Venezia è una della città più conosciute e più popolata di turisti al mondo. Le calle centrali che collegano Piazzale Roma e la stazione ferroviaria con piazza San Marco sono frequentatissime a tutte le ore del giorno e a tratti caotiche.

Tra i sestrieri (il nome veneziano che indica i quartieri) meno frequentati, il mio preferito è quello di Dorsoduro. Intendiamoci: anche qui troverete turisti, ma avrete la possibilità di godervi questa meravigliosa città in modo più sereno, potendo scavare in maniera più approfondita nella sua vera essenza.

Dorsoduro è il sestiere più a sud ed è conosciuto e amato soprattutto per i suoi musei come le Gallerie dell’Accademia e la collezione Peggy Guggenheim.

Quello che più mi piace e colpisce, è quell’atmosfera uno po’ bohemienne che, anche grazie alla presenza dell’università (e quindi di tanti giovani) lo fa un po’ assomigliare, con le dovute proporzioni, al Greenwich Village di New York.

E’ uno di quei luoghi, quindi, in cui non bisogna avere un itinerario da seguire, ma è bello perdersi e cercare di scoprire le sue risorse più nascoste, tra calle isolate e campielli quasi deserti.
Può capitare così di imbattersi in uno squero, quello di San Travaso, tra gli ultimi rimasti, dove artigiani locali continuano a tramandarsi una tradizione secolare: la costruzione e la riparazione delle gondole.
Oppure fare la conoscenza di Saverio Pastor, maestro intagliatore di forcole (l’appoggio sul quale si fa perno con il remo per vogare sulle barche veneziane) e scambiare con lui quattro chiacchiere sulla Venezia di oggi e su quella ormai passata.
Insomma, Dorsoduro è una meta obbigata per coloro i quali desiderano vivere veramente Venezia, saggiandone il volto più autentico.
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A proposito dell'autore

Peter Zullo

Da diversi anni la fotografia è diventata larga parte della mia vita. Una scusa per uscire di casa, per curiosare in posti nuovi, per intraprendere lunghi viaggi, per conoscere nuove persone, per incontrare nuovi amici. E mentre percorro le loro strade di città lontane, rigorosamente a piedi, mi incanto ad osservare dall'esterno gli ingorghi di vita che scorrono senza fine.

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2 Risposte

  1. Biagio Della Malva

    Fantastico, condivido in pieno, io ho soggiornato all’Hote Tiziano di Dorsoduro. uscire al mattino presto e percorrere quelle calli e piazzette, vedere le massaie stendere i panni al sole, sentire il profumo del pane fresco, mmmm….. Poi alla sera rientrare, vedere le “ostarie” piene, bere un’ombra ascoltare le ciacole…sembra di tornare indietro nel tempo.

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  2. Il torneo mondiale di poker sbarca a Venezia | Non Solo Turisti

    […] Viaggiare a Venezia significa vivere strade, chiese, istituzioni pubbliche che risuonano di questa storia, che soprattutto a partire dal Settecento, periodo che segna l’inizio del declino della città, comincia ad essere raccontata a più riprese, specialmente nei grandi cantieri decorativi ad affresco dei palazzi aristocratici, come per rivivere un momento glorioso avviatosi all’epilogo. Il fascino di Venezia è proprio in questa nostalgia del tempo che passa e in vero non passando, e negli incontri antichissimi che i bagliori dei mosaici bizantini creano con gli arabeschi del vicino oriente, e ancora con le testimonianze rinascimentali. […]

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