Come fare il giro del mondo in compagnia di una cafetera – Intervista a Vincenzo

In questa intervista vi facciamo conoscere Vincenzo Rusciano, un ragazzo che qualche anno fa ha deciso di mollare tutto per girare il mondo. Un viaggio che non ha fatto in solitaria, come in molti potrebbero pensare, ma in compagnia di una…. cafetera (o caffettiera per chi preferisce usare questo termine).

cafetera di vincenzo rusciano

1) Vincenzo, raccontaci un po’ chi sei e da dove vieni

Nato a Napoli anche se ho vissuto la maggior parte della mia vita da adulto all’estero. Ho studiato in 3 paesi, vissuto in 7 e viaggiato in piú di 60 stati.

Ho fatto tanti lavori: dal cameriere a Parigi, all’istruttore di diving in Spagna, al manager a Londra, all’esperto di marketing vagante ed ho fondato due startups. Ho fatto volontariato e nel mio piccolo cerco di lasciare un mondo migliore di quello che ho trovato.

2) Quando e perchè è partito questo progetto

Nel 2004 lasciai il lavoro fisso in una multinazionale a Montepellier e partii per fare il giro del mondo.

Gli amici chiedevano che mi facessi sentire ogni tanto ma poi mi mettevo nei loro panni e pensavo: “che faccio, gli scrivo per raccontargli che a Bangkok fa caldo e che ho visto il Budda disteso?”.

Non vedevo il senso di fare una cosa che una guida di viaggio qualsiasi faceva meglio di me e poi volevo che le persone che ricevevano un email da me avessero voglia di leggerla e quindi mi inventai la storia della cafetera che funziona piú o meno cosí: La cafetera scappa di casa ed io ricevo delle foto sue dai vari punti del globo dove mi reco per trovarla.

cafetera di vincenzo rusciano

3) Quali paesi hai visitato in questo viaggio

Andorra, Argentina, Australia, Austria, Belgium, Bosnia and Herzegovina, Brazil, Bulgaria, Canada, China, Costa Rica, Croatia, Cuba, Czech Republic, Denmark, Fiji, France, Germany, Greece, Guatemala, Honduras, Hong Kong, Hungary, India, Iran, Ireland, Italy, Latvia, Lesotho, Lithuania, Malaysia, Mexico, Monaco, Mongolia, Morocco, Mozambique, Nepal, Netherlands, New Zealand, Nicaragua, Norway, Panama, Paraguay, Peru, Poland, Portugal, Russia, San Marino, Serbia, Singapore, Slovakia, Slovenia, Spain, Sud Africa, Swatiland, Sweden, Switzerland, Thailand, Turkey, Ukraine, United Kingdom, United States of A., Uruguay, Venezuela.


4) Quale paese ti è  piaciuto di piú e perchè

Per i paesaggi il Sud Africa, per l’umanità delle persone l’Iran, per la natura il Costa Rica… è impossibile dire quale mi sia piaciuto di piú nella sua totalitá 🙂

5) La difficoltá piú grossa che hai trovato in viaggio?

Sul Damavan Mountain, in Iran, tratto dal libro:

“Prima di partire concordai un prezzo di 2 euro per ognuno e a bordo degli asini, costeggiando i precipizi scendemmo fino alla zona dove c’erano delle jeep che ci avrebbero portato giù. Era uno spiazzale dove arrivava una strada. C’era del fumo da un camino e c’erano dei containers. Degli uomini aspettavano vicino a un furgone aperto indietro. Forse era quello che ci avrebbe portato giù.

Scendemmo dagli asini, scaricammo gli zaini e pagai al tipo che scomparve con i soldi dietro un container. Prendemmo gli zaini e il tipo ritornò e disse: mi dovete dare altri 13 euro. Ali successivamente mi disse che con quei soldi l’asino lo compravamo. Non so se fosse vero, ma erano tantissimi per là.

Olaf si arrabbiò, minacciò di chiamare l’ambasciata olandese e intanto i nostri zaini scomparvero, mentre venivamo accerchiati da un bel po’ di persone, alcune delle quali armate, oltre che arrabbiate.

Stavamo parlando con i loro capo che sosteneva che il prezzo che ci aveva fatto il suo uomo era troppo basso e noi invece, gli dicevamo che questo era un problema loro.

La notte si avvicinava e ce ne accorgevamo dall’oscurità e dal freddo. I contorni delle montagne attorno stavano scomparendo e so che non avremmo né potuto cercare rifugio da quelle persone, né pensare di passare la notte al freddo.

Chiamai Olaf e gli dissi – Vogliamo tenere il punto col capo o vogliamo scendere da qua e per stasera stare a Teheran?

Mi guardó con la faccia di chi vuole combattere ma che deve pure fare i conti con la realtà, la sua risposta mi fu chiara, andai dal capo e gli chiesi udienza. Mi fece sedere e chiacchierammo della sua famiglia e della mia, del clima e della cafetera. Per lui questa non era più una questione di soldi, ma di status. Due mocciosi lo stavano sfidando davanti ai suoi uomini.

Capii la questione e invece di trattare di soldi gli chiesi scusa, così facendo riordinai la distanza sociale riconoscendogli il suo stato di capo, gli pagai un extra (ma sempre inferiore al prezzo che ci avevano chiesto), e finalmente iniziamo la discesa verso Teheran con la sua aria inquinata, che mai come adesso ci sembrò dolce.”

cafetera di vincenzo rusciano

6) Quando ti sei sentito in pace con te stesso ed hai capito che ne è valsa la pena?

Ogni qualvolta sono tornato ed ho sentito che ero qualcosa di differente da quando ero partito.

7) Quando è nata l’idea di scrivere un libro?

Tutte queste esperienze di viaggi le ho sempre tenute dentro ma ogni tanto sentivo che ribollivano e volevano uscire e chiedevano di essere plasmate in qualche maniera. Sono diventate un film, uno monologo teatrale, un TEDx Talk ma volevo che diventassero qualcosa che uno poteva portare con se e vivere con calma, tipo un libro.

Circa un mese fa ero a Napoli, eravamo a tavola e mia madre disse che una zia  aveva rinunciato ad andare 3 giorni a Capri per via del maltempo e avrebbe perso la prenotazione. Lei aveva paura dell’Aliscafo e alla fine, Capri sotto la pioggia non è il top.

Presi la palla al balzo, le proposi di pagarle la stanza, disse che me l’avrebbe regalata. Era l’occasione che speravo, in un posto senza internet, dove potermi concentrare, un posto bellissimo, un isola, un mondo aperto col mare attorno. Il posto migliore per far uscire i pensieri.

In 3 giorni ho scritto il libro.

8) Ci racconti la trama del tuo libro?

La cafetera è il simbolo della ribellione ai modelli standard che vengono accettati senza un perché e che generano esseri infelici, è il simbolo di coloro che scelgono di vivere più che lasciarsi vivere ed è la paladina della calma in un mondo dove le cose vanno troppo di fretta per poter essere apprezzate.

Questo libro racconta tante esperienze vissute in giro per il mondo ed è una testimonianza dell’importanza del viaggiare. Viaggiare e studiare sono la ricetta magica per rendere ogni persona tollerante ed aperta, se tutti viaggiassero di più non ci sarebbero più guerre nel mondo.

Tra la prima e l’ultima pagina di questo libro ti trasformerai in qualcuno di diverso da chi sei adesso. Se sei pronto, questo libro è per te.

9) Dove possiamo trovare il libro?

Cartaceo: https://amzn.to/2mzXGoI
Kindle: https://amzn.to/2nqN3VK

Altri link

https://www.facebook.com/cafeteraglobal/

www.cafeteraglobal.com

Ti è piaciuta l’intervista?

A proposito dell'autore

Marco

Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com (versione inglese). 110 nazioni visitate in 5 continenti. In questo momento sono in viaggio con Felicity e le nostre due bambine nel sud est asiatico per 6 mesi, per dimostrare che è possibile continuare a viaggiare anche con l'arrivo dei bambini.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: