Non mi intendo di arte ma mi intendo di emozioni, e ciò che ho vissuto ieri alla mostra “Tutankhamon Caravaggio Van Gogh – La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento” è stato un susseguirsi di emozioni da far girare la testa.

Segafredo Zanetti, uno dei marchi italiani più conosciuti e amati, ha accolto circa quaranta blogger per un’esclusiva visita guidata in notturna dell’affascinante mostra curata da Linea d’Ombra di Marco Goldin, presso la Basilica Palladiana di Vicenza.

Si tratta della Segrafredo Zanetti Blogger Night, dove caffè, arte e blogger si uniscono per celebrare l’eccellenza e la cura del dettaglio, ciascuno nel proprio ambito.

Segafredo Zanetti Blogger night

Ma partiamo dal principio.

Lascio una Milano che si sta coprendo di bianco e dopo un lento e disagiato viaggio in auto raggiungo Vicenza, piovosa ma accogliente, giusto in tempo per uno spritz tra bloggers con sottofondo jazz, prima di immergere i nostri sensi in quello che Marco Goldin definisce un viaggio interiore nella notte dei tempi.

Ed è proprio la notte l’elemento d’unione di questa imponente mostra che ospita ben 115 opere suddivise in sei sezioni ciascuna dedicata ad una diversa sfaccettatura ed interpretazione del notturno.

1. La notte segue il fiume. Gli Egizi e il lungo viaggio 

L’antico Egitto apre le danze e ci offre il remoto fascino di ventidue sculture rinvenute all’interno delle antiche piramidi che rappresentano una notte carica di mistero e di spiritualità. Una notte che è vita, morte e vita dopo la morte. Silenziosa ed eterna sotto ad un allestimento di cielo stellato, questa sezione penetra nel profondo e merita di essere intimamente assaporata ed ascoltata dentro se stessi.

2. Figure sul limitare della vita. Da una finestra viene la notte

Avverto un brivido quando attraverso l’ingresso della seconda sezione; i muri sono color mattone e i quadri appesi trasmettono scene di vita e di morte con incredibile intensità.
Il Calvario e la Crocifissione di Cristo, le luminose figure del Caravaggio in scene di notturni quotidiani, le curiose e disarmanti finestre di Antonio López García.
Un insieme di opere di diverso stile e di diversa epoca – si va infatti da artisti del 500 al contemporaneo Zoran Music – tenute salde tra loro dalla stessa modalità di percepire e di vivere l’arrivo del buio.

3. Il bianco e il nero della notte. Una mano incide una lastra

16 capolavori dell’incisione; figure religiose nella notte per Rembrandt e il buio delle Carceri di Piranesi.
In questa sezione mi soffermo sul particolare e mi ci perdo dentro. Ne ammiro la bravura e la tenacia e torno con la mente e con il cuore sui banchi di scuola, quando quasi senza accorgermi, coprivo interi fogli con minuscoli disegni a penna nera durante le lezioni.
Ma qui è diverso, questi sono capolavori, non scarabocchi!

4. Di lune e di stelle. E di tramonti prima. Il secolo della natura mentre viene sera

Qui comprendo quanto è inutile cercare di imbrigliare l’essenza della magnificenza in una fotografia.
E allora lascio che siano gli occhi a penetrare la tela e la tela a penetrare i miei occhi in modo da salvare le immagini sul desktop della mia mente.

5. Sere e notti del Novecento. Il cielo e lo spirito

Haward Hopper, nella mia arte semplice lo adoro, mi rammarico un poco del fatto che ci sia un quadro solo ma l’emozione di poterlo ammirare dal vivo sovrasta ogni pensiero. E poi scopro un altro artista che mi scuote dentro, Andrew Wyeth, i suoi dipinti mi rapiscono e mi fanno provare una gioia serena e rassicurante. Una sezione dedicata al Novecento con artisti americani e interpretazioni anche astratte della notte che fanno da richiamo al mondo interiore di ciascun visitatore.

6. In queste sere e notti ci si perde. La mostra in una stanza

E poi l’ultima sezione, il trionfale riassunto di questo intensissimo percorso.

Ancora stordita da così tanti stimoli sensoriali (fame compresa) mi dirigo con il resto del gruppo sulla terrazza della Basilica Palladiana dove ci attende un raffinato e buonissimo buffet offerto da Segafredo Zanetti, tutto da gustare tra sorrisi, risate e nuove amicizie!

#Segafredo4Art - Buffet finale

A proposito dell'autore

Sara Perico

Life Coach, mi occupo di crescita personale e di educazione emotiva e il viaggio è la massima espressione della crescita. Se non si torna da un viaggio almeno un po' cambiati, vuol dire che si è mai partiti.

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