Appena fatta colazione saliamo sulla navetta in direzione spiaggia. Non amiamo trascorrere il tempo all’interno del resort sebbene il Paradise sia un posto molto tranquillo e ben curato e il proprietario una persona gentile e disponibile, pronta a mettersi in campo in prima persona se necessario (l’abbiamo visto mettersi a servire carne e pesce durante la cena della sera precedente visto che c’era un po’ di affollamento al buffet).

Il fatto di doversi servire di una navetta per raggiungere la spiaggia però, in un posto come Zanzibar, lo trovo un difetto grave e mi fa sentire anche troppo vincolata ad orari, cosa che in vacanza non deve accadere. Stamattina però la spiaggia di Uroa ha dei colori ancora più belli della mattina precedente, forse perché oggi la marea è ancora più bassa, tanto che, per la prima volta, vediamo molte donne indaffarate nella raccolta delle alghe.

Per le 14 abbiamo concordato con un beach boy una gita al vicino villaggio di Pongwe. L’accordo, preso per 16.000tzs, era quello di prendere insieme il dalla dalla per raggiungere Pongwe ma quando arriviamo lì scopriamo che ha preferito optare per l’auto perché i dalla dalla sono troppo imprevedibili e avremmo anche potuto trovarci ad attenderlo per ore. A quanto pare è proprio destino che io questo dalla dalla non riesca a prenderlo!

Il beach boy ci fa fare un interessante giro della spiaggia, un po’ più piccola e sicuramente molto più selvaggia di quella di Uroa (contiamo non più di 3 strutture ricettive), per poi proseguire all’interno del villaggio che si trova al fondo della spiaggia, anch’esso piccolino ma suggestivo. Ci mostra infine una piccola spiaggia che si nasconde dietro il paese, utilizzata per lo più dalle donne per far seccare le alghe. La nostra guida ci spiega che le alghe vengono raccolte e poi vendute ai cinesi i quali ne ricavano la plastica. Dopo circa 2 ore siamo di ritorno alla nostra spiaggia per goderci le ultime ore in questa bellissima località.

Partenza alle 9.30 con l’autista contattato 2 giorni prima (50.000tzs) in direzione sud, più precisamente Jambiani, che raggiungiamo in circa un’ora di auto.
Dall’Italia abbiamo prenotato il Mbuyuni Beach Bungalow (50$ a notte) che in realtà si trova a metà strada tra Jambiani e Paje. La struttura è molto carina e c’è anche una piccola piscina di acqua salata che si può sfruttare quando la bassa marea non permette la balneazione (ovvero fin verso le 13).

Il bungalow che ci assegnano è molto spartano e la pulizia non eccellente. Il personale inoltre non si mostra molto cordiale. Il nostro entusiasmo però non viene per niente scalfito dalla fredda accoglienza, per cui lasciamo gli zaini in stanza e partiamo a passeggiare lungo la spiaggia in direzione Jambiani, che raggiungiamo in circa mezz’ora a piedi. La bassa marea regala colori mozzafiato e il meraviglioso quadro si completa con le casette del villaggio, tutte con il tetto di paglia, che si affacciano sulla spiaggia. Una cartolina indimenticabile.

Il momento più bello della giornata arriva però quando veniamo avvicinati da tre splendidi bambini. Dire avvicinati non è esattamente corretto visto che il maschietto ha preso la rincorsa e, come prima cosa, si è lanciato tra le mie braccia! La cosa che ci rende felici è che questi tre bambini non ci chiedono caramelle, non ci chiedono penne o magliette: vogliono solo giocare con noi!…E noi non ci sottraiamo a questo immenso piacere. Ci ritroviamo quindi a fare ruote sulla sabbia, a giocare con l’acqua e a godere delle loro fragorose risate al “tutti giù per terra” dei nostri girotondi.

Verso le 3 siamo di ritorno alla nostra struttura, anche perché nel frattempo la marea si è alzata moltissimo, tanto che quasi tutta l’ampia spiaggia percorsa all’andata, è sparita sotto le onde del mare. Ci godiamo un po’ di sole e relax, attività per la quale la nostra sistemazione si conferma molto adatta.
Ordiniamo al ristorante della nostra struttura la cena sebbene la scelta non sia così ampia. La sera, durante la cena, va via la luce, fatto che ci permette di scoprire un cielo stellato che poche volte ho avuto il piacere di vedere in vita mia.

Continua con la 6 parte

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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