Tornare a Parigi è come rincontrare un’amica lontana dopo tanto tempo e avere l’impressione che i giorni non siano mai passati. È come sedersi in quel vecchio bar e trovare sempre la stessa fetta di torta che vi fa sentire a casa, o ascoltare quella canzone che vi fa viaggiare con la mente. In questo caso, la colonna sonora non potrebbe che essere La Vie en Rose di Édith Piaf.
Marzo e l’inizio della primavera sono i momenti che preferisco per viaggiare: l’arrivo timido delle prime giornate di sole porta con sé uno spirito nuovo. Con una piccola valigia tascabile, sono atterrata in dolce compagnia alla scoperta della capitale francese. Se state pianificando un weekend romantico a Parigi, ecco il mio Itinerario Parigi in 2 Giorni: Cosa Vedere tra arte, panorami e scorci bohémien.
Arrivo a Parigi: dove dormire e prima sera
Arrivati nel tardo pomeriggio di venerdì all’aeroporto di Orly ci siamo recati al 9° arrondissement per soggiornare in un hotel vicino ai Grands Boulevards, l’Hotel Aida Opera a quindici minuti a piedi dall’Opéra Garnier (zona che consiglio per pernottare in quanto residenziale ma a due passi da numerosi locali e servizi commerciali di prima necessità).

La prima passeggiata sui Grands Boulevards
La prima sera, non avendo il tempo per grandi visite, ci siamo concessi una passeggiata romantica lungo i locali dei Grands Boulevards fino all’Opéra.
Da non perdere l’ingresso della coloratissima metropolitana di Place Colette, coperta da una vera e propria opera d’arte: il Kiosque des Noctambules di Jean-Michel Othoniel, una cupola decorata con sfere di vetro i cui colori rappresentano l’alternanza tra il giorno e la notte. Per concludere la serata alla ricerca di un buon tagliere di formaggi tipici e un calice di vino, abbiamo costeggiato Palazzo Brongniart, l’ex palazzo della borsa.
Cosa vedere a Parigi in due giorni: il nostro itinerario
Il sabato mattina è iniziato sotto il segno della tradizione: un buon pain au chocolat caldo preso in una boulangerie locale e l’attivazione del pass Paris Visite di due giorni (l’abbonamento ideale per l’utilizzo illimitato di tutti i mezzi di trasporto pubblici).
Ecco le tappe imperdibili del nostro weekend (da cui abbiamo escluso il Louvre avendolo già visitato in passato).
1. La Cattedrale di Notre-Dame e la Libreria Shakespeare and Company
Dopo il tragico incendio del 15 aprile 2019, la Cattedrale di Notre-Dame si presenta ai turisti più fragile, con i suoi lavori di ricostruzione in corso, ma conserva intatto il suo fascino gotico medievale. Davanti alla sua piazza si trova il Point Zéro, il punto cardine da cui si calcolano le distanze chilometriche della Francia.

📚 Curiosità letteraria: Attraversando la Senna e costeggiando la rive gauche, fate tappa alla celebre libreria Shakespeare and Company. Storico punto di riferimento per scrittori come Hemingway, Fitzgerald e Joyce, è una vera macchina del tempo dove respirare l’odore dei libri stampati e godersi una vista unica sulla cattedrale.

2. Il Museo d’Orsay
Ospitato in una splendida stazione ferroviaria del ‘900 (la Gare d’Orsay), il Musée d’Orsay è la culla dell’impressionismo, del post-impressionismo e dell’Art Nouveau. Passeggiare tra le sue sale permette di fare una vera e propria “scorta di bellezza” davanti ai capolavori immortali di Monet, Manet, Van Gogh, Cézanne e Tissot.

3. Il Centre Pompidou al tramonto
Accolti dalle sculture meccaniche della Fontana Stravinsky, il Centre Pompidou (progettato da Renzo Piano e Richard Rogers) ospita la più importante collezione d’arte moderna e contemporanea d’Europa.
Il consiglio in più: Il museo è aperto fino alle 21:00. Il mio consiglio è di visitarlo verso le 18:30 per salire sulle sue scale mobili esterne e ammirare uno dei più bei panorami di Parigi all’ora del tramonto, con la vista che abbraccia i tetti, l’Opéra e la Tour Eiffel.

4. Il Panthéon e l’Arco di Trionfo
Il Panthéon, capolavoro neoclassico, incanta con il celebre Pendolo di Foucault e la sua suggestiva cripta, che custodisce le tombe di giganti della cultura come Victor Hugo, Voltaire, Rousseau e Émile Zola.
Nel pomeriggio, una tappa all’Arco di Trionfo vi permetterà di rendere omaggio alla fiamma del Milite Ignoto e di godere di una vista geometricamente perfetta sui celebri Champs-Élysées, il viale dello shopping e delle grandi pasticcerie che conduce fino a Place de la Concorde.

5. I Giardini delle Tuileries e la Tour Eiffel
I Giardini delle Tuileries, splendido parco in stile classico francese, sono perfetti per una sosta rigenerante prima di spostarsi verso la regina indiscussa della città: la Tour Eiffel.
Consiglio di passeggiare ai piedi della torre al tramonto. Ogni ora, per cinque minuti, la struttura brilla grazie a 20.000 luci dorate: il punto panoramico migliore per scattare foto da cartolina è dai Jardins du Trocadéro.

La magia bohémien di Montmartre
Il quartiere di Montmartre, il cuore poetico e romantico di Parigi, merita un tour a passo lento e con il naso all’insù. Partendo dalla fermata della metro Blanche, si incontra subito il leggendario Moulin Rouge.
Salendo lungo Rue Lepic, fermatevi per un caffè o un croissant al Café des Deux Moulins, famoso per il film Il favoloso mondo di Amélie. Proseguendo la salita, incrocerete gli storici mulini Blute-Fin e Radet, la celebre facciata de La Maison Rose e le caratteristiche vigne urbane.


Conclusione: Parigi è davvero la città dell’amore?
C’è chi dice che Parigi sia ufficialmente la capitale più romantica del mondo per ovvi motivi artistici e culturali. Personalmente, penso che quando si viaggia, il romanticismo lo si porti addosso, in valigia, come un sentimento che consente di stupirci e innamorarci di ciò che si guarda, ogni volta come se fosse la prima.
Ma se la si guarda con gli occhi giusti, vi posso assicurare che a Parigi questo incantesimo funziona un po’ di più!

Amante dell’arte in tutte le sue forme, del buon cibo ma soprattutto della magia intrinseca dei viaggi. Lavoro in un calzaturificio artigianale ed è qui che ogni giorno cerco di coniugare “testa, mani e cuore”. Appassionata di teatro e cartoline, non ho un buon senso dell’orientamento ma riesco sempre a non perdere di vista la mia strada. Le altre, invece, proverò a raccontarle qui!

