.

Attualmente a Canido ci sono più di 250 meninas isipirate alla celebre opera di Velasquez che si possono trovare sotto forma di pittura, graffiti, ceramiche, arredo urbano. Piacevole passeggiare alla scoperta delle tante interpretazioni e le voci sociali che l’infanta interpreta, attraverso i muri vintage di questo quartiere.

 

Oviedo

Considerata una delle città più cattoliche della Spagna ha, oggi, un enorme impianto metropolitana dalla cui immensa periferia è un po difficile scorgere i suoi tesori del centro storico che racconta di ciò che un tempo fu.

Una volta raggiunto si svela fra piazze con immancabili bar e ristoranti, la cattedrale De San Salvador, fra le più imponenti di tutta Europa ed un mercato coperto (El Fontan), limitrofo al municipio che svela il culto della regione per salsicce al sangue e fagioli, ingredienti per la locale fabada, apprezzabile nei tanti ristoranti del centro a prezzi veramente buoni.

Occorre un po’ di creatività per immaginare questa città senza la periferia urbana che la compone ora.

Due chiese romaniche, lotane dalla traffico e limitrofe fra di loro, Santa Maria del Naraco e San Miguel de Lillo, hanno la capacità di riportarci a ciò che forse Oviedo era un tempo: un piccolo centro storico con una cattedrale importante, ed i segni della cristianità alla portata del popolo delle campagne limitrofe che abitavano dove ora sorgono palazzi di servizi, impianti sportivi e ville.

 

Leon

Ci ha accolto con una pioggia accompagnata a grandine e ci ha lasciato con la bellezza del suo centro illuminato dal sole.

Al di là della sua cattedrale, ispirata la gotico francese, a cui non si può mancare di dedicare una gran parte del tempo, la piacevolezza della città sta nel camminare per le sue vie, entrare nei locali a bere e mangiare tapas, sostare fra i tavolini o nei negozi ricchi di prelibatezze tra cui le ottime sardine che non potranno mancare nella lista degli acquisti.

Leon ed il suo centro sono da assaporare in una intera giornata, con calma, magari dedicando del tempo ad una sosta pigra nella plaza Mayor di pianta rettangolare e circondata da antiche case con portici e balconi colorati.

 

Burgos

Il suo profilo porta lo sguardo di chi la ammira dal punto panoramico alla mirabile torre della cattedrale, una delle chiese più imponenti, ricche, ben conservate che abbia mai visitato.

Collocata nella piazza principale, crocevia dei pellegrini rappresentati su statue che la ammirano da una panchina, la cattedrale è stata costruita a partire dal 1221 ed è la terza di Spagna. Ricca di influenze provenienti da diversi paesi europei è un susseguirsi di cappelle i cui tesori sembrano non finire mai, tanto meno di stupire.

La visita di questa città può prendere anche meno di un giorno vista la limitata grandezza del centro che regala la piacevolezza di una passggiata fra gli immancabili locali magari assaggiando tapas a base di Morcillas, tipica salsiccia di queste zone.

 

 

Bilbao

Credevo che Bilbao fosse solo la base del mio ritorno, la città dove avrei preparato la valigia per l’Italia, visitando il famoso Museo Guggenheim. In altre parole non mi aspettavo di essere conquistata da questa città.

Invece, come una bella storia d’amore inaspettata, mi ha conquistata, ed io mi sono arresa al suo fascino sorridendole. Complice forse la mia sistemazione in pieno centro (chi volesse mi può chiedere in privato informazioni), in poche ore la sua doppia anima tradizionale e moderna mi ha fatto girar la testa.

La vita di quartiere, i bambini che giocano per strada con la maglia della squadra cittadina, i locali aperti fino tardi, i balconi da cui si affacciano a parlare i vicini in canottiera…ecco, tutto ciò, non poteva che farla entrare nel mio cuore.

Bilbao ha diverse anime che ti invitano a trascorrere del tempo per sfiorarle o anche solo intravederle. Sa essere popolare ed aristocratica, religiosa e trasgressiva, un po’ decadente ultra moderna.

L’abbiamo visitata a piedi passando da un’ anima all’altra, dedicando il giusto tempo per ciascuna. Il Museo Guggeinheim è il polo che attrae a ragione turisti ed amanti dell’arte, un museo che dialoga con lo spettatore attraverso le sue istallazioni, permanenti e non, ed attraverso la città stessa con le sue forme belle al di là di ogni personale gusto.

Ma non fermatevi ad ammirare solo questo. Bilbao è questo e tanto altro, è una di quelle città a misura d’uomo in cui si pensa di tornare un’altra volta dopo che la si è incontrata nella vita.

A proposito dell'autore

Barbara Ciccola

Insegnante di professione, turista per passione, fotografa per diletto. Amo sognare e progettare i miei viaggi come un modo per conoscere e scoprire me stessa. Parecchi i viaggi fatti, molti di più quelli ancora da fare e da raccontare.

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