Quella che vi voglio raccontare è la storia di un pezzo dell’Isola di Man.
 Per molti, quest’isola tra Gran Bretagna e Irlanda resta un grande mistero, tanto che spesso mi sento rispondere “isola di che?”.
 L’Isola di Man è un posto meraviglioso dove ogni anno si svolge una gara motociclistica storica, una competizione chiamata Tourist Trophy – per gli amici TT – che trasforma il territorio isolano in un vero e proprio circuito motociclistico.

Il mio consiglio è quello di visitarla al di fuori del periodo del TT, che varia di anno in anno. L’edizione del 2014 si è appena conclusa e, come in ogni TT, una parte dell’isola è stata chiusa per permettere alle moto di gareggiare.
 Oggi vi voglio parlare proprio di quella parte di isola: il Nord.

Isola di Man

La parte nord dell’isola di Man è sferzata dal vento e le scogliere guardano fiere verso la Scozia, da un lato, e verso l’Irlanda del Nord dall’altro.
 Il centro abitato più grande è Ramsay, che non è proprio una città, è un grande villaggio dove gran parte della popolazione si dedica alla pesca.
 Il posto è davvero piccolino ma merita di essere girato con calma perché, dove meno te l’aspetti, spunta un pub o un sandwich store da non perdere.

La birra regina di quest’isola è la Okell’s, real ale davvero gustosa e a chilometri zero, dal momento che viene prodotta proprio nella capitale Douglas.

L’isola di Man si gira bene in autobus e un abbonamento settimanale costa venti sterline. Gli autobus sono frequenti e girano dall’alba a notte inoltrata. 
Il nord dell’Isola è ben servito fino a Ramsey, poi da qui le corse per le frazioni più disperse ci sono, ma gli orari vanno guardati e valutati con accortezza. 
Io vi consiglio di prendere l’autobus per l’abitato di Maughold, un luogo molto importante per la storia dell’Isola. Da lì potete percorrere a piedi le strade di campagna che vi porteranno fino al faro. La vista mozzafiato e l’emozione sono assicurate.

Douglas, Isola di Man

La zona di Maughold e quella di Andreas, una parrocchia posta più verso ovest, sono state materia di scavo da parte di archeologi e nelle loro chiese parrocchiali ci sono delle piccole meraviglie che testimoniano l’unione tra il popolo celtico e quello vichingo.
 Da queste parti, infatti, i vichinghi non portarono razzie e distruzione quando arrivarono nel IX secolo.

Con qualche difficoltà e con molto impegno da parte di entrambe le popolazioni, Celti e Vichinghi si fusero in un’unica società prendendo il meglio di una e dell’altra civiltà. Nacque in quel momento la forza dell’Isola di Man, che tutt’ora è una repubblica indipendente  e non fa parte del Regno Unito, una nazione autonoma che si affida al Regno solo per questioni di politica estera.
 Nelle chiede che vi indicavo prima si trovano i resti di alcune croci che raccontano l’integrazione tra celti e vichinghi.

Maughold, Isola di Man

La zona Nord dell’isola è solitaria, silente, selvaggia e piena di natura.
 È il luogo ideale per innamorarsi dell’isola, per cominciare ad esplorarla e a capirla.
 È forse la parte di territorio meno affollata dal turismo che qui, bisogna dirlo, non è per niente invadente e ossessivo.

Se cercate un posto nuovo, sufficientemente vicino, provate a fare un viaggio da queste parti. Così anche voi proverete il brivido di sentirvi dire “dov’è che sei andato? L’isola … dove?”.

A proposito dell'autore

Giovy Malfiori

Travel blogger e scrittrice freelance: classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi piace viaggiare con i mezzi pubblici, con gli occhi ben aperti e con il cuore curioso. Ho una passione sfrenata per le Isole Britanniche e per i piccoli luoghi che non aspettano altro che essere raccontati.

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