Ci sono dei luoghi che vivi con un’intensità inaspettata.
Quando me ne sono andata in Senegal, da sola, immaginavo tantissime cose per me, la mia vita e i miei occhi.

Sono tornata con uno zaino d’esperienza immenso e mai ringrazierò abbastanza i miei genitori per avermi trasmesso la curiosità per un luogo che loro conoscono benissimo. Mi raccontavano spesso di quest’isola, Ngor, di fronte Dakar. I racconti erano contrastanti: mia madre perfettamente entusiasta, mio padre un po’ sulle sue.


Ngor è una piccola isola a breve distanza da Dakar.Correnti, freddo e squaletti a parte, uno potrebbe coprire questa distanza a nuoto.
L’isola è conosciuta solo dai surfisti, o almeno era così fino a qualche anno fa.

Quando ci andai io, di sera, l’elettricità non c’era e si faceva luce con delle lampade da campeggio più vecchie di me. Era una sensazione bellissima, come di un’Africa di altri tempi, capace di regalare grande emozione al cuore. In quei giorni, capii benissimo l’entusiasmo di mia madre che mi raccontava sempre di certe sere invernali in cui, a Ngor, si metteva a leggere alla luce di una candela. Conoscendo mio padre, capivo la sua minima angoscia, nel trovarsi in un luogo piccolo dove solo l’Oceano imperava.

I miei genitori hanno avuto la fortuna di andare in pensione presto e, grazie a questo, hanno cominciato a passare lunghi periodi in giro per il mondo. Li ho sempre adorati per questo e per il fatto che, fin da quando ero piccina, ogni momento libero dal lavoro era per noi un momento per metterci in viaggio. Non si sorpresero, quindi, quando dissi loro che stavo per partire per l’Africa e, anzi, sorrisero. Mia madre mi disse “Devi andare a Ngor” e così feci.

Dalla spiaggia della Cornice di Dakar è facile trovare delle piroghe che per pochi soldi ti portano di là. Il mio consiglio è quello di scegliere un giorno con poco vento per fare la breve traversata perché non è proprio stabile la piroga. Una volta arrivati sull’isola aspettatevi la semplcità assoluta e il minimo indispensabile. Ci sono due locande che di notte vengono spesso lasciate con un solo custode ma che sono pulite e sufficienti per passare i vostri giorni sull’isola. Come scrivevo prima, spesso l’isola non ha elettricità e la cosa migliore è mettersi nell’ordine delle idee che a Ngor si va per tre motivi: riposarsi, fare surf, mangiare del gran pesce e crostacei.

Tutto è, ovviamente, ancora molto low cost e le persone sono davvero ospitali, cordiali, affabili e  accoglienti. I viaggiatori che arrivano ad Ngor sono soprattutto francesi e, badate a me, guardate bene i vostri compagni di locanda o di tavola perché spesso c’è qualcono di famoso che approda qui.

Ngor vi permetterà di vivere dei giorni davvero profondi e pieni solo di cose autentiche. Ci sono dei giorni in cui tornerei davvero volentieri.

La foto di questo post è mia e per me racchiude tutti i ricordi di quei giorni in Africa.

 

Dove si trova Ngor?

A proposito dell'autore

Giovy Malfiori

Travel blogger e scrittrice freelance: classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi piace viaggiare con i mezzi pubblici, con gli occhi ben aperti e con il cuore curioso. Ho una passione sfrenata per le Isole Britanniche e per i piccoli luoghi che non aspettano altro che essere raccontati.

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2 Risposte

  1. WYW

    Prima di tutto la tua foto mi ricorda un sacco quelle che faceva mio nonno, e per me è un complimento io ho preso la passione da lui, ma è in pellicola vero?
    Secondo, io ho un sacco di curiosità per il Senegal, c’è stato un periodo in cui lavoravo per un agenzia di turismo responsabile e tutti i viaggiatori che poi ci venivano a trovare mi raccontavano cose stupende su questa terra, sembra veramente rimanerti nel cuore.

    I tuoi sono dei grandi, sei fortunata ad avere due genitori girovaghi 😉

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    • Giovy Malfiori
      Giovy

      E’ proprio in pellicola. Come molte delle foto dei miei viaggi.
      Poi l’ho scannerizzata.
      Il Senegal è davvero un posto splendido.
      Per quanto riguarda i miei, sono stata davvero fortunata… verissimo.
      Avevo solo 9 mesi la prima volta che mi hanno portata in viaggio.
      Da qualcuno avrò pur preso, no?

      Rispondi

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