Per me settembre è un mese fantastico per visitare le città, così abbiamo deciso di andare alla scoperta di Venezia in un giorno. Volevamo rivederla e soprattutto trovare posti carini fuori dai soliti circuiti per turisti.

Siamo arrivati in camper il venerdì notte e abbiamo posteggiato nell’area camper del Tronchetto. Il costo per le prime 12 ore è di 25 euro, poi di 18 euro. Incluso nel prezzo c’è corrente e acqua. L’area è comoda perché in una decina di minuti si arriva a piedi in piazzale Roma.

A spasso tra le gondole

Il sabato mattina, dopo colazione, siamo andati in piazzale Roma e da lì ci siamo mossi in direzione Campo Santa Margherita. Scelta azzeccatissima: pochissimi turisti in giro e calli stupende.

Inutile dire che ad ogni passo ci fermavamo per ammirare le  gondole. Sì, perché la gondola è l’unica imbarcazione al mondo lunga ben 11 metri e pesante più di 600 Kg.

La cosa ancora più impressionante è come viene manovrata con leggerezza e facilità, con un solo remo, dal gondoliere.

Da Campo San Barnaba siamo passati davanti alla famosa barca della frutta e verdura e poi via verso lo squero di San Trovaso.

Qui si può ancora vedere da vicino come vengono costruite le gondole.  E proprio dalla Chiesa a fianco abbiamo visto gli sposi uscire e salire su una lussuosissima gondola per andare via.

Da qui ci siamo diretti verso Fondamenta Zattere Gesuati dove di fronte c’è la Giudecca, l’isola il cui nome sembra derivare dalla presenza del primo quartiere ebraico.

Poi abbiamo girato a sinistra su Rio Terrà Foscarini e siamo passati sul nuovo ponte dell’Accademia con una meravigliosa vista sul Canale Grande con la chiesa della Salute che dominava all’orizzonte.

 

 

La Scala del Bovolo e piazza San Marco

 Poi ci siamo incamminati verso Campo Santo Stefano e da lì verso la scala del bovolo (ci sono le indicazioni, per fortuna).

Questa straordinaria scala a chiocciola (bovolo in veneziano, appunto) fu fatta costruire da una ricca famiglia di Venezia, i Contarini, ed è stata riaperta al pubblico da poco tempo. Credo che sia una delle perle nascoste tra i vicoli di questa meravigliosa città.

Tornati un po’ indietro siamo arrivati in piazza San Marco. La sua bellezza è straordinaria nonostante l’avessi già vista molte altre volte.  Io sarei rientrata a vedere i mosaici della Basilica ma la fila era così lunga che i miei figli si sono rifiutati. Bisogna arrivare presto al mattino!

Chiesa di SS. Giovani e Paolo

Abbiamo attraversato calle della canonica, un veloce sguardo (e foto) al Ponte dei sospiri e poi via, attraverso campo di santa Maria Formosa,  alla stupenda chiesa gotica di SS. Giovanni e Paolo.  Un’altra straordinaria scoperta.

Qui abbiamo sostato un’oretta su una panchina per riposarci e anche per un pranzo al sacco (Venezia non è proprio economica per una famiglia di quattro persone).

I ragazzi però cominciavano ad essere stanchi. Ci siamo diretti verso Rialto, lo abbiamo superato e ci siamo trovati nella mia zona preferita di Venezia, quella dei cicchetti e dei bacari. Il bacaro in cui ho assaggiato cicchetti di pesce fantastici è l’Osteria alla ciurma, in Calle Galiazza. Desideravo tanto ritornarci ma purtroppo era chiuso. Apre alle 17.30.

Mi sono “accontentata” di un gelato da Amorini che è proprio lì vicino.

La sera in zona Cannaregio

Dopo esser rientrati in camper per riposare un po’ verso le 19 siamo usciti nuovamente per andare in zona Cannaregio, vicino piazzale Roma. Questo sestiere si snoda lungo l’omonimo canale che, insieme al Canal Grande, è l’unico ad essere percorso dai vaporetti.

A Cannaregio c’è anche la Stazione di Venezia Santa Lucia e la calle principale, chiamata Strada Nova, che collega la stazione alla zona di Rialto. E’ presente inoltre il Ghetto Ebraico, in cui la comunità ebraica dovette obbligatoriamente abitare in epoca napoleonica.

Ci sono anche tanti bei ristoranti e locali lungo la Strada Nova e Lista di Spagna. Proprio qui ci siamo fermati a mangiare una pizza da Lista BistròAbbiamo aspettato un po’ ma ne è valsa la pena (la Margherita Dop con mozzarella di bufala è fantastica)!

Finita la cena una piccola passeggiata ancora lungo il canale per ammirare ancora un po’ questa città così suggestiva e ricca di bellezza. Ci ritorneremo sicuramente.

A proposito dell'autore

Nata in Piemonte, emigrata in Sicilia, da poco tempo approdata in Emilia. Sempre di corsa e con mille idee in testa, sono un’amante dei viaggi e della buona cucina. Eccomi allora qui, con un sogno in tasca e le valigie pronte…

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1 risposta

  1. Allice

    Effettivamente mi sembra un itinerario fattibile in un solo giorno. Da prendere in considerazione 😉

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