Euroflora, mancava da Genova dal 2011 e aveva una cadenza quinquennale; nacque alla fine degli anni ’60, in un territorio che ha fatto la storia della floricultura italiana ed europea.

La fonte d’ispirazione furono le floralies di Gand, le più antiche e celebri d’Europa; dal 2006 Euroflora è membro di AIF-Association of International Floralies.

Una magica atmosfera di colori e profumi floreali che hanno ammantano i Parchi di Nervi, a ridosso di un mare cristallino nel quale sembravano magicamente volersi fondere. Il percorso principale era costellato da sei grandi quadri, quattro dei quali dedicati agli elementi naturali: fuoco, acqua, terra ed aria.

Red Wave, realizzato con il contributo di Basko, presentava lunghe fiamme di margherite rosse, il Lago delle ninfee, a cura di Fincantieri, le contaminazioni di arte e natura di Germinazioni, personalizzato da Toyota, pareti di verde verticale che accompagnavano “Capsica Red light” di Giuseppe Carta, installazione scultorea di venti bizzarri peperoncini rossi in bronzo e resina policroma.

Era piacevole perdersi nel Labirinto di MSC Crociere, un percorso di 200 metri di lunghezza, alto 180 centimetri, durante il quale lo sguardo si elevava verso il Bouquet de Cocquelicots Suspendus (bouquet di papaveri sospesi) ideato dal costruttore di aquiloni Alain Micquiaux.

Erano novanta le aree allestite a Euroflora, la superficie più grande era della collettiva della Regione Liguria, la più piccola di Bread & Roses. In primo piano vi erano alcuni dei più celebri del florivivasmo italiano: Vivai Porcellato, Giorgio Tesi Group, Castagno Vivai; si aggiungevano anche il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il Gruppo Giardini Botanici d’Italia e l’Università di Genova.

Tra le presenze straniere Taiwan, con le orchidee di Joseph Wu, gli Stati Uniti, la Francia con le “gemelle” Floralies di Nantes, la Spagna con la città di Murcia; un’aiuola è firmata dall’intero Corpo consolare di Genova, in rappresentanza di 56 Paesi.

Ospite d’onore della manifestazione è stata Pechino 2019, l’esposizione di orticoltura, con un importante spazio all’ingresso. Sono stati tredici i giardini selezionati dalla giuria di esperti nell’ambito del Concorso Meraviglia nei Parchi promosso in collaborazione con AIAPP, dieci per la categoria professionisti, tre per gli under 25 e quattro fuori concorso.

Da segnalare “Casa bonsai“ e l’arte della pazienza, un percorso zen a Euroflora 2018: boschi in miniatura con alberi provenienti, dalla Liguria, dal resto d’Italia e dal sud-est asiatico. L’arte della “coltivazione in vassoio”, significato della parola bonsai, è un modo lento ed antico di accostarsi alla vita degli alberi “mignon”, arte che sarebbe stata diffusa dai monaci buddisti cinesi in Asia e soprattutto in Giappone, con testimonianze della loro coltivazione già nel 600 d. C, tradizione che è giunta in Europa solo alla fine dell’Ottocento.

Il Comune di Camogli partecipava ad Euroflora con uno spettacolare allestimento di 300 mq che voleva valorizzare la storia e le tradizioni che la contraddistinguono. Protagonista assoluta dell’installazione è stato il Dragun, tipica imbarcazione a remi, con scafo in legno nato nel 1968, inserito in una straordinaria scenografia tra rocce, anfore, sabbia e più di 5000 fiori azzurri, bianchi e blu, a simulare l’effetto del mare; intorno la vegetazione tipica del territorio fatta di limoni, corbezzoli, ulivi, rosmarino, timo e salvia.

Andora, Comune Europeo dello Sport 2018, era presente grazie alla collaborazione con Anci Liguria, con peculiarità e attrazioni dagli sport di mare alla bellezza dei 150 km di sentieri panoramici.

Il Parco dell’Aveto dedicava uno spazio alla racconto della filiera del legno e alla rappresentazione delle Miniere di Gambatesa, la più grande miniera di manganese d’Europa, ora patrimonio museale. La collettiva degli Orti Botanici e dei Giardini storici della Società Botanica Italiana (SBI) e la Rete Italiana Banche del Germoplasma (RIBES) ha avuto l’intento di far riflettere i visitatori di Euroflora su due obiettivi strategici della “Convenzione internazionale per la Biodiversità” ovvero proteggere le specie endemiche e contrastare le specie provenienti da altri ecosistemi, invasive e dannose. Si sono impegnati in tal senso l’Orto Botanico di Genova, con Cagliari, Modena, Palermo,ARPAL e i Giardini Botanici Hanbury di Ventimiglia.

I Parchi di Nervi sono un complesso storico-naturalistico di ispirazione romantica, realizzati tra XVIII e XIX secolo, presso i quali la tipica flora mediterranea si unisce a piante esotiche e tropicali. L’intera superficie ha un’estensione di circa 9 ettari e ospita: Villa Gropallo, attuale sede della civica Biblioteca Brocchi e del comando dei Carabinieri, nel suo parco è presente un palmeto con esemplari di palme da datteri e delle Canarie. Villa Serra Saluzzo, dopo essere stata acquistata nel 1815 da Gerolamo Serra e trasformata in parco paesaggistico, fu ceduta nel 1927 al Comune e dall’anno successivo, ha iniziato ad ospitare la GAM-Galleria d’Arte Moderna.

L’ultimo edificio del percorso all’interno del complesso è Villa Grimaldi Fassio, il cui parco digrada verso il mare, oltre la ferrovia, sulla suggestiva Passeggiata Anita Garibaldi. Il bellissimo Roseto, intitolato a Luigi Viacava, uno dei promotori di Euroflora, è stato suddiviso in aree con varietà prodotte dai principali ibridatori italiani e stranieri Le folle oceaniche di visitatori hanno dimostrato che una tale manifestazione merita una cadenza più frequente per riappropriarsi del piacere unico di fondersi con elementi naturali paradisiaci.

A proposito dell'autore

Giuseppina Serafino

Oltre alla passione per la scrittura, un modo per "viaggiare" con le parole nelle molteplici sfaccettature della realtà, mi piace dedicarmi al trekking e al cicloturismo. Ho iniziato a viaggiare a quattro mesi, quando i miei genitori si sono trasferiti dal sud a Milano per motivi di lavoro, ripetendo lo stesso percorso, ogni anno, fino alla maggiore età. Ho visitato molti stati europei organizzando meticolosamente il viaggio e documentandolo grazie alla mia inseparabile macchina fotografica.

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