Genova, definita “la Superba” da Francesco Petrarca nel 1358 durante il suo pellegrinaggio verso la Terra Santa, è una città ricca di fascino e contrasti.
Tante sono le sue attrazioni, dai Palazzi Nobiliari – i cosiddetti “Rolli” – all’ Acquario di Genova, il più grande d’Italia; tuttavia, per coglierne l’anima più autentica, è necessario addentrarsi nella fitta rete di vicoli che compongono il suo centro storico. Infatti, solo passeggiando e perdendosi nei caruggi, si possono scoprire tesori di inestimabile valore, ma soprattutto si può respirare la vera essenza di Genova, fatta di profumi e colori molto diversi fra loro.
Ed è proprio qui che la città si racconta, svelando la sua identità più nascosta.
Ma cosa sono i Caruggi
I carruggi sono i caratteristici vicoli del centro storico che è uno tra i più densamente popolati d’Europa.
Una fama spesso malfamata li precede, ma se non avete mai visitato Genova difficilmente potrete immaginare le straordinarie bellezze architettoniche che vi si nascondono all’interno. Parliamo di cappelle affrescate, bassorilievi incisi, edicole votive e botteghe storiche (l’Albo ufficiale delle Botteghe Storiche di Genova ne conta attualmente 103, tutte attive da oltre 50 anni), ma anche di portali in ardesia, cortili nascosti, simboli araldici e antiche insegne.
I caruggi si sviluppano da piazza De Ferrari, nel centro cittadino, fino al Porto Antico, tra vie che si fanno sempre più strette e poco illuminate.
In questa passeggiata che vi invita a “perdervi”, soffermatevi sui curiosi nomi delle vie: tali denominazioni non furono assegnate casualmente, ma identificavano le attività artigianali e lavorative che vi si svolgevano. Ne sono un esempio via Macelli di Soziglia, in cui vi lavoravano i macellai, via degli Orefici, la via dei Fabbri, o vico del Cioccolatte in cui risiedevano i laboratori dei maestri cioccolatai.
I nomi dei vicoli conservano il sapore del passato e raccontano, ancora oggi, storie di scambi, mode e abitudini della Genova di un tempo.
Ultima informazione: i nomi delle vie furono assegnati da Giuseppe Banchero nel 1868, in seguito al rinnovamento della toponomastica.
Ti consiglio anche di leggere Crêuze di Genova: cosa sono, dove trovarle e perché percorrerle.

Perdersi nei caruggi
Nella vostra passeggiata alla ricerca dell’essenza di Genova, ammirate come alcuni palazzi conservino ancora il numero dell’antica numerazione civica per sestieri. Anticamente, il sestiere era la sesta parte della città, ovvero una delle sei frazioni nelle quali la stessa poteva essere suddivisa.
Come Venezia, anche il centro storico di Genova nell’antichità contava sei rioni: sestiere di Portoria, del Molo, della Maddalena, di Prè, di San Teodoro e di San Vincenzo. Un esempio? Palazzo Di Negro in Piazza della Lepre sul quale, affiancato al n. 9, si trova anche il n. 400, che si riferisce al Sestiere della Maddalena.
Proseguendo nel cammino troverete tante testimonianze della potenza e dell’influenza delle più antiche famiglie nobiliari, che hanno modellato il volto del centro storico attraverso palazzi, chiese e piazze.
La Chiesa di San Luca, ad esempio, sorprende per il suo interno sontuoso in netto contrasto con l’esterno semplice. La chiesa è storicamente legata alla Famiglia Spinola, una delle più grandi casate genovesi, che la trasformò in una sorta di cappella gentilizia. Al suo interno si trovano opere di grande valore, tra cui dipinti attribuiti a Domenico Piola, figura di spicco del barocco ligure del ‘600.

Un altro monumento da non perdere a Genova, è la chiesa di piazza Banchi. La sua curiosa posizione sopraelevata fu il risultato di un compromesso tra la potente famiglia genovese dei Lomellino, che nella piazza voleva creare esercizi commerciali, e il desiderio del popolo che invece voleva erigere una chiesa.
Tra le peculiarità presenti nel cuore di Genova, infine, non poteva mancare un tributo al celebre cantautore genovese Fabrizio De André. Dove? Proprio nella via che diede voce ai protagonisti – prostitute ed emarginati – della sua indimenticabile canzone “Via del Campo”. Qui, al civico 29 rosso, si trova un museo a lui dedicato, dove è possibile ammirare mirabilia e testimonianze uniche che raccontano non solo l’artista, ma anche l’uomo e il suo profondo legame con Genova e il mare.

Cenno sui Palazzi dei Rolli
In precedenza abbiamo accennato ai Palazzi dei Rolli, sontuose residenze nobiliari che rappresentano la grandezza economica che Genova visse tra il ‘500 e il ‘700. Per mostrare la propria ricchezza, i nobili genovesi decisero di realizzare una strada – l’attuale viaGaribaldi – lungo la quale edificare palazzi prestigiosi mai visti prima, destinati a ospitare gli illustri visitatori della città.
Nacquero così le cosiddette liste dei Rolli, che classificavano gli edifici in base all’importanza sociale del proprietario. Degli oltre 150 palazzi costruiti, 42 sono stati proclamati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2006 e oggi ospitano stupendi musei, noti come i Musei di Strada Nuova.
Se desiderate approfondire l’argomento sui Palazzi dei Rolli e sui Rolli Days, le giornate di apertura dei Rolli, potete consultare questo articolo.

Conclusioni
Genova, un po’ come i suoi abitanti, non si apre subito al visitatore, ma si svela poco alla volta. Perdersi tra i suoi caruggi è sicuramente un modo per entrare in sintonia con la città, e spesso è proprio lontano dai percorsi più battuti che la città si lascia conoscere e amare. E se vuoi fare un po’ di trekking nella zona di Genova perchè non leggere e approfondire il Trekking ai Forti di Genova oppure programmare un’escursione a Montelupo Albese: Il Paese dei Murales e il Sentiero del Lupo.

Sono di Genova, da piccola ho praticato ginnastica artistica a livello agonistico e nel tempo libero andavo con i miei e mia sorella a fare passeggiate sui monti quindi il trekking è la mia prima passione. Quando ho conosciuto mio marito, abbiamo iniziato a viaggiare sempre e solo con viaggi fai da te e, compatibilmente con lavoro e impegni, cerchiamo di continuare anche adesso con le nostre figlie. Sono farmacista e, nonostante ami il mio lavoro, poter viaggiare e raccontarlo nel blog, dando informazioni utili a chi legge, mi dà ancora più felicità quindi spero di trasformare questo mio “hobby” in qualcosa di più.

