Hanno inseguito inutilmente una meta più o meno assurda per anni; hanno dimostrato totale incompetenza nelle fasi fondamentali del percorso; hanno gestito l’incontro con la comunità locale in maniera disastrosa, oppure hanno rivelato completa inconsapevolezza riguardo alla delicatezza della loro impresa. Per queste e altre ragioni i peggiori viaggiatori della storia, anche qual’ora avessero raggiunto altri obiettivi nella loro vita, verranno ricordati per sempre con infamia dalla comunità dei loro pari.

Dopo aver preparato una discutibile lista dei dieci più grandi viaggiatori della storia, non potevo che chiudere la settimana con l’elenco opposto…

UlisseUlisse - vaso greco

Ulisse o Odisseo è famoso per due viaggi in particolare, tra loro legati e conseguenti: il primo è culminato nella totale obliterazione di una fiorente civiltà, il secondo è stato talmente disastroso da portarlo a destinazione in non meno di dieci anni, e solo dopo il completo sterminio del suo entourage. Il pessimo senso dell’orientamento di quest’uomo – capace di perdersi nel mare più piccolo al mondo – è leggendario. Come se non bastasse a ogni tappa si fermava per irretire la popolazione locale o tradire bellamente la povera Penelope, per poi inventare un sacco di frottole riguardo a incantesimi e divinità varie una volta confrontato con il suo enorme ritardo dalla moglie.

Cristoforo Colombo

Un altro fenomeno del “viaggio consapevole”. Voleva raggiungere le Indie e si è ritrovato in America. Non contento ha insisito nell’affermare che fossero le Indie nonostante ogni evidenza, compresa la presenza dei nativi americani che lui ha prontamente ribattezzato con spudorata sfrontataggine “indiani”. Con loro ha inoltre concluso scambi straordinari, condividendo vaiolo e influenza e importando la sifilide.

David Livingston

Il celebre dottor Livingston fu un eroe dell’epoca vittoriana, il che già suona preoccupante visto che si tratta della più becera espressione di bigottismo e malcelato razzismo noto nella storia europea. A dire il vero il buonuomo si batté contro la schiavitù, ma andò anche in Africa per esplorare le risorse naturali che il suo governo avrebbe poi sfruttato. I suoi compagni di viaggio lo ricordano come un leader inetto, pomposo e arrogante. Ad ogni modo ogni suo successo è stato spazzato via dalla notevole impresa di perdere ogni contatto con la patria per ben sei anni. Dopo questo tempo fu inseguito da un certo Stanley – inviato dal giornale americano New York Herald – che trovandolo, unico bianco in un villaggio di indigeni, senza scomporsi gli chiese garbatamente: “Il signor Livingston, presumo?”

Marty MacFly

Un mito assoluto per noi figli degli anni Ottanta, ma un completo inetto nel delicato campo dei viaggi nel tempo. Lo spediscono nel passato e per poco non cancella la sua stessa esistenza impedendo ai suoi genitori di innamorarsi. Lo mandano nel futuro, e tornando a casa consente al suo arcinemico di ottenere enorme potere grazie ai risultati degli eventi sportivi su cui scommettere. Ma più di ogni altra cosa non gli perdoneremo mai di averci fatto desiderare lo skateboard volante da lui utilizzato nel 2016 (Ritorno al futuro parte seconda): mancano tre anni e i nostri scienziati mi sembrano ancora terribilmente indietro sul progetto.

Where's Wally?
Wally

Noto come Waldo negli Stati Uniti e in Canada, questo inopportuno viaggiatore si sposta nel tempo e nello spazio senza la minima curiosità per ciò che lo circonda. Non soltanto si impedisce di partecipare a qualsivoglia attività a cui è dedita la popolazione locale e si perde continuamente tra la folla, ma non si prende nemmeno il disturbo di adattare il suo vestiario alle abitudini culturali della comunità di cui è ospite. Inaccettabile.

Laika

La povera Laika, in realtà, ha ben poche colpe, ma resta il fatto che non si affronta un viaggio mai testato prima dall’uomo senza alcuna preparazione, senza neanche sapere dove si è diretti e – incoscienza delle incoscienze – senza nemmeno saper guidare il veicolo di cui si è gli unici ospiti a bordo. Laika, per chi non lo sapesse, è la cagnolina spaziale: il primo essere vivente lanciato in orbita nel 1957 sullo Sputnik 2.

Babbo Natale

È vero, il ciccione vestito di rosso è gentile, affabile e sempre sorridente. È vero, utilizza un mezzo di trasporto ecologico, sebbene qualcuno prima o poi dovrebbe indagare sulla reale condizione di vita di quelle povere renne. Ed è anche vero che Babbo Natale è un campione nella notevole impresa di raggiungere ogni angolo del mondo in tempi record. Ma il suo curriculum è irrimediabilmente macchiato dalla violazione della regola fondamentale dei viaggiatori, soprattutto quando ci si trova a viaggiare in Paesi dal livello di vita notevolmente inferiore al nostro: mai cedere alla tentazione di fare doni ai bambini che, come esperti elemosinanti, insistono nel presentare le loro richieste ai visitatori.

Babbo Natale

A proposito dell'autore

Flavio Alagia

Laureato in Giornalismo, il mio limbo professionale mi ha portato dagli uffici stampa alla carta stampata, per poi approdare al variopinto mondo della comunicazione digitale. Ho vissuto a Verona, Zurigo, Londra, Città del Capo, Mumbai e Casablanca. Odio volare, amo lo jodel e da grande voglio fare l'astronauta.

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