I Trepponti di Comacchio (provincia di Ferrara) varco verso la tranquillità e la calma, oltrepassati i quali si entra in un mondo di altri tempi, un mondo in cui non c’è posto per la frenesia e il caos, un mondo in cui si respira un’aria di serenità e in cui le preoccupazioni quotidiane non sono ammesse.

I Trepponti, in realtà un unico ponte, una meravigliosa opera d’ingegneria, risalente alla prima metà del XVII secolo, che con ben cinque scalinate ci permette di oltrepassare cinque canali, e di entrare così nella incantevole Comacchio, la cittadina dagli innumerevoli canali e ponti, come il caratteristico Ponte degli Sbirri situato davanti al Settecentesco Ospedale degli Infermi, il palazzo con la bellissima facciata neoclassica.

Foto di Fabrizio Pivari

Lasciandoci alle spalle la stupefacente struttura e costeggiando il Canale Maggiore, in un’atmosfera surreale intrisa di un silenzio avvolgente, ci si ritrova davanti alla storica Torre dell’Orologio, affiancata dalla Loggia dei Mercanti del Grano, un grazioso edificio a due piani, con delle eleganti colonne in pietra d’Istria, volte a reggere gli archi attraverso i quali si accede al pian terreno, il vero e proprio loggiato, dove, un tempo, avevano luogo le contrattazioni tra i mercanti, mentre al primo piano in un’ampia sala rettangolare, che fungeva da magazzino pubblico, si depositava il grano da distribuire, in caso di necessità, al popolo.

Foto di Vanni Lazzari

All’uscita dalla loggia, svoltando a destra, dopo pochi passi, si rimane incantati davanti alla maestosità della Cattedrale di San Cassiano. Infatti, la chiesa, dedicata al Santo Patrono della città, si presenta come una struttura grandiosa, con una facciata interamente in mattoni e decori in pietra d’Istria. Ma ciò che subito salta all’occhio è la notevole sproporzione tra la torre campanaria e la chiesa: la torre, infatti, appare palesemente “mozza” rispetto all’imponente mole della cattedrale, tale disarmonia è dovuta al crollo di una parte della torre poco tempo dopo la sua realizzazione, e non più ricostruita.

Ma riprendendo il nostro cammino, presto, quasi senza accorgercene, ci ritroviamo sotto il Loggiato dei Cappuccini, una meravigliosa architettura che con ben 142 arcate, congiunge il centro abitato alla Chiesa di Santa Maria in Aula Regia, la chiesa che si trova in fondo alla strada, e che è detta anche “Chiesa dei Cappuccini”, e per l’appunto, già in lontananza, si scorgono i frati che con il loro tipico cappuccio marrone si intrattengono davanti alla bellissima chiesa dalla facciata neoclassica. Ma prima di raggiungerla è d’obbligo una tappa.

Foto di Fabrizio Pivari

Infatti, proprio al centro del Loggiato dei Cappuccini, sulla destra, si apre l’accesso alla Manifattura dei marinati di Comacchio, l’antico edificio in cui avvenivano la salagione e la marinatura del pesce, e particolarmente delle anguille, di cui le valli abbondano. Appena varcata la soglia, l’odore del pescato ci pervade, e non si tratta di un cattivo odore ma di un odore particolare, quasi un profumo che ci accompagna durante tutta la visita, soprattutto all’interno della Sala dei fuochi, il vasto locale che accoglie 12 camini allineati in cui le anguille venivano cotte allo spiedo prima di essere marinate.

Saturi del singolare odore, ci allontaniamo dall’antica manifattura ritornando alla nostra Comacchio, la città dagli infiniti canali, per oltrepassare i quali altrettanti infiniti caratteristici ponti: ponti per collegare le tredici isole che compongono la città, ponti per accedere alle meravigliose case variopinte, ponti per accedere alle chiese, numerose anche queste… la chiesa del Rosario, quella del Suffragio, quella del Carmine…

E così, girovagando tra ponti e canali, la vista dei Trepponti, ci dice che la nostra visita è finita, che ripercorrendo il ponte ritorneremo alla nostra quotidiana frenesia, ma con ancora nelle narici l’odore dei marinati e negli occhi le suggestive immagini della splendida Comacchio.

A proposito dell'autore

Roberta De Luca

Sognatrice, curiosa della vita, amante e ricercatrice della bellezza; adoro disegnare, leggere e immortalare le emozioni che il bello suscita in me nei miei disegni, foto e scritti. Non ho una formazione letteraria e scrivo solo quando non ho altro strumento per bloccare le sensazioni prima che fuggano via, e…magari per trasmetterle agli altri.

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