Se si è in cerca di qualcosa insolito da visitare a Roma, il Museo dell’Alto Medioevo è sicuramente un luogo da aggiungere alla lista! Non solo per andare alla scoperta di un periodo storico sicuramente particolare, ma anche per abbinare alla visita una bella passeggiata nel moderno quartiere Eur!

Il Museo dell’Alto Medioevo ha infatti una storia abbastanza recente rispetto a quella millenaria dell’Urbe. Fu infatti inaugurato nel 1967 all’interno del Palazzo delle Scienze all’Eur con l’obiettivo di dotare Roma di un museo archeologico dedicato all’età postclassica, promuovendo contemporaneamente la ricerca su un momento strategico per lo studio della trasformazione del mondo antico.

Il museo non ha forse un allestimento all’avanguardia, ma gli oggetti qui esposti sono in grado di narrare la storia di epoche ormai lontane, perché sono databili tra il IV ed il XIV secolo, e provengono non solo dai dintorni di Roma, ma anche ad altri siti dell’Italia Centrale.

La visita al museo inizia con il mondo imperiale a cui risalgono alcuni busti, le epigrafi votive e funerarie oltre che una preziosa fibula a balestra in oro con decorazione a traforo, esposti nelle prime sale. Per chi pensava che gli ultimi anni dell’Impero Romano mostrassero ormai solo decadenza – soprattutto in seguito allo spostamento della capitale a Costantinopoli – dovrà invece ricredersi, perché questi oggetti dimostrano quanto Roma fosse ancora particolarmente viva e vitale a livello culturale, tra il IV e il VI secolo d.C.!

Parlando di Medioevo, è impossibile non menzionare l’arte carolingia ed il museo offre un’interessante carrellata di reperti con importanti testimonianze della loro occupazione dell’Italia Centrale (tra VI e VII secolo) fino alla cosiddetta epoca della “rinascenza carolingia”, illustrata da un cospicuo gruppo di rilievi marmorei provenienti dalla decorazione architettonica delle chiese di Roma e del Lazio. Lussuosi sono poi i corredi funerari qui esposti e provenienti dalle necropoli longobarde di Nocera Umbra e Castel Trosino: armi, gioielli, amuleti, fibule, corredi per la toletta femminile, vasellame vario e molto altro ancora.

Per i più curiosi, sarà inoltre interessante poter ammirare tutta la raffinatezza della collezione copta, costituita da rilievi e tessuti che offrono un’esemplificazione della produzione artistica dell’Egitto e del Mediterraneo tardoantico e altomedievale.

Gli esemplari esposti appartengono ad abiti, arredi liturgici e tappezzerie, realizzati in lino e lana e decorati con temi della mitologia classica, del mondo cristiano e del repertorio decorativo orientale. E dulcis in fundo, la sala dedicata all’opus sectile. Di cosa si tratta? Dell’antica arte romana dell’intarsio di marmi colorati, con cui venivano realizzate decorazioni parietali e pavimentali. Grazie ai molti pannelli didattici, è possibile andare alla scoperta di questa raffinata arte, comprendendo tutte le fasi di lavorazione e persino la provenienza dei differenti tipi di marmi utilizzati.

La sala più spettacolare di tutto il museo è però senz’altro l’ultima, dove è stata ricostruita integralmente la straordinaria decorazione in opus sectile che ornava un ambiente di rappresentanza di una domus monumentale scoperta nel 1959 fuori Porta Marina ad Ostia Antica e datata alla fine del IV secolo d.C. Secondo l’ipotesi ricostruttiva, la decorazione dell’aula si articolava in una serie di zone a fasce sovrapposte, in cui è possibile riconoscere una quantità enorme di soggetti e decorazioni differenti gli uni dagli altri.

Si passa dai fregi con elementi vegetali, floreali e geometrici a quelli con gruppi di animali in lotta, in cui ben si riconoscono leoni e tigri, fino ad una fascia di coronamento con specchiature e dischi! Con effetto di sorprendente contrasto, la decorazione dell’esedra di fondo – usata forse come triclinio (sala da pranzo) – era di tipo geometrico, con un motivo a scacchiera minuta di tessere di colore giallo, bianco, verde e rosso in basso ed un falso prospetto architettonico nella zona superiore.

E tra tutti, impossibile non notare i due affascinanti ma enigmatici ritratti maschili: un giovane aristocratico con la tunica bordata di porpora ed un adulto con lo sguardo penetrante ed un nimbo intorno alla testa. Cristo benedicente oppure l’immagine di un filosofo con il suo allievo? La domanda purtroppo non ha ancora trovato definitivamente risposta tra gli esperti!

A proposito dell'autore

L'Asino d'Oro

L’Associazione Culturale “L’Asino d’Oro” nasce nel 2013 dall’incontro di tre giovani archeologi (Ilaria Brera, Federica Padovani e Ghiath Rammo) con la passione per Roma e l’Antico Oriente. L'Associazione organizza visite guidate e passeggiate per adulti e bambini alla scoperta della capitale.

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