Da quassù il mondo degli uomini altro non sembra che follia, grigiore racchiuso dentro se stesso. E pensare che lo si reputa vivo solamente perché è caotico e rumoroso. (Walter Bonatti)

Voglio iniziare il mio racconto con questa frase, perché rispecchia perfettamente la mentalità di mio papà. È lui che devo ringraziare. Lui, che mi ha trasmesso l’amore per la montagna. Lui, che nelle montagne ci è cresciuto. Lui, che adora stare in vetta, solo, davanti ad un panorama mozzafiato. Lui, che la sua musica preferita sono i suoni della natura. Lui, che forse con un po’ di incoscienza, a cinque anni mi ha portato a fare una via attrezzata. Grazie papà.

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Se non fosse stato per lui, chissà se mi sarei buttata in questa avventura. Tutto inizia a Passo Rombo (Timmelsjoch), che mette in comunicazione la Val Passiria in Alto Adige con la Ötztal in Austria. Siamo a quota 2509 metri e intorno a me non ci sono altro che montagne, montagne, montagne.

L’aria fresca e frizzante non mi scoraggia: esco dalla macchina e scatto qualche foto, mentre mi domando se un’immagine riuscirà mai a trasmettere l’emozione che si prova ad essere lì. Mi fermo per una breve sosta al museo del passo transfrontaliero che illustra la storia della strada e del passo attraverso i secoli per poi proseguire arrivando a Obergurgl, piccolo paesino nella Ötztal. Intorno a me le vette più alte delle Alpi Venoste e dello Stubai.

Salewa, organizzatore di questo concorso, attende tutti i vincitori all’hotel Alpenaussicht. Presenti anche il team BMW e Polartec, insieme alle nostre guide alpine che ci accompagneranno in questi tre giorni. Faccio la conoscenza di tutti i partecipanti nonché futuri compagni di avventura di questo primo “Get Vertical” estivo.

BMW ci offre l’opportunità di fare un test-drive con le nuove vetture BMW 2 Series Active Tourer iPerformance, tramite le quali raggiungiamo l’elegante ristorante panoramico del Top Mountain Crosspoint. L’edificio ospita il museo più alto d’Europa, il Top Mountain Motorcycle Museum. Da qui parte anche la cabinovia Kirchenkar che dà accesso al comprensorio sciistico di Obergurgl, una delle più rinomate destinazioni di sport invernali dell’Austria.

Salewa Get Vertical: arrampicata sui ghiacci tra Austria e Trentino

Dopo una bella dormita e una ricca colazione, ancora un po’ assonnata preparo il mio zaino. Dovrà contenere il minimo indispensabile per affrontare due notti in rifugio e in tenda. Di certo il set da via ferrata, casco e guanti non possono mancare, così come l’abbigliamento adatto in caso di maltempo. Dovrei avere tutto: inizia il mio “Get Vertical”!

Attraversiamo il paesino di Obergurgl proseguendo per prati fioriti e dopo circa una ventina di minuti arriviamo all’attacco della ferrata Zirbenwald. Indosso l’imbrago, il casco e i guanti e ascolto attentamente i consigli delle guide alpine Vitus e Mario. Non è la mia prima ferrata ma l’adrenalina c’è sempre. Non so se definirla paura o eccitazione, forse un mix di entrambi. Emozioni alle quali, una volta provate, non si può più fare a meno.

Salewa Get Vertical: arrampicata sui ghiacci tra Austria e Trentino

La vera personalità di questa ferrata non tarda a manifestarsi: un ponte sospeso a circa 30 metri d’altezza, sopra una profonda spaccatura rocciosa nella quale passa un ruscello. Qui non è concesso soffrire di vertigini!

Terminato questo primo passaggio adrenalinico proseguo la ferrata tra divertenti staffe metalliche, due ponti tibetani e vari pezzi più o meno impegnativi e in un’oretta abbondante finalmente raggiungo il termine della ferrata.

Salewa Get Vertical: arrampicata sui ghiacci tra Austria e Trentino

Dopo una breve sosta proseguo il mio cammino attraverso il Zirbenwald e in circa un’ora e mezza raggiungo la Schönwieshütte, una malga di recente costruzione ai piedi del monte Hangerer (3020 metri), dove la tradizione è sapientemente combinata con il comfort e la modernità.

Mi innamoro subito di questo posto. Il colore verde acido delle tende contrasta con il verde scuro dell’erba, il tutto circondato da maestose vette innevate. Dormirò qui questa notte… non vedo l’ora!

All’alba mi sveglio. La mia grande paura del freddo si è rilevata infondata. La tenda e il sacco a pelo fornitoci hanno fatto il loro dovere e ci hanno protetto dal freddo della notte in quota. Esco dalla tenda e davanti a me si estende la meravigliosa Ötztal, baciata dai primi raggi del sole.

Salewa Get Vertical: arrampicata sui ghiacci tra Austria e Trentino

Mi dirigo verso il rifugio, dove il simpatico proprietario ha già preparato tutto per la colazione. Dalla finestra riesco a scorgere la Schwärzenkamm: è questa la montagna che scaleremo oggi percorrendo l’omonima via ferrata. Le guide alpine ci hanno anticipato che sarà decisamente più lunga rispetto a quella del giorno prima.

Uno ad uno, moschettone dopo moschettone, procediamo rapidamente. Una guida alpina è dietro di me. Mi fa sentire più sicura e riesco a superare con destrezza un tratto considerato medio-difficile. Acquisisco sicurezza e proseguo spedita fino ad arrivare al primo spiazzo dove il nostro gruppo si ferma.

Purtroppo il mio entusiasmo viene smorzato dalla decisione delle guide di abbondonare la ferrata causa maltempo. In montagna con il tempo non si scherza. Un attimo è bello, l’attimo dopo piove. Solo guide esperte come le nostre potevano prevedere che il tempo sarebbe cambiato così drasticamente con tanta accortezza. Proseguiamo il nostro cammino ai piedi del ghiacciaio Gurgler Ferner verso il rifugio Ramolhaus (3006 metri).

Ho le gambe stanche e il rifugio non è che un piccolo puntino lontano in cima alla montagna. Vorrei essere già lì, davanti a dei Knödel (canederli) fumanti e a una bella birra. Non mi va di chiacchierare, voglio dare tutta me stessa nell’osservare e ascoltare ciò che mi circonda. È un paesaggio lunare quello che ho di fronte a me.

Salewa Get Vertical: arrampicata sui ghiacci tra Austria e Trentino

Dopo esserci rifocillati alcuni ragazzi del gruppo ci allietano suonando la chitarra. Siamo tutti stanchi ma felici. Pur non parlando la stessa lingua, pur avendo culture molto diverse, siamo qui, tutti insieme, uniti dalle stesse passioni.

La mattina seguente una fitta nebbia avvolge il nostro rifugio. Ci incamminiamo con i nostri zaini, casco e il kit da ferrata verso il Ramoljoch, passo situato a 3186 metri.
Il paesaggio è decisamente cambiato. Il cielo è cupo, simile ad una grande cappa grigia e pesante. Il nostro gruppo prosegue in fila indiana affidandosi ai consigli delle guide alpine. I passi devono essere sicuri.

Supero un breve scivolo nevoso, dove mi faccio assicurare dalla guida alpina. Qui l’adrenalina si trasforma in paura. Questo stretto sentiero formatosi dai passi precedenti dei nostri compagni è molto insidioso, c’è sempre il pericolo di scivolare. Nelle zone più scoscese cerco di tenere l’equilibrio e per istinto appoggio la mano per terra, ma la neve fresca non mi aiuta. Mi concentro su ogni mio singolo passo e per qualche secondo sposto lo sguardo dai miei piedi a Mario, una delle guide. È tranquillo e sereno, chiacchera del più e del meno, sorride e scherza. È rassicurante.

Proseguiamo in cordata fino a raggiungere l’attacco di una breve via ferrata che fortunatamente non è ricoperta di neve. Ancora qualche piccolo sforzo e finalmente raggiungo la cresta nevosa. Siamo sul Ramoljoch!

Il cielo sopra di me ora è di un azzurro acceso, il sole scintillante e, abbassando lo sguardo, vedo solo un’immensa distesa di soffici nuvole bianche dalle quali emergono le punte più alte dei ghiacciai.

Salewa Get Vertical: arrampicata sui ghiacci tra Austria e Trentino

Mi piacerebbe fermarmi qui per ore ad osservare e fantasticare, ma la strada di ritorno è lunga e dopo qualche foto è già ora di incamminarsi nuovamente. Scendo in tranquillità il ripido pendio nevoso, a tratti ricoperto di ghiaccio, arrivando ad una pianura ricoperta di soffice neve che ci invita tutti a tornare bambini: inizia una gara fatta di palle di neve e corse a perdifiato.

Iniziamo l’infinita discesa verso il paesino Vent, raggiunto il quale le innovative e sostenibili vetture BMW ci attendono per un adrenalinico test-drive sui tornanti fino a raggiungere il punto di partenza della nostra avventura, l’hotel Alpenaussicht. Consapevole di essere arrivata alla fine della mia avventura cerco di assaporare ogni singola sensazione, immagazzinando quelli che saranno i miei ricordi più belli.

La montagna è così, ti accoglie e ti avvolge, ha il potere di trasmetterti una pace difficile da trovare altrove. È stata un’esperienza veramente unica e indimenticabile, mi ha permesso di mettermi alla prova imparando cose nuove sulla montagna, specialmente sul mondo dei ghiacciai. Un mondo che mi affascina e che voglio imparare a conoscere meglio.

A proposito dell'autore

Giulia Obletter

Sono originaria della Val Gardena in Alto Adige, valle situata tra le favolose Dolomiti. Sono perdutamente innamorata della montagna e di tutto quello che ne fa parte: natura, animali, paesaggi e sport all'aria aperta.

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1 risposta

  1. karin

    Giulia cara, è stata una vera emozione leggerti e, sebbene non sia mai stata una chissà che frequentatrice di montagna, sei riuscita ad ammaliarmi col tuo racconto. Grazie di aver riportato la tua esperienza così che, chiunque ti legga, riesca a farsi un’idea appassionandosene sul serio!

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