Raggiungiamo Cannes per dirigerci con il traghetto all’isola S.Margherita in una giornata che si preannuncia limpida e soleggiata. Appena scendiamo sul pontile avvertiamo un profumo intenso di eucalipti e guardandoci intorno notiamo una grande ricchezza di biodiversità.

Ci viene detto che in questo luogo si trova un’ importante stazione di sosta per gli uccelli migratori, lo stagno di Batéguier. Questa isola ha avuto un ruolo strategico nelle vicende storiche legate alla Francia, ci sono infatti diversi fortini e nel forte è stata prigioniera la famosa e misteriosa Maschera di ferro. Diceva Voltaire:

“C’era una volta un giovane prigioniero col volto coperto da una maschera di ferro-una singolare maschera composta dal naso in giù di sottili lamelle mobili di metallo così che l’uomo poteva nutrirsi senza toglierla. Gli ordini erano tassativi: ucciderlo se avesse tentato di togliersi la maschera. Doveva trattarsi di un personaggio di alto rango, se il governatore in persona scendeva sovente nelle segrete per fargli visita. Anche al medico che lo andava ogni tanto a controllare era vietato levargli la maschera”.

Iniziamo a camminare fotografando ogni scorcio di questo autentico paradiso privo di qualsiasi forma di coesistenza umana: solo una vegetazione lussureggiante e l’azzurro mare che lambisce speroni rocciosi che fungono da cornice ad un contesto ambientalistico di notevole pregio.

Si trovano poche strutture ma quella di maggiore impatto è appunto il Fort Royal, costruito da Richelieu nel XVII secolo per difendere l’isola dagli spagnoli.

Altri echi di storia che affiorano sono quelli della guerra di Algeria e di Crimea, l’isola fu infatti utilizzata come ospedaletto per i soldati colpiti durante la guerra. Proprio a fianco del cimitero musulmano, se ne trova uno più piccolo risalente al periodo bellico sopracitato (1853-1865). Dopo esserci aggirati per le diverse strutture del Forte, sostiamo a guardare una parte del gruppo che sul piazzale affacciato sul mare, si cimenta in alcune danze popolari quasi a voler tributare un ossequio al mistero del tempo che aleggia in questo scrigno di “isolata” civiltà.

Ripartiamo per rituffarci nella quotidiana routine, non prima di aver cavalcato a passo sostenuto fra le stradine interne di Cannes per visitare la parte antica: i bastioni, il Musée de la castre, la torre quadrata e la chiesa. Più in basso al Suquet, il Vecchio Porto in cui il “Quai St Pierre”, risalente al 1883, accoglie vecchie attrezzature e yachts.

Uno sguardo veloce al Palazzo del Cinema e alla Croisette, giusto per provare il sapore nostalgico delle rosse rocce de l’Esterel,  fantastico tripudio di “eleganza” della natura in Costa azzurra.

Facciamo ritorno nella nostra città con una fastidiosa perturbazione atmosferica cha va dalla pioggia alle precipitazioni nevose, paghi del mistero insondabile di una straordinaria bellezza che ci ha pervasi durante il nostro lento e appagante cammino in Costa Azzurra.

A proposito dell'autore

Giuseppina Serafino

Oltre alla passione per la scrittura, un modo per "viaggiare" con le parole nelle molteplici sfaccettature della realtà, mi piace dedicarmi al trekking e al cicloturismo. Ho iniziato a viaggiare a quattro mesi, quando i miei genitori si sono trasferiti dal sud a Milano per motivi di lavoro, ripetendo lo stesso percorso, ogni anno, fino alla maggiore età. Ho visitato molti stati europei organizzando meticolosamente il viaggio e documentandolo grazie alla mia inseparabile macchina fotografica.

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