E’ questo il primo commento / reazione di amici e parenti, alla notizia del nostro viaggio in Cambogia.

La Cambogia e’ un paese misterioso, affascinante e poco conosciuto al turismo di massa, fatta eccezione per il gigantesco tempio di Angkor Wat e le città di Sean Reap e Phnom Penh. Fino a non molto tempo fa, era una destinazione off-limit: le mine antiuomo sparse un po’ ovunque erano uno dei motivi principali che tenevano lontani turisti e viaggiatori. Oggi la situazione e’ completamente cambiata e viaggiare in Cambogia e’ di nuovo sicuro.

Come accennato in precedenza, la destinazione piu’ famosa e conosciuta e’ Angkor Wat: qui il turismo di massa sta rovinando questo luogo tranquillo e spirituale del paese! Hotels a 5 stelle con campi da golf e centro benessere, sono presenti ovunque a Sean Reap; mini-bus con aria condizionata trasportano turisti da un punto all’altro, senza che debbano mettere piede a terra.

Per fortuna nel resto del paese si incontrano solo viaggiatori indipendenti, molti dei quali solitari, avventurieri alla scoperta di luoghi poco conosciuti in cui trovare tranquillità e passare qualche giorno di totale relax, esplorando le bellezze naturali che questo paese sa offrire.

Anche noi di non solo turisti facciamo parte di questa categoria di viaggiatori: la nostra avventura parte da Koh Kong, un piccolo paese a sud ovest del paese al confine con la Tailandia. Arriviamo in questo luogo sperduto e desolato del sud est asiatico dopo aver trascorso circa due mesi di viaggio in Tailandia. Subito attraversato il confine si capisce che la Cambogia non e’ la Tailandia: mancano infrastrutture, strade, ci sono ovunque mendicanti, bambini che chiedono l’elemosina. Non c’e’ da stupirsi: la dittatura dei Khmer Rossi ha letteralmente distrutto questa nazione, decimandone la popolazione e riducendo sul lastrico il paese.

Quelli che seguono sono i luoghi attraversati durante il nostro viaggio:

Da Koh Kong a Sihanoukville

Sihanoukville e’ una cittadina sulla costa, con spiagge di sabbia bianca e acqua cristallina. S’incontrano pochissimi turisti, a parte qualche hippie che ha deciso di trasferirsi in questo angolo del pianeta per aprire un bar o chiosco sulla spiaggia. Si capisce che le cose stanno cambiando in fretta da queste parti: un aeroporto e’ in fase di ultimazione ed un grosso resort con campo di golf e centro benessere e’ quasi pronto ad aprire i battenti ai turisti stranieri.

Il costo della vita per un turista / viaggiatore e’ basso:  una camera doppia con tv e bagno privato parte da $7 a notte, mentre si puo’ mangiare pesce fresco per pochi dollari. A parte la tipica “vita da spiaggia” non c’e’ molto da fare da queste parti: 2-3 giorni sono piu’ che sufficienti per Sihanoukville. 

Da Sihanoukville a Phnom Phen:

La capitale e’ una confusione di motorini, auto, biciclette, carretti, rickshaws, animali: insomma, si trova praticamente di tutto. Anche qui come in altre zone della Cambogia, le cose stanno cambiando in fretta: in centro si trovano molti bar “americani”, con tv al plasma che trasmettono avvenimenti sportivi occidentali 24 ore al giorno.

Non mancano cocktail bars con musica (ovviamente inglese), ristoranti alla moda e negozi con abiti firmati. Basta uscire di poco dalla zona turistica per scoprire la vera Phnom Phen: qui si trovano ristoranti a buon mercato dove si possono assaggiare specialita’ locali “vere” e non “occidentalizzate”.

Purtroppo la prostituzione minorile e’ un grosso problema in Cambogia: e’ facile incontrare per strada o nei bar “turistici” uomini occidentali con ragazzini cambogiani al loro fianco. E’ una piaga che il governo sta’ cercando di arginare, ma non e’ un’impresa semplice.

Le maggiori attrazioni turistiche di Phnom Penh sono il Palazzo Reale, la Pagoda d’Argento, il Museo Nazionale, il Monumento dell’Indipendenza, il Monumento dell’amicizia fra Cambogia e Vietnam, il Museo Tuol Sleng del Genocidio e il Wat Phnom: noleggiando uno scooter per $5 al giorno si possono raggiungere tutti i siti turistici cittadini e limitrofi. Attenzione: il codice della strada viene totalmente ignorato, per cui la prudenza e’ d’obbligo.

Genocidio: la prigione di Tuol Sleng o S-21 e Killing Field

Uno dei periodi piu’ cupi della Cambogia e’ senza dubbio quello in cui il paese era controllato dai Khmer Rossi. Come trasformare una scuola in un centro di torture ed esecuzioni? Sono riusciti anche in questo: in una zona di Phnom Phen si trova la scuola di Tuol Sleng, ora adibita a museo per non dimenticare queste atrocita’.  Una visita e’ d’obbligo per capire fino a che punto l’essere umano puo’ spingersi nella sua crudelta’. Stesso discorso per i Killing Field appena fuori Phnom Penh: qui addirittura si possono vedere i teschi di una parte delle persone uccise.

Battambang

Da Phnom Penh saliamo con un pullman verso Battambang:  arriviamo con 3 ore di ritardo rispetto al previsto in quanto il nostro pullman si deve fermare sotto un sole cocente per “problemi tecnici”.

Battambang si stende lungo il fiume (Stung o Steung) Sangker ed è ricca di edifici del periodo coloniale francese, il più noto dei quali è la Residenza del Governatore, costruita dall’ultimo Governatore thailandese di Battambang. Noleggiamo uno scooter e visitiamo le campagne limitrofe, ricche di vegetazione e piccoli villaggi; scopriamo anche un tempio situato su una piccola collina con vista a 360 gradi sulla pianura sottostante. Si incontrano ovunque bambini incuriositi dal nostro aspetto e abbigliamento, desiderosi di farsi fotografare in compagnia dello “straniero” di turno.

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Ma dove si trova la Cambogia?

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A proposito dell'autore

Marco

Viaggiatore per il mondo con oltre 100 nazioni visitate nei 5 continenti. La passione per i viaggi è accompagnata da quella per la fotografia. Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com

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