Sono arrivata all’ultima tappa del mio viaggio tra Perù e Bolivia e devo dire che, per un viaggio tanto strepitoso, non poteva esserci finale migliore.

Inizio col dire che quello che sto per raccontarvi non era previsto nel nostro itinerario di viaggio iniziale: l’ultimo giorno a Cusco prima del rientro a Lima prevedeva infatti una tranquilla giornata di relax e shopping. Il fatto è che prima di partire, sia io che un mio compagno di viaggio, avevamo adocchiato un luogo che sembrava molto bello, ma che purtroppo non si incastrava con i giorni a nostra disposizione.

Una volta arrivati a Cusco abbiamo invece scoperto che, per la visita di questo luogo, non erano più necessari 2-3 giorni ma venivano organizzate escursioni in giornata. Quello che ci si prospettava era però una levataccia alle 3 del mattino con ritorno intorno alle 19 a Cusco e, trattandosi del giorno dopo la visita al Machu Picchu, temevamo che potesse risultare una grande fatica. Così infatti è stato, ma nessuno di noi si è pentito della decisione perché oggi una cosa la so: recarsi in Perù e non visitare la Vinicunca Mountan, anche conosciuta come Montana de Siete Colores o, ancora, Rainbow Mountain, è un peccato mortale!

Rainbow mountain - Vinicunca

Posso infatti assicurarvi che è stata una delle esperienze più entusiasmanti che io abbia fatto nei miei viaggi e che, la bellezza di questo luogo, è realmente indescrivibile. Una bellezza che è necessario guadagnarsi, questo è certo, perché il trekking che porta alla cima e alla meravigliosa vista non è per niente semplice.

Rainbow mountain - Vinicunca

Come dicevo, l’escursione si può organizzare una volta arrivati a Cusco e può essere fatta in giornata. Quasi tutte le agenzie offrono questa possibilità e il costo si aggira sui 100 soles a persona (all’incirca 30€). La partenza è prevista alle tre circa della mattina e si compie un percorso in pulmino di circa tre ore. E’ prevista una sosta per colazione e briefing in una delle case dei contadini che abitano la vallata.

Il trekking parte quindi intorno alle otto del mattino e il punto di partenza si trova a circa 4200 metri di altitudine. Ed ecco svelata la vera difficoltà: non sono infatti i circa 1000 metri di dislivello, anche perché il percorso alterna ripide salite a strada pianeggiante nella quale le gambe trovano un po’ di sollievo, ma è il fatto che tutto il trekking si svolga tra i 4000 e i 5000 metri di altitudine, fattore che non facilita la respirazione.

Rainbow mountain - Vinicunca

Io infatti ammetto che è stato molto faticoso e che, se ce l’ho fatta, molto lo devo al fatto che ormai erano circa 20 giorni che vivevo le mie giornate a tali altitudini, fattore che ha permesso al mio fisico un’acclimatamento adatto ad affrontare lo sforzo.

Resta comunque il fatto che spesso il respiro si faceva affannoso e che, ad un certo punto, le gambe si sono fatte molto pesanti e ogni metro percorso era una sorta di conquista. Le guide che accompagnano in questo trekking sono attrezzate con maschere per l’ossigeno nel caso qualcuno dovesse averne bisogno e noi abbiamo visto diverse persone utilizzarle.

Rainbow mountain - Vinicunca

Non tutti quelli che partono raggiungono la cima anche perché, per riuscire a fare tutto in giornata, c’è un limite massimo previsto per salita e discesa che si aggira intorno alle 8 ore totali. Noi siamo riusciti a raggiungere la cima in circa tre ore e più o meno lo stesso tempo per scendere.

Rainbow mountain - Vinicunca

Ma cosa si trova in cima e vale davvero lo sforzo? La risposta è assolutamente sì, vale la pena stringere i denti perché ci si trova di fronte ad un vero e proprio spettacolo della natura. Lo ammetto, io una volta arrivata in cima ho pianto! E’ vero, sono una persona emotiva e di fronte alla bellezza della natura sono ancora più vulnerabile.

Rainbow mountain - Vinicunca

La Rainbow Mountain si presenta infatti in tutto la sua magnificenza solo una volta arrivati in cima: sedimenti di pietre e minerali di diversi colori hanno creato uno degli spettacoli naturali più belli al mondo, ovvero una montagna di sette colori diversi che si alternano tra di loro.

Rainbow mountain - Vinicunca

Questo fenomeno che sembrerebbe opera dell’uomo è invece uno dei capolavori meglio riusciti della natura che, proprio in questo posto, ancora ci insegna quanto possa manifestarsi in modo tanto maestoso e sorprendente. National Geographic, proprio per questa ragione, ha incluso la Vinicunca Mountain tra i 100 luoghi da visitare almeno una volta nella vita, e non potrei trovarmi più d’accordo con loro.

Rainbow mountain - Vinicunca

E’ talmente sorprendente il panorama che si trova sulla cima che si tende a dimenticarsi che l’intero trekking viene fatto in un paesaggio fantastico composto da altipiani, ruscelli, valli popolate da lama, alpaca e ovini andini e che le montagne, anche durante il percorso, iniziano a svelare diverse colorazioni. Insomma, per trovare la carica a procedere è sufficiente fermarsi, prendere fiato e guardarsi intorno realizzando che si ha la fortuna di trovarsi in un posto dalla bellezza mozzafiato.

Rainbow mountain - Vinicunca

Per chi proprio non dovesse sentirsela di farsela a piedi una soluzione c’è, ovvero affittare uno dei tanti cavalli che si trovano a valle, o optare per il cavallo anche solo per la salita o per la discesa.

Rainbow mountain - Vinicunca

Io ho una mia opinione a riguardo perché credo che parte dell’esperienza, che resterà indelebile nella mia memoria, è proprio il fatto che mi sono guadagnata quella vista magnetica, che ho faticato per arrivare in cima, che ho conquistato la vetta con le mie gambe. Sono certa che avrei perso una parte di magia se avessi utilizzato una via facilitata creata ad hoc per renderla una meta accessibile a tutti i turisti.

Rainbow mountain - Vinicunca

Quindi il mio consiglio è quello di camminare e di raggiungere da soli il proprio traguardo perché ogni vittoria ha un sapore più bello se l’ottenerla ha comportato fatica e sacrifici.

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l’esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d’arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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4 Risposte

  1. Giulia Guarducci

    Ciao.
    Ho trovato il tuo articolo molto interessante.. ci sono “capitata” perchè stiamo progettando il nostro prossimo viaggio – in agosto (un pò in anticipo eh..) – e vorremo visitare il Perù: mi potresti dare qualche nominativo di agenzie per organizzare il nostro viaggio ?
    Grazie

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    • Eletrotter
      Eletrotter

      Ciao Giulia, il tour operator al quale mi sono affidata io è peruresponsabile.it. Puoi contattarli dicendo a Gabriele che ti manda Elena Nebiolo. Sono molto bravi e affidabili. Buon viaggio e…ottima scelta! 😉

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  2. Alessandro

    Ciao sono basito da queste immagini sembra di vivere una favola.. Bisogna prepararsi fisicamente vista l altitudine? Come raggiungere la montagna da quale città consigli?

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    • Elena Nebiolo

      Ciao Alessandro! L’escursione si può organizzare da Cusco. Io consiglio un po’ di preparazione fisica de vuoi provare l’emozione di arrivare in cima con le tue gambe e non usufruire dei cavalli. Vedrai, sarà un’esperienza fantastica!

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