Oggi incontro Mattia Bonanome, snowboarder e alpinista, appassionato di montagna e di tutte le discipline ad essa collegate. Trasferitosi per lavoro a Riva del Garda (dove è Store Manager per Jack Wolfskin), ha trovato la sua dimensione ideale tra lago e montagna. Si definisce un curioso e spregiudicato cercatore di piccole avventure

MATTIA, SEI PRESIDENTE DI ESSENCE OF FREEDOM, QUALI SONO GLI IDEALI E GLI OBIETTIVI STRATEGICI DI QUESTA ASSOCIAZIONE?

Essence of Freedom è un’associazione no profit che si propone di salvaguardare, promuovere e diffondere la cultura e la conoscenza del territorio Dolomitico e non.

Siamo un gruppo di amici che propone nuovi ed originali itinerari turistici, sostiene attività culturali, eno-gastronomiche, musicali e sportive legate al territorio che più amiamo: la montagna. L’anno scorso, ad esempio, abbiamo proposto una serie di originali itinerari nella natura delle dolomiti al chiaro di luna.

PARLACI DI “LIVING THE WHITE WILD IN DOLOMITI”. CHE COSA VI PROPONETE CON QUESTO PROGETTO? CHI SONO I TUOI PARTNER?

Il progetto “Living The White Wild in Dolomiti” è nato ad ottobre dell’anno scorso dalla voglia di esplorare con più consapevolezza le montagne dietro casa.

Pur avendo girato molto, ho sempre avuto una conoscenza generalista delle montagne; frequentare itinerari molto battuti o muoversi alla volta di una cima ti fa concentrare sull’obiettivo e spesso si perde la bellezza ti tutto quello che ci circonda. E poi, ammetto, ero anche un po’ stanco delle solite gite “ad anello” in cui si torna sempre al punto di partenza o peggio si sale e si scende dalla stessa strada.

L’idea è in primis un’occasione per approfondire lo studio del territorio, sconvolgendo le classiche “comodità” dell’escursionista della domenica e tracciando degli itinerari che abbiano l’avventuroso sapore del viaggio e non più del giro in montagna.

Si è concretizzata con l’aiuto ed il supporto di Jack Wolfskin. Motivare quante più persone possibile a condurre una vita attiva all’aria aperta è infatti la filosofia di Jack Wolfskin, un pensiero che si sposa perfettamente con il nostro progetto.

Cartine alla mano, ho segnato 20 spezzoni di un giro, anzi, di un vero e proprio viaggio attraverso le Dolomiti. L’unico punto in comune tra la prima e la ventesima tappa è Riva del Garda, mia città di residenza.

Ho deciso inoltre, per ulteriore affronto ai “luoghi comuni”, di provare a farlo in inverno e con lo Snowboard, per sfatare il mito che con la tavola sei più limitato che con gli sci.

I miei partner sono un nutrito gruppo di amici appassionati ed esperti di montagna, che di volta in volta mi seguono, mi fanno compagnia o mi vengono a prendere nei vari tour. Tra questi ricordo Jacopo Salvi, fotografo , che ha anche il compito di realizzare un cortometraggio sui nostri cammini, Francesco, mio collega nel negozio Jack Wolfskin, e Davide dell’Osteria Pane e Salame, motivatore e mente di molte iniziative.

SEI UN APPASIONATO SNOWBOARDER E UN ALPINISTA ESPERTO. QUAL E’ IL TUO RAPPORTO CON LA MONTAGNA E, PIU’ IN GENERALE, CON LA NATURA?

Esperto è una parola grossa di questi tempi…. mi piace divertirmi in tutti i terreni. Non sono un campione in nessuna disciplina ma ho imparato a muovermi ovunque in autonomia e sono consapevole dei miei limiti. In montagna queste due cose ti aiutano ad assaporare ogni esperienza: sia che tu raggiunga il tuo obiettivo sia che tu debba tornare indietro.

Il mio rapporto con la montagna, così come con la natura, è un rapporto di amore e rispetto.

Descriverti le sensazioni che nutrono il mio desiderio di camminare, arrampicare, esplorare è difficile quanto descrivere una nuvola, la luce di un tramonto o l’odore della persona che ami….Questo è l’amore.

Come in tutti i rapporti sono impliciti limiti, regole e compromessi.

La montagna e la natura hanno un’individualità forte, che affascina, ed un carattere ricco e poliedrico. Uniscono la passionalità delle emozioni forti condita da una inevitabile imprevedibilità.

Indipendentemente da chi ami, devi godere di questo sentimento nel rispetto dell’altrui individualità e, se è vero amore, sarà proprio quell’individualità che amerai e non ti sognerai mai di “rovinarla” con il tuo egoismo. Questo è il rispetto.

A proposito di conoscenza dei propri limiti e del rispetto, ricordo bene quando l’anno scorso alcuni amici durante un’uscita di sci-alpinismo, inebriati dalla bellezza dei paesaggi e della neve, hanno voluto infilarsi in un canalone in cui io ed altri vedevamo un potenziale pericolo e non abbiamo voluto entrare. Dopo meno di mezz’ora sono stati recuperati sotto metri di neve dall’elisoccorso.

QUALI SONO I TUOI CONSIGLI PER LA VITA OUTDOOR? IMMAGINO CHE UN’ATTREZZATURA ADEGUATA ABBIA UN RUOLO BASILARE…

Senza dubbio! Posto che ognuno si muove secondo la sua esperienza e le sue possibilità, se dobbiamo andare a cena in un ristorante di lusso cercheremo di sicuro di vestirci in modo il più possibile adeguato. E così dovrebbe accadere anche quando ci muoviamo in montagna.

Non parlo di mode: l’abbigliamento e l’attrezzatura possono fare la differenza come tra comodità e scomodità, asciutto e bagnato, utile e inutile, pesante e leggero.

Personalmente ho sempre avuto la passione per i materiali e negli ultimi anni, per lavoro, essendo Store Manager presso un negozio Jack Wolfskin, mi sono specializzato nell’abbigliamento e nella attrezzatura sportiva da montagna.

Nell’ambito del progetto “Living the White Wild in Dolomites” ho avuto la fortuna di trovare un partner di alto livello come Jack Wolfskin, che mi ha fornito il materiale necessario al tour invernale. A questo proposito vorrei precisare che Jack Wolfsin si dimostra una delle aziende più all’avanguardia per quanto riguarda lo studio dei materiali, portanto ogni anno sul mercato grandi innovazioni. Questo inverno ho testato le nuove menbrane in TEXAPORE (impermeabili e traspiranti) ed i Soft Shell in STORMLCK HIPROOF (antivento al 100%) ed i risultati di questi test sono stati pubblicati nel blog dell’azienda.

Sono convinto che la “cultura” dell’abbigliamento, non dico da trekking ma anche solo da escursionismo, in Italia stia arrivando con un bel ritardo rispetto al resto d’Europa. Siamo, credo, ancora molto schiavi delle mode e dei cosiddetti “trend”. Per questo motivo mi ritengo fortunato a collaborare con una azienda come Jack Wolfskin che investe così tanto nello sviluppo tecnico dei materiali e nello studio della loro funzionalità e che soprattutto nutre un grande rispetto per la natura e l’ambiente e una fortissima passione per la vita all’aria aperta.

QUANTO E’ IMPORTANTE PER IL TUO LAVORO LA TECNOLOGIA? CHE STRUMENTAZIONE UTILIZZI ABITUALMENTE?

La tecnologia è per me abbastanza importante, ma deve andare di pari passo con la conoscenze ed esperienza personale. Un esempio: ho acquistato solo ultimamente un GPS, il più semplice della categoria. L’obiettivo è quello di avere uno strumento che registri con precisione i percorsi che faccio. Avendolo, però, posso anche programmarlo per indicarmi una traccia da seguire in caso di nebbia o per indicarmi una vetta che voglio raggiungere. Diventa quindi anche un aiuto e un supporto alla gita.

Comunque per anni mi sono limitato ad un orologio con altimetro-barometro e bussola che, insieme a una cartina 1:25’000, sono i due strumenti minimi indispensabili per non perdersi in nessuna situazione.

Il cellulare è un altro degli strumenti utili anche se, come nel caso dell’ultima traversata in Lagorai, puoi camminare per diverse ore in zone prive di campo.

QUALI CONSIGLI DARESTI A CHI VISITA LE DOLOMITI PER LA PRIMA VOLTA? QUALI POSTI VISITARE ASSOLUTAMENTE?

Per chi ha a disposizione almeno 3 notti, consiglio una visita ad alcuni dei rifugi in alta quota. In primo luogo suggerirei di raggiungere il rifugio Locatelli, ai piedi delle tre cime di Lavaredo, emblema delle Dolomiti.

Il secondo giorno consiglio di proseguire verso la Marmolada e prenotare al rifugio Pian dei Fiacconi.

Il terzo giorno suggerisco di raggiungere il rifugio Passo Principe, in Val di Fassa, un nido d’aquila nel cuore del Catinaccio oppure a chi non soffre la quota il rifugio Capanna Fassa, sul  Piz Boè. Si potranno così attraversare territori unici, dalla bellezza incontaminata, con ottimi servizi e infrastrutture.

QUALE SARA’ LA TUA PROSSIMA AVVENTURA?

Sono ancora indeciso: la scelta in ogni caso ricadrà sulla traversata del gruppo delle Tofane e di Fanes in mountainbike oppure, se le condizioni già lo permetteranno, la traversata delle Pale di San Martino …ovviamente a piedi!

A proposito dell'autore

Aritravelplan

Travel Planner per passione. Moglie e mamma adottiva di Calimero e Silente, viaggio da sola da quando ho 12 anni e voglio vedere tutto il mondo!

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