Viaggiare in Sicilia da backpaker, o comunque da viaggiatore indipendente, non e’ un’impresa facile, certamente meno semplice di ciò che si possa pensare: vitto, alloggio e trasporti non sono di certo tra i più travel friendly d’Europa.

Nonostante sia una delle più belle e caratteristiche destinazioni d’Italia, con una popolazione amichevole, cordiale e con una delle migliori cucine italiane, la Sicilia fatica ad entrare nelle preferenze dei viaggiatori indipendenti e sopratutto solitari.

Ecco alcuni motivi per i quali viaggiare in Sicilia in modo indipendente e con un budget limitato, non e’ sempre facile:

1) Difficile viaggiare con mezzi pubblici:

Purtroppo spostarsi con mezzi pubblici e’ difficile ed un’esperienza non sempre piacevole: se infatti, la Sicilia fu una delle prime regioni italiane ad avere le ferrovie, a più di un secolo di distanza, la rete ferroviaria e’ la stessa, con treni vecchi, sporchi e quasi sempre in ritardo.  Poco conveniente e pratico. Molto meglio optare per i pullman, anche se non arrivano ovunque.

2) Alloggio:

Pochi ostelli: solo in citta’ come Palermo, Siracusa e Catania si trova qualcosa. Per il resto bisogna affidarsi a B&B o affittacamere che hanno comunque prezzi superiori rispetto agli ostelli. Inoltre nella maggior parte dei casi non si trova personale alla recepiton: c’e’ sempre un numero di cellulare da chiamare, cosa non sempre facile se si tratta di viaggiatori stranieri, che non parlano italiano e sopratutto non possiedono una sim card nazionale.

Se si viaggia in estate (o alta stagione) i prezzi salgono alle stelle: per meno di 100€ e’ difficile trovare una stanza e volte non si trova nemmeno quella.  Ci sono campeggi, ma in molti casi sono difficili da raggiungere senza un mezzo di trasporto proprio.

3) Siti turistici a pagamento:

Tutto e’ a pagamento, perfino per accedere a riserve naturali, come la Riserva dello Zingaro: uno dei siti turistici più cari e’ la Valle dei Templi che costa €11 a testa. Poi ci sono i musei, come il palazzo degli Normanni a Palermo che costa €7 a testa ed altri ancora..

4) Vitto:

E’ vero che si trovano ovunque menu’ turistici, con prezzi più bassi rispetto al menu’ tradizionale, ma e’ anche vero che la qualità e quantità del cibo servito e’ anche minore. Un menu’ turistico non scende sotto i €15 con primo, secondo (di carne) e caffè; se si vuole un menu’ di pesce si parte dalle €25. C’e’ poi da aggiungere il costo del coperto, vale a dire €2 a persona.

In Sicilia, si viaggia bene se in coppia, con un mezzo proprio e un budget non troppo limitato. Se invece si viaggia da soli, con mezzi pubblici e con pochi soldi, si corre il rischio di rimanere delusi.

Consigli pratici: 

Dove mangiare: evitare ristoranti con menu’ turistico per i motivi sopra citati. Meglio optare per una pizzeria o trattoria ed ordinare solo una portata: le porzioni saranno più abbondanti e la qualità migliore.

Dove dormire: B&B o camere in affitto. Cercare di prenotare online in anticipo su hotels.it o altri motori di ricerca: se infatti ci si presenta direttamente alla recepition, si corre il rischio di pagare il 30-40% in più. Inoltre molti B&B non hanno personale in loco, il che significa dover chiamare un numero di cellulare e sperare che qualcuno si faccia vivo: molto meglio prenotare in anticipo in modo da essere sicuri di trovare qualcuno ad aspettarci.

Trasporto: Il mezzo migliore per visitare l’isola e’ sicuramente l’auto: se si viaggia da soli e’ una soluzione costosa e poco conveniente ma se si e’ in 2 o piu’ ne vale sicuramente la pena. Con l’auto si puo’ accedere a zone difficilmente raggiungibili con i mezzi pubblici. Se si intende trascorrere sull’isola un lungo periodo, un camper potrebbe essere un’ottima soluzione: si risparmiera’ parecchio sul costo del vitto e dell’alloggio, avendo in piu’ anche un proprio mezzo di trasporto.

In conclusione, la Sicilia non sara’ tra le destinazioni piu’ travel friendly d’Europa, ma vale sicuramente la pena visitarla anche se si viaggia da soli.

E voi che ne dite? Siete d’accordo con questa visione della Sicilia? E’ davvero cosi difficile, per un viaggiatore solitario, visitare l’isola? Lasciate il vostro commento e opinione nel riquadro in basso e verra’ pubblicato nel giro di poche ore.

A proposito dell'autore

Marco e Felicity

Marco e Felicity, in viaggio per il mondo dal 2004 con oltre 100 nazioni visitate in 5 continenti. Prima viaggiatori e poi travel blogger, sognatori e sempre in cerca di nuove avventure.

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9 Risposte

  1. Alex

    Sono pienamente d’accordo sull’inesistenza dei trasporti pubblici e in particolare della ferrovia ma sul resto non mi sembra tanto diversa dal resto del paese, i musei sono a pagamento ovunque in Italia, chi meno e chi più, sulle sistemazioni di solito preferisco il contatto diretto dopo aver fatto un pò di ricerche e i risultati sono sempre migliori.

    Sul dove mangiare sono contrariato perchè proprio le quantità in Sicilia non esistono, quasi sempre trattorie, osterie e ristoranti sono a gestione familiare e come si sa quando si parla di piccole gestioni le quantità sono abbastanza “casalinghe” e mai ridotte.

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  2. Alessandro Fontana

    Anche io, come Alex che mi ha preceduto nel commentare l’articolo, sono d’accordo con voi per l’inesistenza dei trasporti. Indubbiamente vero che risulta molto difficile spostarsi sia in città sia fuori città, questa è una grossa falla nel “Sistema Sicilia”, l’unico modo per ovviare a questo problema, come dite voi, sono i Pullman; riescono a coprire quasi tutta la Sicilia.

    Per quanto riguarda il Cibo, sono sicuro che, chi ha visitato la Sicilia ed ha scritto l’articolo, non è riuscito a vivere per bene l’Isola, forse per demerito dell’organizzazione turistica generale e, forse, anche a causa di una propria conoscenza poco approfondita.

    E’ vero che i menù turistici spesso sono “tutto e niente” e rappresentano poco la cucina siciliana, ma basta girare per le Città per accorgersi che ci sono bar, rosticcerie, ristorantini, pizzerie quasi ad ogni angolo; i classici menù di carne e di pesce (anche se cucinati in modo diverso, ovviamente) è possibile trovarli un po’ ovunque, mentre non è possibile trovare nel resto d’Italia le pietanze tipiche Siciliane. Non dobbiamo dimenticare che la Sicilia è la patria dello Street Food, vi siete fermati, ad esempio a Palermo, a mangiare i cibi venduti dagli ambulanti? Sfincione, stigghiola, pane con milza, pane con panelle e crocchè ecc…? Oppure vi siete limitati a ristoranti e trattorie? Vi assicuro che si riesce a fare un pranzo dignitoso con 5€

    Per quanto riguarda i Siti turistici, sono a pagamento in ogni città, avete menzionato i più cari, ma ci sono monumenti con costi notevolmente inferiori.

    In conclusione credo che uno dei deficit da coprire in Sicilia è l’informazione, sul web è poca e di scarsa qualità, magari si arriva a Palermo e non si sa quali sono le pietanze tipiche e si finisce per sedersi al primo ristorante che capita, non si conoscono bene tutti i monumenti e si finisce per visitare solo il blasonato Palazzo dei Normanni.

    Ovviamente, quanto detto, è solo una mia opinione personale!
    A presto

    Rispondi
  3. Marco
    Marco

    Vedo che concordiamo tutti sul fatto che i mezzi di trasporto in Sicilia sono un problema, almeno dal punto di vista di viaggiatori e turisti.

    Per quanto riguarda i ristoranti, la critica viene fatta esclusivamente a quelli con il menu’ turistico, che spesso e volentieri offrono un rapporto qualita’ – prezzo scadente; purtroppo sono molto diffusi e vengono a volte consigliati anche dalle guide turistiche.

    Come avete sottolineato, non mancano un po’ ovunque trattorie, pizzerie, ristoranti, rosticcerie locali, dove si mangia bene e a poco prezzo; purtroppo pero’ si rischia di non trovarle a meno di non venire consigliati o essere della zona, per cui si tende a finire nel solito ristorante turistico.

    Per quanto riguarda i musei, il problema non e’ solo della Sicilia, ma italiano in generale: in nazioni come l’Inghilterra per esempio, tutti i musei sono gratis, termine ovviamente sconosciuto nel nostro paese.

    Rispondi
  4. Giuseppe

    Ciao Marco, Alex, Alessandro

    Scusate se rispondo solo ora, ma solo ora sono riuscito a ritagliarmi un po’ di tempo per rispondere a questo post. Non voglio far polemiche su chi l’ha scritto, anzi sul fatto che i mezzi pubblici in Sicilia sono inesistenti sono pienamente d’accordo. Dico di più anche gli autobus a volte sono scomodi per spostarsi da città a città. Per fortuna che oggi le compagnie di car rent hanno abbassato i prezzi e noleggiare un’auto è diventato economico e semplice.

    La Sicilia è famosa per la sua grande varietà di cibo e di cucina dalla granita con la brioche della mattina alla pasta con le sarde e il finocchio selvatico la sera. Per non parlare del cous cous trapanese o della fantastica rosticceria (arancini, sfingioni, panelle, panino con la milsa) etc.. etc.. in Sicilia si può ancora mangiare spendendo due lire… non so da dove proveniva il tipo che ha scritto questo articolo ma gli posso assicurare che a Roma con 20 euro non mangi più da nessuna parte. L’errore che si fa, e che facciamo tutti e che ci buttiamo nel primo ristorante che capita senza chiedere alla gente del posto, i Siciliani sono un popolo accogliente e se ti possono dare una mano si farebbero in quattro per aiutarti, basta chiedere a loro!

    Capitolo strutture ricettive, gli ostelli in Italia sono presenti solo nelle grosse città, io vivo in un comune non molto lontano da Roma famoso per le sue ville (patrimonio dell’UNESCO) e posso assicurare che non ci sono ne Hotel ne Ostelli ma solo B&B e affitta stanze. Poi posso citare Ravenna (candidata capitale alla cultura 2019) in cui esiste un solo ostello, ma il prezzo è così alto che io ho preferito soggiornare in un B&B ed avere tutte le comodità di questo tipo di struttura recettiva. Basta cercare bene in Sicilia si possono trovare ottimi posti dove dormire senza spendere cifre assurde!

    Capitolo Musei: in Italia ovunque vai paghi l’entrata a un sito archeologico o ad un museo… ancora non si pagano le chiese (all’estero in tutti i paesi che ho visitato ho sempre pagato per entrarvi) e noi che facciamo ci lamentiamo perché in Sicilia paghiamo l’entrata alla Riserva dello Zingaro (si pagava anche quando nessuno la conosceva ) mi sembra una grande cavolata!

    Possiamo lamentarci dei servizi di informazione completamente assenti ma non possiamo lamentarci di queste cose! Io amo la Sicilia, la terra dei miei Padri. Sono romano ma ogni volta che metto piede in Sicilia e assaggio una cassatella o guardo il tramonto che cala sulle saline di Trapani… Ringrazio Dio che ci ha regalato una terra così ricca e bella… forse non sarà organizzata ma certamente è una delle regioni più belle italiane!!

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  5. Eugenio

    Ciao Marco,

    Mi è piaciuto il tuo post. Io ospito diversi viaggiatori backpacker via couchsurfing da un paio di anni ed ho imparato a conoscere la prospettiva dei turisti indipendenti stranieri in Sicilia.

    Sono d’accordo sugli Alloggi: Quando non posso ospitarli non posso che consigliar loro il campeggio che in mancanza di ostelli è l’unica soluzione. Li avverto per per arrivarci devono prendere i minacciosi 🙂 mezzi pubblici locali oppure farsi una lunga camminata a piedi. A favore dei mezzi pubblici locali riferisco che allo straniero che si presenta sul bus senza biglietto sembra che il conducente sia molto generoso e cordiale, non fa pagare la corsa e fornisce utili consigli. Questo mi piace.

    Cibo OK: quando vado fuori, prendendo ad esempio il sud europa, Andalusia e Grecia o Croazia, ovunque ho mangiato, evitando i posti vicinissimi le attrazioni turistiche, ho sempre pagato il giusto, meravigliandomi sempre del fatto che riesci ad mangiare esattamente in relazione a quello che paghi.
    Dolci, rosticceria e cibo di strada sono benedetti dal signore, ed io mi inginocchio sempre prima di “tastare” una cassata, quella roba è benedetta dal signore, non la condanna nessuno, valgono più della vista mare che si gode dall’etna innevata con il cielo terso 🙂

    Musei OK: ho una pena indescrivibile, conoscendo il budget dei backpacker, dovergli svelare il costo e l’algoritmo dei biglietti: 2,50 Euro per il parcheggio, 5 euro per l’audio guida (opzionale), 13,50 Euro il biglietto intero cumulativo (con il museo che nei festivi è chiuso). 1 Euro obbligatorio fino a Gennaio 2012 per la mostra di Mitoraj che si trova all’interno della camminata. 2 Euro per il giardino della Kolymbetra (visita opzionale).

    Trasporti ed Informazioni OK: Treni e Bus sono costosi e lenti (Catania-Agrigento 12Eu per 3 ore) e l’informazione sul web è debolissima con siti poco chiari e spesso solo in italiano. Detto da i miei amici backpaker, che spesso è gente che gira l’europa per mesi, dobbiamo proprio crederci, perchè io all’estero viaggio spesso con auto a noleggio e non potrei fare un paragone.

    Marco, se ricordi, durante la tua escursione nella Valle dei Templi ti avevo inviato con un tweet, pur non conoscendoti, una guida turistica in Pdf sulla Valle, e faccio questo ed altro con i viaggiatori come voi, perchè non mi interessa molto parlare di turismo, ma mi interessa sopratutto farlo 🙂

    Ho letto ed apprezzato tutti gli altri commenti. Se non fossi Siciliano,

    la Sicilia sarebbe oggi indiscutibilmente la mia destinazione europea preferita,

    riserve naturali, spiagge, archeologia, le città, l’etna, cibo, cibo, cibo 🙂

    Saluti

    Rispondi
  6. Eugenio

    un paio di feedback per il vostro sito:

    1. navigando da smartphone il pannello delle condivisioni, lo sharer, copre il testo impedendo la lettuta.

    2. Il link della “Sicilia on the Road” rimanda ad un pagina non trovata 404

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  7. Alessandro

    Volevo solo aggiungere un commento per quanto riguarda gli alloggi:

    durante il nostro viaggio in Sicilia ad ottobre di quest’anno (2011), quindi un periodo considerato di bassa stagione, abbiamo faticato non poco a trovare stanze “a buon prezzo”: addirittura un B&B a Marsala, in una zona periferica e poco attraente, alle otto di sera chiedevano 55€ per una matrimoniale. In altre localita’ addirittura non si scende sotto le €70 a notte.

    Se consideriamo che in molte regioni d’Italia si trovano B&B, carini ed accoglienti, anche a €30-35 a notte, forse anche in Sicilia si dovrebbe cercare di venire incontro al turista con un budget limitato, offrendo prezzi piu’ ragionevoli per gli alloggi, sopratutto in zone non turistiche e fuori mano.

    Rispondi
  8. Alex

    In risposta ad Alessandro volevo sottilineare qualche dettaglio.

    Ottobre in Sicilia non viene considerato bassa stagione, posso confermarlo in quanto lavoro nel settore, e fino a novembre capita ancora di riuscire a fare qualche bagno. Purtroppo un problema che noto quotidianamente è una mancata formazione da parte degli addetti ai lavori, visto che molti sono convinti che aprire e gestire una struttura extra-ricettiva sia un hobby e che comunque in un mercato libero ovviamente la politica dei prezzi è quasi incontrollabile; credo comunque che l’indotto sia ormai veramente saturo e non si ci renda conto delle potenzialità sprecate quotidianamente; molto dipende anche dai costi di gestione, certo però che 55€ per un B&B a Marsala (che voglio dire non è così turistica) e in zona periferica è eccessivo.

    Rispondi
  9. Marco
    Marco

    Volevo aggiungere un “commento al commento” di Alessandro:

    Anche noi siamo stati in Sicilia nel tuo stesso periodo e posso confermare che i prezzi dei B&B non sono di certo a buon mercato: alcuni B&B hanno prezzi simili ad hotels di simile categoria, cosa assurda se si pensa che il B&B e’ nato come un’alternativa economica all’hotel. A Cefalu’, per esempio, una stanza in un B&B con stanza datata anni ’60 costa €70 contro le €75 di un hotel decente nel centro storico. Assurdo! Credo abbia ragione Alex nel suo commento: forse sarebbe opportuno avere un sistema che regola i prezzi dei B&B come viene fatto per gli hotels. In questo modo si tutelerebbe il turista con benefici per tutto il sistema ricettivo della Sicilia.

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