Hai presente la sensazione di conoscere un luogo senza esserci mai stato? È quella consapevolezza di poter finalmente realizzare un sogno nel cassetto che ti fa sentire le farfalle nello stomaco. È esattamente ciò che abbiamo provato percorrendo il rettilineo che porta alle rovine archeologiche di Tulum, in Messico.
In questa guida ti portiamo alla scoperta di questo sito unico al mondo, con consigli pratici su come arrivare e cosa non perdere.
Come arrivare alle rovine di Tulum: l’esperienza dei Colectivos
La nostra giornata è iniziata a bordo dei colectivos, i tipici taxi condivisi che percorrono la Carretera tra Cancun e Tulum. È il modo più autentico ed economico per spostarsi: i prezzi sono stracciati rispetto ai taxi tradizionali e l’atmosfera è decisamente vivace.
Consiglio pratico: Non ci sono fermate fisse segnalate come per i bus di linea. Per scendere alle rovine, dovrai avvisare l’autista urlando la tua fermata al momento giusto!
Assicurati di scendere lungo la statale in corrispondenza del cartello per il sito archeologico; in caso contrario, finirai nel centro abitato di Tulum, che dista alcuni chilometri dall’ingresso del parco.
Cosa vedere nel sito archeologico di Tulum
Tulum è il terzo sito Maya più visitato del Messico (dopo Teotihuacan e Chichén Itzá) e l’unico edificato direttamente sul mare. Il contrasto tra il verde della vegetazione, il grigio della pietra antica e l’azzurro intenso del Mar dei Caraibi sembra nato dal pennello di un pittore.
Mentre passeggi tra le iguane (padrone di casa onnipresenti e pacifiche), ecco le strutture che non puoi perdere:
1. El Castillo
El Castillo è l’edificio più alto dell’intero insediamento e anche il più spettacolare perché adagiato sulla parte più esterna della scogliera che circonda il sito. Proprio per questa sua posizione dominante svolgeva la funzione di faro per le navi che dovevano attraversare il varco ricavato dagli abitanti della città all’interno della barriera corallina. La spiaggia sottostante veniva utilizzata per gli scambi commerciali: Tulum era stato, infatti, uno dei porti più fiorenti di tutta la Penisola dello Yucatán fino alla conquista spagnola.
2. Il Tempio del Dio Discendente
Sulla facciata di questo tempio è scolpita una figura a testa in giù, una divinità misteriosa che dà il nome alla struttura. È considerato uno dei luoghi di culto più importanti del sito.
3. Il Tempio del Dio del Vento
Questa è probabilmente la struttura più fotografata in assoluto. Si erge solitaria su una scogliera a picco sull’oceano, quasi come se dovesse sorvegliare e dominare i venti impetuosi della costa messicana.
Informazioni utili per la visita (Orari e Prezzi)
- Orari: Il sito è aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 17:00.
- Prezzi: Il costo dell’ingresso è aumentato negli ultimi anni (si consiglia di avere sempre con sé circa 100-150 pesos per l’ingresso base, più eventuali tasse locali o costi per il trasporto interno).
- Nome originale: Sapevi che il nome antico di Tulum era Zamá (Alba)? Il termine odierno significa invece “muraglia”, a sottolineare l’aspetto inespugnabile della città.
In lingua yucateca il termine “Tulum” vuol dire “muraglia”, a testimonianza del fatto che il sito era considerato inespugnabile perché localizzato al di sopra di una scogliera e perché protetto da mura di cinta su ben tre lati. Il suo nome originale, però, era Zamá, cioè “alba”, in quanto il sito è rivolto a levante.
Terminata la nostra visita, ci dirigiamo verso quella che viene considerata come una delle spiagge più belle al mondo: Playa Paraíso.
Relax a Playa Paraíso: sabbia bianca e Coco Frío
Dopo l’immersione nella storia, è d’obbligo una sosta a Playa Paraíso, spesso citata come una delle spiagge più belle del mondo.
Per fuggire dalla confusione, abbiamo imboccato una strada sterrata tra le palme da cocco. All’improvviso, ci siamo trovati di fronte a una distesa di sabbia bianca come farina e a un mare dalle mille sfumature di turchese.
Il tocco finale? Godersi un coco frío (cocco fresco) all’ombra di una palma. Se vuoi fare come i locali, prova a gustarlo con un pizzico di paprika e lime: un mix di sapori che racchiude l’essenza vera del Messico.

Quando andare a Tulum
Per godere appieno dei colori di Tulum e di Playa Paraíso, il periodo ideale va da gennaio a marzo, quando il clima è secco e il rischio di trovare alghe sulla costa è minimo. Se visitate il sito in estate, cercate di varcare i cancelli alle 8:00 del mattino: eviterete la folla dei tour organizzati e il caldo umido che può diventare molto pesante intorno a mezzogiorno.
FAQ (Domande Frequenti)
Quanto tempo serve per visitare le rovine? Circa 2 ore sono sufficienti per vedere con calma i templi principali e scattare foto.
Si può fare il bagno sotto le rovine? Esiste una scalinata che porta a una piccola spiaggia proprio sotto El Castillo, ma spesso è chiusa per la nidificazione delle tartarughe o per l’erosione. In alternativa, Playa Paraíso è a pochi minuti di cammino.
I droni sono ammessi? No, è severamente vietato l’uso di droni all’interno del sito archeologico senza permessi speciali governativi.
Lunatica, poco paziente, avventurosa e ribelle quanto basta.
Ho fatto del viaggio uno stile di vita, una finestra aperta verso il mondo. Il contatto con la natura e la cultura rappresentano per me una costante; viaggio per sentirmi bene e aprire la mente.
Ogni meta ha un suo perché e il mio obiettivo è scoprirlo a tutti i costi.
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