La prima volta che ho messo piede a Milano me la ricordo bene, ma solo per il semplice fatto che dopo poche ore volevo già prendere il treno che mi avrebbe riportato a casa. Per fortuna ci sono tornata altre volte ed ho scoperto la bellezza della città grazie a una mia cara amica che, romagnola d’origine come me, da anni vive e lavora nel capoluogo lombardo.

La mia visita a Milano in occasione del #Q4T però mi ha fatto scoprire una città diversa, che non immaginavo: oltre ai posti di cui avevo solo sentito parlare ma in cui non ero mai stata, mi ha colpito soprattutto la peculiarità delle mete che hanno fatto parte del nostro itinerario, nonché la passione con cui Stefania (la nostra preparatissima guida) ci ha avvicinati all’arte e alla storia della città.

In piazza del Duomo, ad esempio, ci sono stata tante volte e spesso ho percorso la Galleria Vittorio Emanuele II. E di certo ogni volta sono passata davanti al locale che da oltre cento anni è il luogo simbolo di Milano senza neppure saperlo.

E’ stato bello, quindi, entrare al Camparino e apprenderne la storia: nato come un “bar di passo” nel 1915 ma legato alla comparsa della bottega Campari con la costruzione della Galleria nel 1867, il Camparino ha accolto ospiti illustri ed accompagnato la vita dei milanesi per tantissimo tempo, pur cambiando nome e gestione nel corso degli anni. Il locale conserva ancora le decorazioni e gli arredi “art nouveau”, tra cui i bellissimi mosaici di Angelo D’Andrea che impreziosiscono le pareti alle spalle dei barman e offre cocktail tipici preparati ancora oggi secondo ricette storiche.

La vista sul Duomo che si può godere mentre si beve un Campari Passion, poi, è pressoché impagabile.

Dopo un aperitivo e il pranzo al Camparino, mi sono tuffata in un’esperienza indimenticabile: il tour di Parco Sempione e del Castello sforzesco a bordo di un mezzo tanto innovativo quanto sconosciuto, il segway.

Essermi documentata su internet prima di partire non ha minimamente attutito la paura di non saper gestire il mezzo e nemmeno il fatto di aver rotto il ghiaccio prestandomi per prima alla prova tecnica con Tazio, il nostro istruttore e accompagnatore. Appresi i rudimenti, seppur un po’ titubanti siamo partiti alla volta del nostro tour e in breve siamo riusciti a padroneggiare anche il segway, riconoscendone l’elevato potenziale come trasporto alternativo per andare alla scoperta della città in tutta comodità (si organizzano anche visite guidate in segway!).

La visita al Cenacolo vinciano merita il premio per essere ciò che mi ha colpito di più. Un conto è vedere le opere riprodotte sui libri di storia dell’arte, tutt’altro trovarcisi di fronte e poterle ammirare dal vivo. Mentre Stefania ci illustrava il genio di Leonardo, io sono rimasta a bocca aperta a fissare l’opera per 15 minuti (questo il tempo concesso ai visitatori) cercando di coglierne tutti i particolari. Passare dall’Ultima Cena ai disegni originali del “Codice Atlantico”, il vero Codice Da Vinci, è stato sensazionale. A rotazione e con l’accento di volta in volta su temi diversi, i disegni di Leonardo si possono ammirare presso la sacrestia Bramante della Basilica di Santa Maria delle Grazie fino a dicembre 2013; un’esperienza da non perdere.

Il genio milanese non è espresso solo dall’arte leopardiana, ma anche dal talento di un personaggio più recente: il designer Achille Castiglioni, scomparso nel 2002. Prima di #Q4T non conoscevo l’opera di questo incredibile architetto, ma la visita allo studio museo è stata talmente sorprendente che se siete in cerca di qualcosa di insolito da fare a Milano ve la consiglio caldamente. E’ stato stimolante addentrarsi nelle stanze in cui la mente geniale di un attento osservatore del suo tempo ha dato vita a tante invenzioni e innovazioni: alcune possono risultare fantasiose ai nostri giorni, ma altre sono semplicemente fantastiche. Conoscerete senz’altro la lampada “Arco”: invenzione di Castiglioni; ma avete mai sentito parlare dello “sleek”, il cucchiaio per barattoli? Sempre opera di Castiglioni, realizzata nel 1962 per la Kraft.

L’arte, la storia e la passione si fondono anche in un altro luogo tipico di Milano: il Teatro La Scala. Noi abbiamo avuto l’occasione di vedere come nasce il dietro le quinte del celebre teatro, visitando i laboratori siti negli spazi dell’ex insediamento industriale delle acciaierie Ansaldo, nel quartiere Tortona. Assistere in prima persona al lavoro di scenografi, scultori e pittori che realizzano le scenografie per gli spettacoli che andranno in scena e toccare con mano i costumi indossati durante le rappresentazioni e i balletti che si sono succeduti sul celebre palco mi ha lasciato esterrefatta. Passeggiare tra gli armadi e le vetrine in cui sono conservati i costumi di scena indossati da Pavarotti, Maria Callas e Renata Tebaldi è davvero sorprendente e per fortuna è un’esperienza per cui non occorre essere visitatori privilegiati.

Buona parte del blog tour è stata dedicata alla buona tavola: tra pranzi e cene luculliane, inframezzati da una degustazione di vino presso la Cantina Compagnoni, un aperitivo in perfetto stile Happy Hour allo Spritz sui Navigli (dove l’espressione “all you can eat” ha mietuto delle vittime), buon cibo e buon vino non sono mai mancati. E per concludere in bellezza il nostro tour milanese ci siamo deliziati con una visita alla sede di T’a, azienda specializzata nella produzione di cioccolatini artigianali di alta qualità. Alberto e Tancredi Alemagna, fondatori di questo giovane brand nato nel 2007, rivisitano in chiave contemporanea un’arte di famiglia iniziata un secolo fa, nel 1911 (vi dice niente il nome Alemagna?). Giuro che dopo poco più di un’oretta passata in azienda a sentir parlare di Grand Cru e criollo viene voglia di scoprire tutti i segreti del cioccolato!

Senza dubbio questa visita di Milano è stata molto particolare e stimolante. Il bello è che anche se il #Q4T è finito da circa una settimana, ora potrò essere io a fare da Cicerone agli amici di Milano e non, per portare sempre più persone a conoscere e apprezzare lati insoliti di Milano. > Dove dormire a Milano

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