Marrakech, Marocco – Cosa fare e vedere

I tramonti e i colori che regala il Marocco sono i souvenir più belli da portare con sé al rientro dalla “Città Rossa”.

Piazza Jamaa el Fna

Chi programma un weekend a Marrakech non può che iniziare dal suo centro nevralgico: dalla energica Piazza Jamaa el Fna. Il vero cuore pulsante della Medina da cui tutto si sviluppa e prende vita.

La piazza, molto grande, riflette immediatamente le caratteristiche e impressioni di una città che si mostra per quello che è. Senza alcun velo di timidezza ma solo tanta voglia di lasciarsi scoprire dai turisti. Avvicinarsi alla piazza sarà come aprire la porta di una casa in festa e avvicinarsi alle sue attrazioni sarà come cogliere l’essenza di un mondo a sè.

Jamaa el Fna è un mondo a sè perchè abbraccia tante persone, tanti quartieri e percorrerla significa esser pronti ad incontrare incantatori di serpenti, artisti o semplicemente venditori ambulanti che colorano ogni angolo con le meraviglie ortofrutticole che offre questa terra. In ogni momento della giornata si avrà l’impressione di vederla con occhi diversi.

Il consiglio è di visitarla almeno in tre diversi: al mattino, quando la città sembra essere ancora in una fase di dormiveglia, il pomeriggio, per assaporare un buona spremuta all’arancia e goderne ogni sua sfumatura, la sera, per cenare in qualche bancarella o godere della vista da uno dei tanti bar con terrazza che si affacciano sulla piazza.

Ed è da qui che iniziano i miei due giorni alla scoperta di una delle città più affascinanti e a tratti contrastanti che abbia visitato negli ultimi anni.

Jamaa el Fna la piazza in marocco

Museo dell’Arte Culinaria Marocchina

Una delle prime tappe che consiglio di fare prima di addentrarsi completamente nei Suq e tra le strade caotiche è il Museo dell’Arte Culinaria Marocchina. Qui sarà possibile scoprire la storia, le tradizioni e i principali piatti della cultura marocchina in diversi momenti storici fino ai giorni nostri.

Il museo è un palazzo antico che mette a disposizione dei visitatori dei veri e propri tour in cui è possibile vedere, sentire e toccare con mano gli ingredienti cardine delle ricette tramandate di generazione in generazione. Molto carine sono le ricostruzioni di alcuni ambienti con utensili e corredi che fanno capire a quanti lo visitano lo stile di vita e le abitudini legate alle famiglie del posto. Immancabile una stanza dedicata alle spezie mentre da non perdere sono i corsi di cucina e i percorsi di degustazione sulla terrazza a vista dell’ultimo piano.

Museo dell’Arte Culinaria Marocchina in marocco

Madrasa di Ben Youssef

La Madrasa, ossia la scuola musulmana per le discipline religiose, più grande e importante del Marocco è quella di Ben Youssef e si trova al centro di Marrakech. Costruita per ospitare gli studenti conserva le sue centoventi stanze di diverse dimensioni e le bellezze architettoniche ancora in ottimo stato grazie ad alcuni restauri avvenuti quattro anni fa.

A sorprendere i visitatori è innanzitutto il cortile con al centro una vasca d’acqua che in passato veniva usata per le abluzioni. A incorniciare il tutto delle stupende decorazioni che partono dal pavimento fino a raggiungere la parte bassa delle mura. In alto, invece, stucchi in gesso e versi del Corano guidano lo sguardo degli osservatori fino ai piani superiori in cui si intravedono finestre sormontate da cupole e piccoli ambienti dedicati agli studenti. E’ possibile visitare anche alcuni spazi arredati che ricostruiscono l’ambientazione della vita all’interno della scuola che raggiungeva una capienza di circa novecento studenti.

A padroneggiare sono i colori del verde e del bianco delle maioliche che ben pongono a contrasto l’elemento del legno. Suggestiva è la Sala della Preghiera, divisa in tre navate da colonne che sostengono archi ornamentali.

Madrasa di Ben Youssef in marocco

La Madrasa è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 18 ed è possibile acquistare i biglietti al momento come nella maggior parte dei palazzi della città.

I Giardini Majorelle

I giardini catapultano chi percorre i suoi viali in una fiaba senza tempo in cui la stessa storia di chi l’ha voluta e creata rendono l’architettura e i paesaggi uno scrigno di bellezza da custodire come una delle più belle cartoline di Marrakech. Un tripudio di colori in cui tutto si sviluppa intorno al Blu Majorelle creato dall’artista francese Jacques Majorelle che comprò un palmeto nei primi anni 20 del 900 per realizzare la propria dimora e uno studio artistico. Ciò che si sviluppa tutto intorno è la vera opera d’arte: un giardino tropicale con collezioni botaniche uniche al mondo in stile impressionista. A fare da cornice sono i colori, i viali, il cinguettio degli uccelli e le decorazioni architettoniche che compongono angoli mozzafiato.

Sarà stato questo, oltre il forte legame con la città, uno dei motivi per cui Yves Saint Laurent e Pierre Bergé decisero di acquistare il giardino e vivere nella casa del pittore francese. A seguito della morte di Yves Saint Laurent le ceneri furono disperse nel roseto della villa mentre oggi i visitatori possono visitare il memoriale eretto in suo ricordo.

La strada in cui si trovano i giardini porta il suo nome a seguito dell’inaugurazione di una mostra permanente a lui dedicata. I giardini sono aperti tutti i giorni dalle ore 8 alle 18:30.

Yves Saint Laurent MEMORIALE a Marrakech

Palazzo El Bahia

I colori, l’architettura e la conformazione di questo palazzo lo rendono un vero e proprio capolavoro. Una volta varcato l’ingresso ho provato una sensazione di forte trasporto nel vedere come arte e natura si intreccino così perfettamente.

Il nome “il bello/bella” pare sia associato alla preferenza del visir nei confronti di una tra le sue 4 moglie e 24 concubine a cui lui pare abbia dedicato l’intera costruzione che si estende su ben 8 ettari di giardino (altre versioni invece associano il nome alla bellezza e al pregio dei materiali usati per la costruzione del palazzo).

Oggi si presenta come un luogo interamente aperto ai suoi visitatori e spesso palcoscenico di eventi musicali e mostre.

Il palazzo è un continuo svilupparsi di giardini intorno a cui si aprono edifici, stanze (circa 150), posti di culto. A mio parere è uno dei palazzi più belli e ben tenuti di Marrakech.

Non sarà difficile lasciarsi incantare dai scorci delle decorazioni delle vetrate colorate sormontate da archi e maioliche che, con i raggi del sole, creano dei bellissimi giochi di luce. Il tutto è arricchito dai colori dei materiali e dalla flora ben tenuta. Il giallo, il rosso, il blu, il verde, il bianco sono i colori predominanti (spesso spezzati dalla presenza del legno anch’esso riccamente intagliato). Non esiste angolo, arco o stanza che non valorizzi i tratti tipici dell’architettura marocchina ed è per questo che merita sicuramente d’esser visitato (possibilmente al mattino presto quando non è ancora preso d’assalto dai turisti).

Il palazzo è aperto tutti i giorni dalle ore 9 alle 17.

Palazzo el Badi

Ciò che resta del cosiddetto “Incomparabile” rende benissimo l’idea di quel che doveva essere alla fine del XVI secolo questo palazzo immenso. Anche il Palazzo el Badi, date le grandi dimensioni (in passato aveva circa 300 stanze, ampi spazi verdi, una piscina di 90 metri per 20 e altre di dimensioni minori), oggi ospita importanti eventi e festival. Perdersi tra le rovine a cielo aperto è abbastanza semplice ed è per questo che consiglio di visitarlo in ore non troppo calde (considerando che per visitarlo ci vuole quasi un’ora e mezza).

Il percorso parte da alcuni sotterranei che ricostruiscono con delle testimonianze fotografiche la storia di Marrakech e del palazzo fino ad arrivare alla parte più alta su cui si estendono le rovine. Da questo punto è possibile notare tantissime cicogne che nidificano sulle mura con i loro piccoli.

Da non perdere sono gli approfondimenti e la visita al minibar Koutoubia ossia il pulpito realizzato in legno di cedro collocato e protetto in uno dei padiglioni che affaccia sul cortile.

Prima di lasciare il palazzo e la parte sotterranea che conserva le celle per i prigionieri, merita una visita la terrazza superiore che regala una vista a 360° sul palazzo e sulle strade della città.

I Souk di Marrakech

Perdersi tra i Souk credo sia tra le esperienze più belle da vivere a Marrakech perché significa entrare realmente a contatto con la città e la sua comunità. Significa conoscere e condividere anche se per poco i loro usi e costumi, le loro prelibatezze culinarie tra cui il cuos cous o il pollo con verdure nel particolarissimo tajine, apprendere nuovi modi di vivere e di rapportarsi gli uni con gli altri.

cuos cous

Significa perdersi tra i profumi del tè alla menta e delle coloratissime spezie, assaggiare le olive che vendono per strada, lasciarsi fermare continuamente rischiando di tornare a casa con più souvenir che valigie.

Significa toccare con mano le loro creazioni artigianali (ceramiche, scarpe marocchine del Souk Semmarine o gioielli realizzati in stile berbero), sentire i rumori dei fabbricanti e lasciarsi incantare dalle lanterne traforate e colorate che illuminano scorci nascosti da tappeti e teli.

I Souk sono un connubio di profumi, odori e richiami da parte della gente del posto di vivere un pezzo della loro quotidianità. Comprendere e a tratti accettare l’idea di lasciarsi trasportare dalla caoticità di quello che noi definiamo “mercato” ma che a Marrakech significa qualcosa di più.

Consigli di viaggio

Documenti di viaggio

Al momento per raggiungere il Marocco dall’Italia non è necessario effettuare un tampone molecolare (io ho viaggiato con easyjet); l’importante è avere il green pass (tutti i dettagli sono indicati sui siti delle compagnie di viaggio). Ciò che è importante è compilare e portare con sé il modulo di ingresso per accedere in Marocco, scaricabile a questo link, in quanto lo richiedono all’arrivo in aeroporto.

Spostamenti interni

Per spostarsi durante le ore della giornata ho trovato molto conveniente i taxi anche perché scambiare due chiacchiere durante il tragitto con le persone del posto è sempre affascinante. Dal punto di vista economico è sicuramente conveniente.

Dove dormire

Per pernottare consiglio l’ hotel Es Saadi Marrakech. Un resort incantevole vicinissimo al centro ma allo stesso tempo immerso nella natura con camere spaziose e personale impeccabile. E’ possibile scegliere camere con vista sulla città/piscina presso l’hotel, il palazzo o le ville indipendenti.

hotel Es Saadi Marrakech

Accanto ad una delle due piscine è presente anche un Hammam dove potersi rilassare con un indimenticabile massaggio e godere di piacevolissimi momenti di relax. Per gli appassionati l‘hotel ha anche un accesso diretto al Casinò e al teatro.

Aperitivo al tramonto

Per un suggestivo aperitivo al tramonto, invece, credo sia la terrazza del Kabana (Rue Lalla Fatima Zahra, Marrakech 4000) uno dei più posti più belli dove poter trascorrere una serata all’insegna del divertimento in buona compagnia.

terrazza del Kabana a Marrakech

Escursioni nel deserto

Come ultimo consiglio, mi riservo il migliore: un giro nel deserto (io ho chiesto direttamente all’albergo di prenotare un tour tramite una guida del posto) accompagnati da un dromedario o un cammello (dipende dalla zona) bevendo del tè caldo all’ombra di una palma.

escursione in marocco con dromedario



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: