Ad un anno dal nostro viaggio in Iran, abbiamo progettato un viaggio in altra terra ancora non molto battuta dal turismo italiano.

L’Uzbekistan, una delle repubbliche autonome del centro Asia nate dallo sfaldamento dell’ex URSS, terra dei mercanti sulla rotta della seta, scrigno di tesori e crocevia di culture. Tutte cose che abbiamo visto in 10 giorni di viaggio facendo tappa in città evocative come la celeberrima Samarcanda fino a raggiungere la Valle di Fergana, aperta al turismo da pochi anni.

Questo primo post ha l’obiettivo di indicare note pratiche pre-viaggio.

Come organizzare un viaggio in semi autonomia in Uzbekistan? Quali  le cose da sapere?

Come è nata la nostra idea di viaggio.

L’occasione di un viaggio in Uzbekistan è nata da un contatto occasionale con un giovane tour operator locale, specializato nel mercato francese e che, volendo aprirsi a quello italiano, mi ha scritto via twitter coinvolgendomi nell’idea di realizzare un viaggio sotto la sua guida, nella terra di Tamerlano. Avendo visitato di recente l’Iran ci è sembrato un viaggio interessante da realizzare in continuità con il precedente.

Dopo diversi contatti e preventivi molto interessanti dal punto di vista dell’organizzazione e del prezzo (per pensione completa, transfert, guida, ingressi, alberghi), ci siamo indirizzati nella ricerca di informazioni riguardanti il visto e il volo (ed eventuale volo interno).

La sua guida esperta ci ha condotto per 10 giorni in questa terra suggestiva e non ha mai mancato di essere molto attento e preparato. Parla un ottimo italiano che sta perfezionando.

Mansur BAZARBAEV
Uzbekistan
Tashkent 100093
Yunus Abad 5/8/34
Mob: +998977541680
Vider, WhatsApp, Telegram
Facebook: Mansur Bazarbaev

 

Visto

Sino al 15 luglio chi, come me, aveva intenzione di recarsi in Uzbekistan per turismo si doveva mettere in contatto con l’Ambasciata a Roma e recarsi per due volte nella capitale per realizzarlo (portare i documenti e ritirarli). Il costo era di 60 euro a persona, prima di recarsi a Roma era necessario compilare un modulo on line e pagare via bonifico. In alternativa, contattare una agenzia di visto che chiede all’incirca il doppio per ogni pratica. Il consolato è stato così gentile da venirci incontro e realizzare la pratica in un giorno solo accettando la delega della persona a cui abbiamo affidato i nostri passaporti. Non esiste un consolato a Milano o uno per il Sud Italia.

Ad oggi la pratica è cambiata da pochissimo; pertanto,  chi volesse intraprendere la pianificazione di un viaggio, può farlo on line (fonte la Farnesina) attraverso questo link.

Il mio consiglio è comunque di contattare l’ambasciata per verificare l’avvenuto avvio di questa procedura ancora molto giovane. http://www.uzbekistanitalia.org/home/ambasciata/ufficio-consolare/visto-d-ingresso-in-uzbekistan: i contatti via mail sono abbastanza celeri.

Volo

Si può raggiungere la capitale Tashkent con voli dalle maggiori città italiane via Mosca con Aerflot. In tal caso si deve pensare di comprare un volo interno che permetta di non realizzare troppa strada e perdere tempo nel viaggi di andata e ritorno direzione Khiva-Tashkent.

Noi abbiamo optato per una soluzione diversa: volo da Milano Malpensa con Uzbekistan airways con multitratta Milano-Urgench / Tashkent -Milano. Lo scalo di Urgench viene realizzato dalla compagnia di bandiera solo in estate (il volo riparte poi di seguito per la capitale), in occasione del maggiore flusso turistico, e intende favorire i turisti che si recano per visita visita a città di interesse come Khiva e Bukhara, immancabili nella pianificazione di un viaggio.

Questo ci ha evitato una tratta interna (comunque abbastanza economica) operata dalla compagnia di bandiera, attraverso il cui sito non si riesce ad acquistare il volo con le normali e più comuni carte di credito.

L’acquisto del nostro multitratta è avvenuto attraverso il canale di intermediazione di www.Expedia.it con estrema facilità. Ottimo anche il servizio post vendita a causa di una variazione della compagnia.

Fortunatamente, lo abbiamo comprato diversi mesi prima, perchè il volo alla partenza era stipato ed invendibile da diverso tempo. Il costo, a febbraio, si aggirava sui 450 a persona, esclusa assicurazione annullamento.

Moneta

Gli acquisti in Uzbekistan sono tutti molto vantaggiosi. Essendo città toccate storicamente dai commerci, ognuna vive di prodotti artigianali di ottima fattura ed i prezzi, da contrattare, sono ottimi.

Dalla seta alla ceramica, dalla frutta secca ai ricami, tanti i prodotti che vedrete riempire la vostra valigia nella via del ritorno.

La moneta è cambiabile in appositi sportelli nelle principali città, meglio se accompagnati per capire il cambio. Nei laboratori artigiani accettano volentieri dollari ed euro. Conviene dunque cambiare poco ed al bisogno. L’inflazione è alta e gli 0 molti, ma il valore che vi verrà chiesto veramente esiguo per i nostri standard.

Nelle città più turistiche (Khiva, Bukhara, Samarcanda, Tashkent) i commercianti saranno più abituati a rilanciare prezzi europei. Sempre consigliato trattare.

Comune, anche se meno di un tempo, sopratutto nei mercati il cambio nero; personalmente lo eviterei. Ci sono pochissimi sportelli automatici (grandi città e grandi alberghi); poco diffusa la Mastercard, un po’ di più il circuito VISA. Non ho visto il logo della American Express; i maggiori commercianti (ad esempio tappeti) espongono il logo di diffuse carte di credito, non ho usufruito del servizio dunque non posso scrivere a proposito.

Religione

L’Uzbekistan è un paese a maggioranza mussulmana che ha subito una importante occupazione sovietica e riflette sia nelle architetture che nell’osservare il culto una visione laica e comunista.

Gran parte delle Madrasse, sotto la dominazione sovietica, sono diventati luoghi di commercio. Ufficialmente questo per permettere ad altre forme di culto di trovare maggiori spazi di tolleranza. Non ufficialmente per impedire forme di fondamentalismo di radicarsi nel territorio.

Al contrario dell’Iran l’uso del velo per le donne non segue nessun precetto, anche fra le donne locali. Si possono incontrare donne che lo indossano (legato dietro la nuca) e donne che non lo fanno (magari più giovani e in città). Questo anche nei luoghi di culto, che come ripeto sono vissuti in modo molto libero, senza il richiamo ad esempio del muezzin al contrario di altri paesi mussulmani.

Moschee e madrasse sono più che altro monumenti finemente restaurati e molto visitati; hanno perso almeno ai nostri occhi molto della connotazione austera e religiosa che ho riscontrato in altri luoghi dell’Islam nel mondo. In una sola occasione mi è stato chiesto di indossare il velo, solo sulla testa e limitatamente alla visita.

 

Popolazione locale

La gente Uzbeka è molto accogliente pur rimanendo nel loro riserbo. Gli Uzbeki, interessati a chi fa loro visita, ti osservano spesso sorridendoti con timidezza e non sono mancati momenti di scambio, gesti semplici ma di un grande valore umano.

Sopratutto ai mercati, nella vale di Fergana la gente si è mostrata accogliente, curiosa e generosa, tanto da farsi fotografare, chiedere foto con noi, donarci prodotti e farci domande. Le donne come gli uomini, ci hanno chiesto dell’Italia e si sono mostrati sorridenti e contenti di interlocuire con noi per ciò che era possibile

Cucina

Dal pane alle verdure, dal riso stufato alla carne, involtini e dolcetti la cucina è molti ricca e varia nelle diverse regioni. Si condisce con olio di cotone e di girasole, derivato dalle loro coltivazioni intensive, che in molte zone stanno causando danni irreversibili all’ecosistema (vedi la morte ormai prossima del lago di Aral).

La cucina non è un problema né le condizioni del cibo cucinato nei ristoranti. Sempre meglio bere acqua dalla bottiglia sigillata. E’ molto in uso bere vodka (1 litro si acquista nei negozi per alcolici a 2 euro circa) e non ci sono problemi nonostante sia un paese di religione mussulmana, di trovare birra od alcolici nei ristoranti.

Informazioni utili

Sebbene nelle maggiori città siano presenti molte farmacie, il nostro consiglio è di partire da casa con una buona dotazione di medicinali, come per ogni viaggio extraEuropa. Consigliata è sempre una buona assicurazione viaggio che tuteli contro malattie ed infortuni. La sanità non segue parametri occidentali. Anche per questo viaggio siamo stati coperti da Europe Assistance che evita spese in anticipo e copre ogni evenienza, compreso il rimpatrio anticipato.

Nel caso in cui abbiate con voi medicinali ansiolitici (anche il semplice xanax) munitevi di dichiarazione del vostro dottore nominale (in lingua inglese), che dichiari la necessità di essi per vostra patologia. Essi sono infatti considerati illegali senza di essa. All’arrivo può essere ispezionato il bagaglio oltre al fatto che viene chiesto l’importo del denaro importato. All’usciata da Tashkent non abbiamo avuto particolari controlli in dogana.

Viabilità

Le strade non sono molto buone soprattuto nella tratta Khiva/Bukhara/Sammarcanda.

Spesso sono le vecchie strade costruite sotto la dominazione sovietica a cui è dedicata una cattiva manutenzione. Durante la percorrenza delle distanze, poche le occasioni di sosta o aree dedicate per uno spuntino o toilette ingenicamente in linea con l’occidente e sufficientemente adeguate alle esigenze femminili. Un minimo di spirito di adattamento un viaggio del genere lo presuppone, almeno fuori dalle città principali.

Ricettività

Gli hotel di terza e quarta fascia tutti all’altezza del confort di un viaggio on the road e con una discreta rete Wi-fi. Non esistono filtri e si possono usare sia social che comuni strumenti di comunicazione (whattsapp/telegram/skype).

A proposito dell'autore

Barbara Ciccola

Insegnante di professione, turista per passione, fotografa per diletto. Amo sognare e progettare i miei viaggi come un modo per conoscere e scoprire me stessa. Parecchi i viaggi fatti, molti di più quelli ancora da fare e da raccontare.

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