Molti sono i pregiudizi sui piatti tipici statunitensi. Spesso si associa a questo paese solo il panino di Mc Donald’s con patatine, i classici pintoni di caffè con donut (ciambella con glassa zuccherata) a colazione e le innumerevoli salse. In realtà non è così, in quanto ogni stato ha il suo piatto tipico, per esempio la carne di bufalo in Montana, il lobster roll nel Maine, le buonissime chicken fried sticks nel Wyoming, la jambalaja o il gumbo di New Orleans. Insomma, in ogni stato che vai, cibo tipico che trovi.

Nei miei viaggi on the road, spesso l’unico momento in cui veramente assaporiamo i piatti americani  è per cena. I pranzi sono sempre “veloci e al sacco”, un hot dog da 3 $ al Pier 39 di San Francisco accompagnato dal secchiello delle mini ciambelline di Thrish; un panino raffazzonato da Burger King; un cappuccino con merendina da Starbuck’s, una spesa nella drogheria di paese… insomma nei pranzi ci sbizzarriamo con ciò che troviamo in giro ma a cena andiamo alla ricerca di luoghi che caratterizzano il paese o la città in cui siamo ospiti.

Nell’ultimo viaggio oltreoceano, a Seattle, ci siamo imbattuti per caso nel Seattle Crab Pot. Questo ristorante serve un piatto inusuale il Seafeast: “la pentolaccia”.

Quando questa viene ordinata, (ce ne sono di diverse tipologie) al tavolo viene portata un pentolone pieno zeppo di pesce misto: chele di granchio, gamberoni, mais, totani, salsiccia, jacked potatoes tutto cotto al vapore o in pastella. Il contenuto viene rovesciato direttamente sul tavolo e ogni commensale, con il suo martelletto può spaccare i gusci e mangiare. Lo scarto viene o gettato a terra o nella ciotola che il cameriere ha posto accanto alle gambe del tavolo.

A Boston, nel Massachussets, abbiamo avuto l’opportunità di assaggiare i cannoli di Mike’s Pastry. In questo negozio all’inizio del quartiere italiano si trovano i migliori cannoli italo-americani. Anche i ripieni sono di svariato tipo: cioccolato bianco, fondente, gianduia, fragola, limone, lime, cappuccino,ricotta e chi più ne ha più ne metta.

Il confezionamento della scatola da portar via è molto particolare, al soffitto infatti sono appesi dei rotoloni di spago e non appena i cannoli vengono confezionati nella scatola di cartone, i commessi, in pochissimi secondi e con un’agilità straordinaria, passano lo spago intorno alla scatola per creare un vero e proprio pacco regalo.

Parlando di quartiere italiano, mi è  venuto in mente, un ristorante trovato per caso al Presidio di San Francisco: il Delarosa Restaurant. Qui abbiamo mangiato la più buona pizza “all’italiana” dell’intero paese. E’ noto che la pizza statunitense è sempre molto condita, spessa, e con uno svariato numero di ingredienti.

Qui le pizze sono buonissime e vengono servite su vassoi doppi rialzati, gli ingredienti sono genuini e la pasta è morbidissima come la nostra. Ho scoperto in seguito, che questo ristorante dallo stile romano, e perciò italiano, è uno dei più rinomati ristorante della  città. C’è da aggiungere inoltre che i vini serviti provengono dalla Napa Valley (California) oppure sono importati dal’Italia, e le birre sono crafts made, ossia fatte da direttamente sul posto.

Sicuramente per chi viaggia on the road, fermarsi sulla Route 66 non ha prezzo. Come è noto questa strada, un tempo molto trafficata, attraversa il paese da est a ovest, per la precisione collega la città di Chicago con la spiaggia di Santa Monica a Los Angeles.

Un itinerario di oltre 3000 km che attraversa tutto il paese. Per nostra comodità, abbiamo pernottato nella piccola cittadina di Williams in Arizona. Poiché siamo giunti al nostro motel abbastanza tardi la sera, abbiamo chiesto alla proprietaria di indicarci un possibile luogo per una cena veloce e lei ci ha parlato del Cruisers Café 66.

piatti tipici statunitensi

Appena raggiunto il locale, ci siamo immediatamente immersi nell’atmosfera tipica americana degli anni 50. Vecchie targhe appese ai muri, sportelli di auto usate come porte del bagno, juke box, simboli della Route 66, una vecchia pompa di benzina, vecchi distributori della coca cola, addirittura un gift shop, panche colorate, e il vero menù americano. Insomma sembrava di essere in Happy Days! Il clima era veramente quello che ci aspettavamo ma soprattutto potevamo veramente mangiare come ogni americano comanda con veri piatti tipici statunitensi: baffa di costine con patatine, panini vari, ma soprattutto musica dal vivo!

A proposito dell'autore

Michela Crosa

Impiegata di professione, runner per passione. Laureata in Lingue e Culture per il Turismo, amante incondizionata dei paesi anglofoni , attirata dal mito del “Sogno Americano”. Amo viaggiare, andare alla scoperta di nuove città, luoghi, culture e tanto altro ancora. La mia parola d’ordine in viaggio: curiosità.

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