Solitamente la meta dei miei viaggi la decido io. Leggo, guardo, mi lascio ispirare e sedurre da posti nuovi o vecchi, lontani o vicini, turistici o remoti, l’importante è sognare e poi la decisione arriva.

Dicevo, di solito la destinazione la scelgo io. Invece oggi vi parlo di un viaggio che ha scelto me, un viaggio che devo ancora fare, un viaggio che mi è arrivato via email, mentre ero in viaggio.

Wadi Rum, Giordania

Venerdì parto per la Giordania con il blog tour #shareyourjordan organizzato dai ragazzi di Volagratis e non posso nascondere l’emozione e l’entusiasmo di imbarcarmi per il mio primo blogtour.

A proposito, nessuno dei miei amici sa cosa sia un blog tour, voi come lo spieghereste? Io per farla breve dico che è un viaggio stampa, ma con blogger al posto di giornalisti, può andare? Chiusa parentesi.

Parto come inviato di NonSoloTuristi.it (un “grazie” mi sembra il minimo!) [prego!, ma aspetta di vedere come ti fanno correre ai blog tour prima di ringraziarci… NdR], pronto a scoprire questa terra antica, leggendaria e ricca di storia. Non conosco la Giordania e quel poco che so arriva da qualche racconto di amici, alcuni articoli e un po’ di foto.

Petra, Giordania

Conosco poco, ma mi è bastato dare una rapida occhiata all’itinerario e ho capito che questo posto fa per me: un mix di natura selvaggia, monumenti antichissimi e leggendari e una storia carica di misticismo e magnetismo. Ho deciso di non documentarmi troppo, di improvvisare e di lasciarmi stupire da quello che succederà, ho deciso di rimanere ignorante e vivere tutto nel presente.

Ma, nonostante questo, la mia immaginazione e la voglia di partire mi hanno già portato in Giordania e hanno già stilato una lista di cose un po’ serie e un po’ insensate che vorrei fare… Ecco il breve elenco destinato ad allungarsi man mano che si avvicinerà la partenza:

– vorrei entrare nel canyon di Petra con un cappello in testa fischiettando la canzone di Indiana Jones (questa è una fantasia di vecchia data, lo ammetto!)

– vorrei fare il bagno nel Mar Morto e, siccome tutti dicono di non aprire gli occhi, vorrei aprirli e vedere cosa c’è sotto (poi però divento cieco?)

– vorrei calarmi nelle gole del Wadi Mujib, fare canyoning tra le sue rocce e alla fine avvistare un caracal o un leopardo arabo che caccia al calar del sole

– vorrei addormentarmi fuori da una tenda beduina nel deserto del Wadi Rum dopo aver ammirato per ore la Via Lattea

– vorrei mangiare dei datteri ad Amman (proprio qui, non altrove), e dopo i datteri, un falafel spezziato con yogurt alla menta

– vorrei camminare per luoghi sacri e storici come Jerash e il Monte Nebo, e farmi raccontare una storia che mi catapulti indietro di migliaia di anni

– vorrei imparare qualche parola di arabo, bevendo un tè con un gruppo di ragazzi giordani

Jerash, Giordania

Venerdi parto e quando torno vi prometto che vi racconterò quanti “vorrei” ho esaudito!

A proposito dell'autore

Francesco Minghini

Romagnolo di origine, cuore e spirito, milanese per lavoro. Marketing, eventi e social media mi tengono occupato tra un viaggio e l'altro. Quando ho aperto il mio blog volevo solo sdebitarmi con tutti quelli a cui avevo chiesto consigli e informazioni, ma oggi alla passione per i viaggi si è unita anche quella per la scrittura.

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4 Risposte

  1. Cartoline dalla Giordania -

    […] Nei miei articoli precedenti vi ho raccontato questa terra in vari modi. Ho cominciato con le mie aspettative, sono passato alle mie peripezie e infine ho scelto alcuni aggettivi per trasmettervi l’essenza […]

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