Dalla Milano del passato a quella del futuro attraverso i giardini nascosti: è questa l’esperienza che mi ha portata a Milano in una ventosa giornata di fine aprile. Un percorso decisamente insolito e piacevole, con molti risvolti sorprendenti soprattutto per chi, come me, di Milano ha una conoscenza limitata agli aspetti più mondani e cittadini.
Grazie a questa camminata ho conosciuto una Milano rigogliosa e ricca di aree verdi insospettabili. È stato Giacomo di Milano Arte ad accompagnarmi in un itinerario storico e naturalistico tra le vie del centro, scovando qui e là oasi verdi, alcune private e altre pubbliche.
Indice
1. L’Orto Botanico di Brera: l’oasi settecentesca nel cuore di Milano
Il viaggio alla scoperta dei giardini segreti di Milano comincia ai piedi della statua di Napoleone, che si erge al centro del cortile del Palazzo di Brera. Questo storico complesso ospita la Pinacoteca, l’Accademia di Belle Arti, la Biblioteca, l’Osservatorio Astronomico e l’Orto Botanico.
Il giardino, ben 5.000 metri quadri di pace e serenità, è affidato alle cure dell’Università degli Studi di Milano ed è un tipico esempio di giardino settecentesco, realizzato per volere di Maria Teresa d’Austria nel 1774. È il luogo perfetto dove rifugiarsi dal caos cittadino con un buon libro o dove passeggiare nelle giornate più calde, godendo della frescura delle oltre 300 specie botaniche presenti.

2. Da Palazzo Belgioioso al Giardino di Alessandro
Con la guida competente di Giacomo ho scoperto che, vista dall’alto, la zona compresa tra i bastioni di Porta Venezia, Brera e il Quadrilatero della Moda appare adorna di diverse aree verdi nascoste tra palazzi e corti nobiliari. Ne sono un esempio i giardini privati situati dietro il lussuoso ed elegante Palazzo Belgioioso o quelli dell’hotel Bulgari, riservati alla clientela esclusiva.
Decisamente accessibile è invece il Giardino di Alessandro, seconda tappa del nostro percorso. Si trova all’interno di un’area racchiusa tra le Gallerie d’Italia, Palazzo Anguissola e la Casa del Manzoni (intitolata proprio al celebre scrittore).
Anche in questo piccolo angolo di quiete il tempo sembra fermarsi. Vi si accede tramite le Gallerie d’Italia, lo spazio espositivo di Intesa Sanpaolo dove è possibile ammirare architetture, decori ed esclusive opere artistiche. Molto suggestivi gli antichi sportelli bancari che riportano la mente alla Milano di fine Ottocento, testimoniando l’eleganza della nobiltà e dell’imprenditoria milanese dell’epoca.



3. Il Quadrilatero della Moda e la Villa Reale Belgioioso Bonaparte
Attraversando le vie più prestigiose del Quadrilatero della Moda — dove Giacomo mi ha svelato aneddoti meno conosciuti legati alle Cinque Giornate — siamo arrivati al viale alberato che conduce verso i bastioni di Porta Venezia. Nell’antica Milano, questa zona era percorsa da dame in carrozza che, al termine della messa domenicale, si incontravano qui per chiacchierare e mostrarsi.
Proprio in quest’area si trovano due dei parchi storici più belli di Milano:
I Giardini di Porta Venezia (Parco Indro Montanelli): intitolati al compianto giornalista che amava frequentare il parco per scrivere e riflettere. Fino al 1992 il parco ospitava uno zoo storico con animali esotici. La sua chiusura, voluta dagli ambientalisti, ha segnato una tappa importante nel riconoscimento dei diritti degli animali, e oggi le vecchie gabbie e vasche storiche testimoniano questo cambiamento culturale. All’interno del parco si trova anche Palazzo Dugnani, i cui giardini con fontana sono stati inglobati nell’area verde comunale.
Il Giardino di Villa Reale Belgioioso Bonaparte: un parco dall’atmosfera romantica che, per tutelare la quiete e la sicurezza dei più piccoli, dagli anni ’90 è riservato all’accesso di bambini, ragazzi e relativi accompagnatori (anche se i “trasgressori” incantati dal fascino del luogo sono sempre molti!).


4. Da Porta Nuova al Bosco Verticale: la Milano del futuro
Lasciata la quiete dei giardini pubblici, ci siamo immersi nel traffico di Bastioni di Porta Venezia per raggiungere a piedi la zona di Porta Nuova. Partendo da Piazza Lina Bo Bardi, ci siamo ritrovati catapultati nelle nuove e futuristiche aree verdi milanesi, nate dalla riqualificazione di una zona precedentemente degradata (l’ex scalo Varesine).
Qui l’architettura verde si fonde con grattacieli avveniristici come Piazza Gae Aulenti, l’UniCredit Pavilion, Torre Diamante e, naturalmente, il capolavoro dell’architettura ecosostenibile mondiale: il Bosco Verticale di Stefano Boeri, una struttura capace di stupire e dividere tra ammirazione e curiosità.


Un nuovo volto per la città
Il mio piccolo ma intenso viaggio a piedi con Giacomo si è concluso in questo punto di sospensione tra passato e futuro. Porto a casa un bagaglio di informazioni straordinarie, il piacere di aver vissuto momenti rigeneranti nella natura e una consapevolezza del tutto nuova.
Se anche voi credete che Milano sia solo una metropoli grigia e di pietra, il mio consiglio è di affidarvi a un’esperienza guidata di poche ore: scoprirete una città dal cuore incredibilmente verde e inaspettato!


Life Coach, mi occupo di crescita personale e di educazione emotiva e il viaggio è la massima espressione della crescita. Se non si torna da un viaggio almeno un po’ cambiati, vuol dire che si è mai partiti.
