Si chiama Via Claudia Augusta. È il percorso ciclabile che dall’Italia risale tra le Alpi fino in Germania. Nel tratto tra Verona e Trento è chiamata Ciclabile Adige e attraversa una regione dal fascino lieve ma appagante, snodandosi tra i rigogliosi vigneti del pregiato Marzemino, sotto lo sguardo severo di rocche e castelli, tra monti innevati e dolci pendii.

Al centro di questo teatro verdeggiante si trova Rovereto, perla di arte, cultura e buona cucina, nota soprattutto per essere sede del MART, ma la cui generosità intellettuale giunge ben al di là del museo di arte moderna, per offrire alla curiosità dei visitatori, tra le altre attrazioni, anche il Museo della Guerra e il Museo di Scienze Naturali. Inoltre, adagiata sui pendii montani, riluce anche la Campana dei Caduti – la “Maria Dolens” – una della più grandi al mondo, voluta da don Antonio Rossaro all’indomani della Grande Guerra e in funzione dal 1925 quale simbolo solenne – e purtroppo inascoltato – di condanna dei conflitti, di pace e di fratellanza.

Cicloturismo - Rovereto e Vallagarina in bici

E proprio da Rovereto siamo partiti anche noi, con i ragazzi di Visit Rovereto, per mettere alla prova le ambizioni di questa città che si propone come destinazione privilegiata del cicloturismo dell’italico arco alpino. Un’ambizione più che giustificata, dal momento che la rete di percorsi ciclabili congiunge agevolmente il centro trentino e la Vallagarina sia con il Lago di Garda (a circa 20 chilometri), che con numerose destinazioni alpine di conclamata fama, compresi il Monte Baldo e la Val di Gresta. Alle giustificazioni naturali concorrono però anche l’impegno e la cooperazione di enti locali e aziende, che negli anni hanno potenziato le piste ciclabili disponibili e reso strutture ricettive e di ristoro sempre più a misura di ciclista.

È perciò con elevate aspettative che un sabato dal cielo nervoso e incerto mi sono finto un atleta ben più preparato di quanto la realtà non voglia dimostrare, sono salito in sella con l’espressione più consapevole e determinata che riuscissi a fornire bleffando e mi sono lasciato guidare tra le confortanti visioni della Vallagarina.

Cicloturismo - Rovereto e Vallagarina in bici

Dopo un inizio un po’ incerto sull’inevitabile asfalto cittadino, ecco finalmente il tuffo nel verde, lo scorrere placido dell’Adige alla nostra destra, i piccoli borghi scorti in lontananza, le promesse di rossi e bianchi calici delle vigne. A portarci fino ad Avio sono stati 25 chilometri allegri e sereni, trascorsi a rincorrerci e ad affiancarci per parlottare tra noi, nonostante la cavalcata rendesse sempre più prezioso il fiato e nonostante i rimproveri dei ciclisti, quelli seri, costretti a manovre furtive per superarci – loro sì dediti al ciclismo, noi ad una crociera a pedali – per giungere così ad una meritata sosta prima di concludere la prima tappa all’imponente Castel d’Avio.

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Il ristoro è stato consumato al Bicigrill di Avio. Proprio così. Bicigrill. Forse un giorno i nostri figli ci perdoneranno per aver introdotto questo termine imbarazzante nel lessico di viaggio, intanto però possiamo goderci l’efficacia e la comodità di queste strutture disseminate per tutta la ciclabile e pensate specificatamente per i visitatori a due ruote.

Il giorno dopo una nuova tappa, questa volta consumata con il beneplacito di un sole caldo e radioso. Il punto di partenza era sempre Rovereto, ma il nostro incedere più divertito che atletico ci ha portati a Calliano, grazioso borgo situato a 15 chilometri dalla cittadina trentina. Ci siamo mossi su una serpentina talvolta molto stretta che faceva lo slalom tra vigne e prati erbosi, incrociando non di rado sciami di ciclisti di ogni genere e velleità, da coraggiosi padri di famiglia con traino e lattante al seguito a intrepidi velocisti attrezzati di tutto punto.

Cicloturismo - Rovereto e Vallagarina in bici

A conclusione di quest’altra tappa abbiamo trovato ad aprirci la porta un altro castellano, questa volta il padrone di casa di Castel Pietra, meno imponente e ricco di decori interni del castello di Avio, ma comunque esemplare nella sua solida testimonianza di epoche lontane. Dopo la visita della roccaforte, la strada del ritorno ci ha permesso di attraversare Volano, tra le cui antiche corti abbiamo consumato un pranzo frugale ma fortemente apprezzato, e ci ha depositati proprio davanti al MART, per un’immancabile escursione nell’arte e nella creatività.

Cicloturismo - Rovereto e Vallagarina in bici

La bicicletta è uno strumento meraviglioso per assaporare con la dovuta calma la bellezza dei paesaggi trentini, nel massimo rispetto dell’ambiente e con una sempre opportuna attenzione alla salute personale. Eppure non è un veicolo di cui faccio uso molto spesso, complice una certa pigrizia e la necessità di un clima adeguato. A Rovereto però queste scuse sbiadiscono sotto il sole – quando c’è, il sole – perché i percorsi disponibili sono davvero alla portata di tutti e le mete appetibili sono tante e varie. Perciò, prima che sia troppo tardi, non mancate di considerare la possibilità di riscoprire la Vallagarina in bici. Un’esperienza che, se come me non siete esattamente dei ciclisti allenati, val bene anche qualche piccolo crampo.

Informazioni utili

Dove dormire

Numerose strutture ricettive a Rovereto si stanno adattando per incontrare le esigenze dei cicloturisti, comprese le dimore storiche Hotel Leon d’Oro e Hotel Rovereto. Quest’ultima, sebbene non sia una scelta economica, unisce alla disponibilità di un parcheggio coperto per la propria sella, ambienti eleganti e un ristorante dai piatti sani e gustosi.

Agriturismo Salizzoni – Si tratta di una struttura che opera al contempo come agriturismo, cantina e azienda vitivinicola. Tre diverse generazioni lavorano insieme su sei ettari di terreno che produce 50 mila bottiglie l’anno tra Chardonney, Marzemino, Merlot, Gewurtztraminer e Moscato dolce “Castel Beseno”.

Dove mangiare

Bicigrill – Sono numerosi e sono disseminati lungo tutta la Ciclabile Adige. Quello di Avio è il Ruota Libera: pasta fresca, taglieri, ampia terrazza esterna e anche un info point per reperire le informazioni necessarie a proseguire la pedalata.

Osteria del Pettirosso – Combina abilmente uno stile rustico e autentico con la raffinatezze e il gusto sublime dei suoi piatti. La cucina si attiene principalmente ai prodotti del territori, ma spazia da fedeli creazioni della tradizione a interpretazioni più audaci e fantasiose.

Attrazioni a Rovereto

MART – Il celebre museo di arte moderna ospita tutto l’anno mostre stabili e temporanee. La “Collezione del Mart” (fino all’8 novembre 2015) espone i capolavori selezionati tra le oltre 20.000 opere raccolte dal museo durante la sua attività. La mostra “La guerra che verrà / non è la prima” è un doloroso ma interessante percorso attraverso immagini e testimonianze di guerra.

Museo Storico Italiano della Guerra – Situato nel Castello di Rovereto, espone una ricca raccolta di cimeli e immagini della Prima Guerra Mondiale, oltre ad un’impressionante collezione di armi.

Ulteriori informazioni: Visit Rovereto.

A proposito dell'autore

Flavio Alagia

Laureato in Giornalismo, il mio limbo professionale mi ha portato dagli uffici stampa alla carta stampata, per poi approdare al variopinto mondo della comunicazione digitale. Ho vissuto a Verona, Zurigo, Londra, Città del Capo, Mumbai e Casablanca. Odio volare, amo lo jodel e da grande voglio fare l'astronauta.

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