Lasciata la caotica capitale Teheran, l’Iran non ha tardato a mostrarsi in tutta la sua bellezza. E lo ha fatto a Kashan, città situata alle porte del deserto Dasht-e Kavir, che può anche essere vissuta proprio come punto di partenza per un’escursione tra le dune.

 

Kashan

ll primo suggerimento che mi sento di darvi è di non fare come me, ovvero di non visitare questa città di venerdì, giorno in cui è chiuso il bazar che mi hanno detto essere uno dei più belli dell’Iran. Proprio a dimostrazione che nessun viaggio è perfetto, noi non avevamo calcolato questo aspetto e quindi me lo sono persa. Per fortuna Kashan non è solo il suo bazar, ma la caratterizzano molte altre bellezze che rendono il soggiorno qui tempo speso molto bene.

Qui ho visto la prima moschea che mi ha tolto il fiato: Agha Bozorg. Non si può che rimanere incantati dalla sua perfetta simmetria che le conferisce anche una grande personalità.

Ciò che però rende Kashan indimenticabile, è la visita delle sue caratteristiche case tradizionali. Proprio per via della sua posizione strategica, questa città era un centro molto importante per il commercio e, per questa ragione, scelto da molti commercianti come base stabile. Sono stati proprio i più ricchi tra di loro a costruire dimore sontuose che, sfortunatamente, in gran parte, sono state lasciate andare ma di cui esistono ancora alcuni validi esempi ristrutturati e portati a nuovo splendore per coloro che intendono visitarle.

Kashan

Le più note sono Khan-e Tabatabei, Khan-e Borujerdi e Khan-e Ameriha, quest’ultima la più antica di Kashan. Tutte queste case presentano una struttura simile: disposte intorno ad una serie di cortili, sono caratterizzate da una parte adibita alla residenza della famiglia, una parte esterna per lo svago e gli alloggi della servitù.

Kashan

Usciti da Khan-e Borujerdi potrete completare la visita di queste meravigliosa città con l’Hammam-e Sultan MirAhmad, splendido esempio di centro termale iraniano risalente a più di 500 anni fa. Qui vi consiglio di fare anche un passaggio sul tetto così da poter godere di un bellissimo panorama della città.

 

Abyaneh

La mattina seguente, sulla strada per Esfahan, abbiamo fatto sosta per la visita di Abyaneh, un piccolo paesino arroccato sulle montagne. Abyaneh è un gioiellino caratterizzato da vicoli stretti ed intricati e case di mattoni di fango rosso e balconi in legno malconcio. Caratterizzato da rigidi inverni, d’estate si anima maggiormente perché, il suo clima mite, regala un po’ di tregua alle torride giornate della metropoli vicine, diventando così meta di brevi soggiorni estivi.

Per lo più gli abitanti di questo luogo sono anziani, li si incontra sui giacigli delle porte, per le vie che chiacchierano con i vicini e nei pochi negozi presenti. Una cosa li accomuna tutti oltre alle rughe marcate dei loro visi: il sorriso che ci regalano al nostro passaggio. Qui si parla ancora il medio persiano, una tipologia di farsi ormai estinta nel resto del paese.

Il mio consiglio per visitare al meglio Abyaneh

Perdersi per le sue vie senza seguire un preciso itinerario. Vi sembrerà di entrare in un labirinto, complici le case tutte uguali e le vie che si confondono l’una con l’altra. Ma la cosa che quasi sicuramente accadrà, come del resto è successo a me, sarà quella di avere la sensazione di fare un viaggio con la macchina del tempo ritrovandosi in un luogo dove le auto si contano sulla punta delle dita, dove il tempo sembra scorrere incurante della pressione che la modernità impone e dove le tradizioni e le usanze hanno ancora un valore inestimabile.

Passeggiando incontrerete lungo il percorso il tempio zoroastriano e ben otto moschee, di cui tre (Hajatgah, Porzaleh e Jam’e) vale la pena visitare più di altre.

Prima di lasciare questo villaggio non dimenticate però di fare tappa nell’unica panetteria del paese dove io mi sono gustata il pane appena sfornato più buono di tutto il viaggio!

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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