Lo scorso week end io e Gian, il mio compagno, abbiamo fatto su armi e bagagli e ci siamo diretti verso la Val Camonica. L’occasione era più che ghiotta e pertanto ringrazio il Distretto Culturale della Valle Camonica per averci incluso nella lista dei partecipanti alla presentazione de “La Valle dei Segni”, il progetto di comunicazione volto a rilanciare il turismo in Valle.

Il workshoop, che si chiamava Multi Media Land,  si svolgeva in una dimora assai speciale. Si tratta della Casa degli Artisti di Bienno luogo che, in collaborazione con Saint Paul de Vence in Provenza, accoglierà e ospiterà gli artisti che saranno di passaggio in Valle.
Non tutti sanno che la Valle Camonica, nell’alta provincia di Brescia, è stato il primo sito italiano ad essere incluso nel Patrimonio Universale dell’Unesco.

Questo fu un gran traguardo per l’Italia e per tutto il suo territorio sempre da scoprire. Proprio a metà degli anni ‘80, mentre io facevo le elementari, la Valle Camonica entrò di prepotenza nella mia mente perché tutti andavano in gita lì a vedere le incisioni rupestri.Tutti, vero. Tranne la mia classe.

Una volta diventata, per così dire, grande, ho cominciato a girare per il mondo ma la Valle Camonica era sempre lì nella lista dei “to do”.Nel frattempo, anche la Valle Camonica diventava grande e diventava Brand.

La Valle dei Segni è, infatti, un progetto di comunicazione molto importante. Vuole portare il territorio in primo piano e far sì che l’Italia si innamori nuovamente di un luogo che va conosciuto, scandagliato e capito.

Per avvicinare le persone alla Valle Camonica è stato progettato un nuovo sito internet che aiuterà le persone a comprendere la Valle e le sue potenzialità prima di partire.

Per accompagnare noi viaggiatori moderni e tecnologici è stata studiata un’ app molto ben fatta ed utile: ValCamonica Rock Art è il suo nome e, per il momento, è disponibile gratuitamente solo su App Store e sul sito ufficiale delle incisioni. Con il 2013 sarà disponibile anche per dispositivi Android. L’App è proprio l’innovazione che porta la preistoria delle incisioni rupestri nel presente più totale che stiamo vivendo noi moderne anime migranti.

Ci sono percorsi, spiegazioni, illustrazioni molto belle (bravo Nicola Ballarini) per raccontarci tutto il possibile su quei “segni” che sono l’anima più profonda della Val Camonica.

Come sono nate queste incisioni?

Incisione ruprestre nel Parco di Naquane

Moltissimo tempo fa, una data popolazione che i Romani definirono “Camuni” abitava il territorio alpino dell’Alta Lombardia. Non si sa ancora bene chi fossero e che cosa facessero sulle Alpi. Forse come promemoria per i luoghi di caccia, forse per un qualche rito magico e propiziatorio, i Camuni cominciarono a incidere le pietre della Valle realizzando vere e proprie opere d’arte pittoriche.

Io mi immaginavo quei segni da quando ero piccola e potete comprendere il mio stupore nel vederli, finalmente, in pieno sole e così chiaramente.

 

Mi impressiono sempre quando penso a quanti anni separano il nostro terzo millennio dalla preistoria. Non potevo pensare a nient’altro che a tutti quegli anni che separano i nostri Computer e la nostra grafica da quei segni nella pietra. Eppure quei segni sono capaci di parlare così come lo sanno fare i nostri tweet. Quei segni sono la vera testimonianza che l’Uomo ha sempre avuto bisogno di raccontarsi.

Il Bellissimo Borgo di Bienno

Il Distretto Culturale della Valle Camonica sta lavorando intensamente per far sì che i profili montuosi e granitici della Valle diventino un abbraccio accogliente per tutti i viaggiatori con il cuore aperto, pronti e curiosi verso la scoperta di un territorio italiano un po’ bistrattato nel recente passato ma estremamente voglioso di riscatto.

La Val Camonica è fatta della stessa identica sostanza granitica delle sue rocce. Per questo, ad un primo sguardo, potrà sembrarvi dura, fredda e immobile. Io vi assicurò che non è così.

Se doveste passare in zona vi consiglio fortemente l’Ostello del comune di Breno. E’ curato, spazioso, nuovo e molto comodo.

Per alleviare i sintomi della fame, l’ottima Trattoria Taverna vi aspetta con kili e kili di Casoncelli.

Ringraziamo ancora il Distretto Culturale della Valle Camonica per avere invitato NonSoloTuristi alla nascita di un brand importante e che costituisce una sfida nel panorama turistico Italiano.

Le foto del post sono © Gianluca Vecchi
Le foto delle incisioni rupestri del Parco di Naquane sono state scattate e pubblicate su concessione del Monistero per i Beni e le Attività Culturali – Sopraintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia. Duplicazione e riproduzione vietate.

A proposito dell'autore

Giovy Malfiori

Travel blogger e scrittrice freelance: classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi piace viaggiare con i mezzi pubblici, con gli occhi ben aperti e con il cuore curioso. Ho una passione sfrenata per le Isole Britanniche e per i piccoli luoghi che non aspettano altro che essere raccontati.

Post correlati

5 Risposte

  1. WYW

    Come ho già detto a Gian siete stati davvero fortunati, io ho un ricordo di questi luoghi legati alla mia infanzia. Sai grazie alla classica gita di scuola ho potuto visitare la valle, ci tornerei molto volentieri dunque grazie mille per la dritta sull’ostello 😉

    Rispondi
  2. Sphimm

    Che bello leggere la Val Camonica Giovy!!! Mio padre è nato in quelle valli e da piccolo ci ho trascorso molti mesi estivi e qualche weekend invernale… che ricordi a casa della nonna bis con tutti i cugini riuniti! 🙂
    Prima o poi dovrò andare a trovarli mi sa! 😉

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata