Cosa vuol dire nel 2014 – con lo sguardo rivolto al 2019 – essere “capitale europea della cultura”? Vuol dire mettere in relazione una città, la sua storia, la sua gente, le sue tradizioni e le sue ambizioni con persone di paesi diversi di uno stesso continente. Lingua, letteratura, teatro, arti visive, architettura, artigianato, cinema, televisione, cibo, vivibilità e sostenibilitá diventano strumenti di dialogo e confronto dentro cui costruire un patrimonio culturale europeo condivisibile.

Tante le città candidate per l’anno italiano, il 2019. Fra di esse Perugia. Mi immergo nel capoluogo dell’Umbria per un fine settimana e provo a trovare delle chiavi di lettura per immaginarlo come forse possibile meritevole vincitore.

Perugia capitale della cultura 2019

Ripenso alle mie esperienze di viaggio in Europa, a ciò che conosco di grandi e medie città, sopratutto del nord, che rappresentano nel mio immaginario l’idea di capitale di cultura. Provo a calare questo dentro alla nostra italianità, il nostro essere o non essere europei, la nostra storia, la nostra percezione del futuro.

Può essere Perugia una città in dialogo con gente di tutta Europa?

Essa si presenta come una realtà dai molteplici volti. Dove ti muovi respiri arte, leggi tracce sommate e sottratte, una profilo in continuo cambiamento ed in dialogo con il paesaggio. Dalle orme etrusche a quelle romane, dal Medioevo al Rinascimento, al Barocco, al fascismo, all’arte contemporanea.

Perugia ha subito e voluto modulare la sua storia mutando e trasformandosi senza paura dei cambiamenti. Sarebbe stato facile vivere per essa degli antichi fasti. Ma problemi sismici, lotte fra papi, comuni limitrofi, rivalità fra famiglie, stili artistici e ordini monastici, hanno segnato e rimaneggiato questa città lasciandole profondi segni e creando in essa un’attenzione al dinamismo, alla dialettica ed alla trasformazione.

Perugia capitale della cultura 2019

È così che i muri (e non solo essi) si sono trasformati e reinventati con il tempo, senza mai abbattere ciò che era (im)portante e dando vita ad altre forme, aggiungendo storia alla storia e reinventando la storia attualizzandola, rendendola funzionale e sostenibile ai bisogni dell’uomo.

È certamente per questo che Perugia presenta delle innovazioni dal punto di vista della mobilità che in altre città di Italia avrebbero creato scandalo e un impatto visivo pessimo. Qui no. Qui, gli antichi muri della Rocca Paolina accolgono con efficenza una comodissima ed integrata scala mobile rendendola maggiormente vivibile all’uomo moderno. Il Belvedere del Pincio è il capolinea integrato e funzionale di un minimetro ad alta automazione che offre punti di vista inediti e a tratti giocosi. Qui, trovi scrigni di arte che raccontano di nuovo e di vecchio. Seguendo le tracce francescane e quelle domenicane puoi entrare in secoli di storia, facendo pochi passi, aprendo porte e portoni che non sai cosa celano.

Perugia capitale della cultura 2019

A Perugia puoi passeggiare in una strada e incontrare magnifiche facciate come nel rione Porta Santa Susanna la Chiesa di San Francesco e Bernardino. Puoi sostare nel prato di fronte, ammirare la stupenda facciata dell’oratorio e scoprire i suoi tesori interni con calma. Se vorrai potrai risalire verso il centro e visitare il restauro di Palazzo Oddi, che racconta la storia di una delle famiglie piu’ importanti della città, attraverso stanze, arredi e oggetti personali. Qui scoprirai la biografia di donna Maria Vittoria degli Oddi Marini Clarelli esemplare e colta, vero simbolo di emancipazione attraverso lo studio delle arti e di discipline a suo tempo non certo tipicamente femminili. Puoi salire i 240 scalini della torre degli Sciri e avere Perugia ai tuoi piedi, i suoi tetti rossi al tuo cospetto, le torri inglobate in palazzi signorili e le architetture moderne che si perdono al tuo sguardo.

Perugia capitale della cultura 2019

Perugia consente di immergersi nell’arte visiva, fotografica, culinaria, plastica, musicale, attraverso eventi passeggeri come non, e raccoglierne a piene mani; uscirne e rifare questo gioco ogni volta lo vorrai. Potrai tenere un piede nel passato e ricollocarti nel presente avendo sempre davanti a te scorci di un paesaggio dolce ed a misura d’uomo e colloquiare persone cortesi, che con spiccato accento fra il toscano, il romano e il marchigiano vivono la loro città e la leggono. Puoi perderti nei vicoli popolari di Via dei Cartolari e Via della Viola senza una meta, con il naso in su. Vedere gatti curiosi alla finestra, muri scrostati e colorati, vicoli e scalette, botteghe di artigiani, segni di vita e murales, tra i locali della movida notturna o con le luci del giorno, che filtrano tra gli archi creando giochi con le ombre. Fra i calzini e le tovaglie stese dai tanti colori rintraccerai senza problemi i segni di vita popolare che sa tanto di una Italia da film.

Perugia capitale della cultura 2019

Non so se tutto questo potrà bastare a fare di te, Perugia, la rappresentante in Europa della cultura italiana, ma rispetto ad altri spaccati del vecchio continente da me visitati non ritengo ti manchi proprio nulla. Da italiana, anzi, scorgo in te un valore aggiunto: il piacevole dialogo che riesci ancora ad avere, in modo spontaneo, con ciò che è la tua cornice scenografica ed umana, che da sempre ti ha dato e ci ha dato, come italiani, identità e valore.

A proposito dell'autore

Barbara Ciccola

Insegnante di professione, turista per passione, fotografa per diletto. Amo sognare e progettare i miei viaggi come un modo per conoscere e scoprire me stessa. Parecchi i viaggi fatti, molti di più quelli ancora da fare e da raccontare.

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