La Valle Aurina, in Alto Adige, è un luogo di villeggiatura montana circondato da un paesaggio notevole, offre tante cose da fare e da vedere, ma allo stesso tempo è lontano dalla mondanità di altre zone simili. Un altro motivo di interesse è che questa valle non dispensa solo divertimento, ma anche tanta cultura per chi ha voglia di qualcosa di più.

Campo Tures (in tedesco Sand in Taufers) è il paese principale di questa valle. Provenendo dalla direzione di Brunico al suo ingresso si trovano tre vecchi edifici vicini tra loro, abbandonati e un po’ malmessi. Il mercatino dell’Avvento si tiene durante le festività natalizie proprio dentro uno di questi edifici, Villa Posta, riaperto da poco solo per l’occasione (nel restante periodo dell’anno l’ingresso è vietato).

Il mercatino è molto bello e suggestivo, tenuto al coperto sui vari piani dell’antica dimora, con venditori di prodotti artigianali, dolci, generi alimentari locali, un laboratorio per la preparazione dei biscotti e un suonatore d’organetto all’ingresso. Durante la mia visita vedo aggirarsi un anziano signore in camice bianco, che pensavo essere solo uno dei cuochi del laboratorio. Terminata la visita e arrivato quasi all’uscita noto una porta aperta verso una stanza con scaffali e armadietti pieni di boccette e strumenti medici – chiaramente un vecchio ambulatorio – ci entro incuriosito e cosa succede? Il signore in camice bianco entra anche lui, mi saluta e con fare complice chiude la porta, come dovessimo condividere chissà quale segreto. E comincia a raccontare.

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Questo signore molto simpatico e disponibile, ovviamente “travestito” da medico, era lì per conto dell’azienda turistica locale proprio per spiegare la straordinaria storia del dottor Anton Mutschlechner. Questo medico, morto nel 1977, esercitava nella sua casa privata ora sede del mercatino. Era un internista specializzato in fegato e reni, ma anche omeopata e studioso delle erbe medicinali. Divenne famoso nel secolo scorso aver guarito con le sue medicine patologie risolvibili solo chirurgicamente, come i calcoli renali e biliari, tanto da meritarsi l’appellativo di Wunderdoktor (“dottore miracoloso”). A chi potrebbe pensare al solito ciarlatano rispondono le molte guarigioni documentate, la sua fama internazionale, nonché il fatto che riconoscesse i casi clinici in cui lui era impotente e che puntualmente rimandava al chirurgo.

Mutschlechner fece molto anche per il turismo di Campo Tures e della Valle Aurina, costruendo l’Hotel Posta e la sua dependance (che sono poi gli altri due edifici abbandonati citati all’inizio di questo articolo). Ma oltre a fornire alloggio ai vacanzieri del tempo il suo contributo era costituito dai numerosi pazienti che accorrevano lì dall’Italia e dall’estero richiamati dalla sua fama, che egli ospitava anche nella villa privata di cui una parte era adibita a casa di cura e convalescenziario. Purtroppo il dottore miracoloso è morto portando con sé i segreti scientifici delle sue cure portentose, e da allora l’hotel, la dependance e la villa sono rimasti chiusi, vuoti e abbandonati. Rimane il suo ricordo, testimoniato dall’ambulatorio mantenuto intatto con i suoi strumenti, le sue medicine e le ricette vergate di suo pugno. Al nome di Mutschlechner e alla sua memoria è stato dedicato un sentiero botanico, che parte dal paese di Campo Tures per proseguire intorno al suo castello poco più in alto.

A proposito dell'autore

Gianluca Vecchi

Classe 1967, amo soprattutto la natura, la fotografia e gli aquiloni. Dopo una vita passata a fare tutt'altro, scopro la bellezza dei viaggi come conoscenza di cose e persone nuove e non solo come svago. Fotografo per passione, quando possibile uso le immagini al posto delle parole per descrivere situazioni e stati d'animo.

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