Con la chiusura del programma Volare di ITA mi sono trovato “costretto” ad utilizzare i punti che mi erano rimasti. Dopo aver studiato un po’ le diverse possibilità, io e mia moglie abbiamo finito per prendere due biglietti per Punta Cana, con Air Europa via Madrid, per fine aprile. Eravamo già stati in un resort di Punta Cana qualche anno addietro e questa volta volevamo fare una esperienza diversa, che non fosse solo mare. Inoltre, volevamo vedere anche un mare diverso da quello di Punta Cana, che per la verità ricordo pieno di alghe. Documentandoci in rete su blog e guide di viaggio, la scelta è caduta sulla Penisola di Samanà, una lingua di terra selvaggia situata nella parte nord-orientale della Repubblica Dominicana, affacciata direttamente sull’Oceano Atlantico.
Lo so, a Samanà si va per le balene e le balene ci sono da gennaio a marzo. So anche che ci sono aeroporti più vicini di quello di Punta Cana, ma tutto questo non ci ha fatto cambiare idea.
Il programma era abbastanza semplice: arrivo a Punta Cana, ritiro auto a noleggio, trasferimento nella Penisola di Samanà e poi 7 giorni per girarla in lungo e in largo, in libertà.
Organizzare un viaggio nella Repubblica Dominicana On the Road
La preparazione di un itinerario fai-da-te richiede alcune accortezze logistiche importanti, dai documenti alla gestione del denaro.
Documenti d’ingresso: come fare l’E-Ticket
Il viaggio ha richiesto un minimo di preparazione, a cominciare dal fatto che bisogna fare l’e-ticket per entrare. La cosa è molto semplice: basta andare sul sito eTicket (c’è anche la pagina in italiano) e compilare il form. Si riceve subito l’e-ticket, non solo per l’andata, ma anche per il ritorno.
Nota pratica: Non è possibile compilarlo se mancano più di 3 giorni alla partenza; dovrete quindi attendere l’imminenza del viaggio.
Cambi valuta e pagamenti
Un’altra accortezza riguarda la valuta. Nella Repubblica dominicana, oltre alla moneta locale (Peso Dominicano), usano correntemente il dollaro USA e quindi conviene portarsi dollari. Pagando in moneta locale si riescono ad avere però prezzi migliori. La mia soluzione è stata la carta di credito Revolut. Consente di pagare in monete estere senza alcuna commissione, utilizzando il cambio ufficiale del giorno (salvo forse nel fine settimana – ora di New York!). Potete anche precaricare la carta con molte monete estere, come ad esempio il dollaro USA e in questo caso non pagate commissioni nemmeno nel fine settimana.
Noleggio auto a Punta Cana: consigli per guidare sicuri
Poi c’è l’auto a noleggio. Non deve essere una soluzione molto comune fra i turisti, perché non c’è una grande scelta. Girando sui tanti siti di noleggio auto che ci sono in rete, finite sempre per trovare Alamo ed Enterprise, che sono comunque noleggiatori seri.
- Primo consiglio: prendete un piccolo SUV, perché molto probabilmente vi troverete a percorrere anche strade sterrate. Secondo consiglio: cercate di rispettare i limiti, perché io ho preso la seconda multa della mia vita per eccesso di velocità rilevato con il laser (la prima è stata a Creta tanti anni fa).
- Terzo consiglio: adottate una guida prudente perché ci sono usi locali un po’ strani; ad esempio, spesso per girare a sinistra mettono la freccia, ma poi accostano a destra e aspettano che finiscano di passare le auto, sia quelle dietro che quelle in senso contrario; inoltre, sulle rotatorie molti automobilisti seguono la precedenza a destra e quindi entrano aspettandosi che chi è già sulla rotatoria si fermi!
Dove dormire a Samanà: la scelta del resort
Infine c’è il resort. Anche in questo caso ho studiato un po’ ed infine la mia scelta è caduta sul Viva V Samana by Wyndham, a Playa Conson, vicino a Las Terrenas. L’ho prenotato sul sito Alpitour, ad un prezzo più basso rispetto a quello proposto da altri siti e sono rimasto soddisfattissimo. La spiaggia è stupenda e il resort è comodo e con giardini molto ben curati, anche se non nuovissimo. Sappiate inoltre che l’all inclusive comprende anche gli alcolici, nel caso la cosa vi interessi.
Consiglio: gli edifici del resort hanno camere su tre piani (terra, 1 e 2) e non ci sono ascensori; tenetene conto se avete problemi con le scale.



Tappe di avvicinamento: cosa vedere a Santo Domingo
Dall’aeroporto di Punta Cana a Las Terrenas ci sono quasi 5 ore di macchina, se si fa la strada interna, più corta. Si risparmia un po’ di tempo, ma si aggiungono un bel po’ di chilometri, se si decide di trascorrere 24 ore a Santo Domingo, percorrendo l’autostrada. Noi abbiamo deciso di fare la strada interna, perché avevamo voglia di vedere la parte più autentica dell’isola. Non ce ne siamo pentiti, anche se siamo stati contenti si avere un piccolo SUV, perché ci sono molti cantieri che costringono a percorrere deviazioni sterrate.
Ovviamente, visto il tempo necessario, non era ipotizzabile fare direttamente il percorso Punta Cana – Las Terrenas negli stessi giorni di arrivo e di partenza. Quindi all’arrivo ci siamo fermati vicino l’aeroporto e al ritorno abbiamo trascorso un giorno a Santo Domingo.
La Zona Colonial
La città vale sicuramente una sosta. La parte coloniale è stata in gran parte recuperata ed è piacevole da visitare. E’ pulita e ben tenuta e la sera si riempie di turisti e locali, soprattutto nel tratto compreso tra la piazza della Cattedrale e Piazza di Spagna.
Noi abbiamo pernottato all’hotel Hodelpa Caribe Colonial, piccolo ma curato e, soprattutto in ottima posizione, nel centro storico della città. Inoltre, l’hotel ha un piccolo parcheggio, cosa comodissima se avete l’auto.


Il Faro a Colòn
A proposito, se avete l’auto, oltre a visitare la città Coloniale (giustamente Patrimonio Unesco), potete fare una escursione poco lontano e visitare il Faro a Colòn e il Parco Nazionale Los Tres Ojos, che sono tra loro molto vicini.
Il Faro a Colòn è una enorme struttura costruita per celebrare i 500 anni del primo viaggio di Colombo, nel 1992. La struttura è veramente imponente, anche se io l’ho trovata abbastanza bruttina. All’incrocio delle braccia della costruzione, c’è la tomba di Cristoforo Colombo, anche se è molto dubbio che i resti conservati in essa siano veramente quelli del nostro eroe genovese (se siete interessati, in rete trovate tutta la storia).

Parco Nazionale Los Tres Ojos
Il Parco Nazionale Los Tres Ojos è invece costituito da 3 cenote, cui si aggiunge anche un quarto laghetto. Si gira comodamente a piedi, ma ci sono molte scale da salire e scendere. A me è piaciuto. Ci siamo stati nel pomeriggio e c’era poca gente, mentre al mattino pare sia molto affollato.


Le spiagge più belle della Penisola di Samanà
Playa Cosón (Las Terrenas)
La prima spiaggia che ho visto è stata quella del resort, Playa Conson. Si tratta di una spiaggia lunghissima e molto bella, contornata da una lunga striscia di palme. Potete camminare per chilometri sia verso destra, verso Playa Bonita, sia nell’altra direzione. Il fondale, sabbioso e senza pietre, scende lentamente e quindi si può fare il bagno in tutta sicurezza. Una precisazione però è d’obbligo: le spiagge di Samanà non sono di origine corallina e questo significa che non sono bianche (ma appunto color sabbia) e che scottano maledettamente quando il sole picchia!


Playa Rincón e Playa Cayo Levantado
Poi ci sono tante altre spiagge e vi proporranno anche escursioni in barca per visitarle, spesso raggruppandole in uno stesso tour. Io sono stato in auto a Playa Rincon, molto famosa e forse un po’ sopravvalutata (ma ci sono stato in un giorno nuvoloso e forse questo ha influito). Si tratta di una spiaggia lunghissima e semi deserta; se ci andate, il lato destro, quello con il fiume che scorre, è il più bello e troverete anche un po’ di attrezzatura.


Un’altra spiaggia molto famosa, che però potrete vedere solo con una escursione perché è su una isoletta di fronte alla cittadina di Samanà, è Playa Cayo Levantado. Io sono rimasto deluso, non perché la spiaggia non sia bella (anche se abbastanza piccola), ma soprattutto per la eccessiva presenza di turisti (sembrava di essere a Rimini d’agosto).


Cosa fare a Samanà oltre il mare: escursioni e natura
Parco Nazionale Los Haitises
Come detto, a Samanà non c’è solo il mare o le balene. La prima escursione che tutti vi proporranno è quella al Parco Nazionale Los Haitises. Anche in questo caso ci vuole la barca e quindi dovete fare per forza il tour. Partono generalmente dai moli di Sanchez o di Samanà, ma possono anche venire a prendervi al vostro hotel. Spesso, soprattutto in quelle che partono da Samanà, il tour prevede anche la sosta a Cayo Levantado. Il parco è costituito da una laguna con rocce scenografiche (una specie di piccola Baia di Halong) e da una fitta distesa di mangrovie, dove potete anche andare in kayak in alcuno tour.
Cliccando qui potete comprare il tour escursione al Parco Nazionale Los Haitises e Cayo Levantado.


Poi ci sono le grotte con i graffiti murali dei Taino, gli indigeni locali trovati da Colombo e che gli Spagnoli portarono all’estinzione in pochi decenni. Io mi sono prenotato l’escursione da solo, direttamente sul molo di Samanà, il giorno che sono andato a visitare la città, lungo la strada per Playa Rincon.
La Boca del Diablo e la Cascata El Limón
Mentre andate a questa spiaggia, con una piccola deviazione potete visitare La Boca Del Diablo. Si tratta di un piccolo buco nella scogliera, in collegamento con una cavità sottostante. Quando il mare non è agitato, si sente solo il “soffio” delle onde. Quando invece il mare è forte, allora si alza un piccolo geyser ad ogni ondata. Attenzione, perché per arrivarci bisogna percorrere alcuni chilometri di una strada molto dissestata, che si riempie di enormi pozzanghere quando piove. Quindi, se non avete l’auto adatta o se ha piovuto molto, pensateci bene (e comunque vale la pena di andarci solo se il mare è forte).


L’ultima escursione che tutti vi proporranno è alla cascata El Limon, una piccola cascata che si raggiunge con un percorso a piedi nella foresta. Ci sono diversi sentieri che ci arrivano e quindi diversi punti di partenza. In alcuni di questi, vi proporranno anche il trasporto a cavallo. Io non ci sono stato, perché poi non era rimasto molto tempo e quindi non so darvi una impressione diretta, ma in rete trovate moltissime recensioni e foto, per farvi una vostra idea e prendere una decisione.
Se volete prenotare un Trekking alla cascata El Limón cliccate qui.

Ho sempre avuto la passione dei viaggi anche se, per motivi vari, non riesco a farne quanti vorrei.
Mi piace organizzarli e creare dei tour personali, da fare in autonomia e nei quali coinvolgo poi i
miei familiari. Non ho aree geografiche preferite, ma cerco di trovare destinazioni che siano
“spettacolari” o per l’ambiente naturale o per l’opera dell’uomo, con una certa attenzione ai siti
Patrimonio Unesco. Dedico alla preparazione molto tempo, cercando di scovare dettagli meno noti
e di creare sempre un pizzico di avventura, quando possibile. Essendo nato al mare, ho anche una
passione per le spiagge e lo snorkeling e quindi alterno ai viaggi “culturali” anche destinazioni di
questo tipo. Oggi, da pensionato (ahimè gli anni passano), ho più tempo a disposizione e quindi ho
pensato di condividere queste mie esperienze, sperando di poter essere utile e anche perché
raccontare un viaggio fatto è un po’ come riviverlo ancora una volta.

