La via Ferrata Susatti e la Cima Capi

Vi ricordate quando da piccolini si giocava a fare i supereroi? E ci si chiedeva sempre quale superpotere si volesse avere. Il mio ero sempre il solito: poter volere.

Volevo poter volare, invidiavo quasi gli uccelli quando li vedevo librarsi in alto, schizzare in picchiata, giocare con le correnti, sfruttarle al meglio per prendere velocità.

Credo che tutti almeno una volta nella vita abbiamo desiderato di poter volare in alto come un’aquila. Spalancare le grandi ali sulla cima di un dirupo, aspettare la corrente giusta e poi lanciarsi tra le rocce, seguendo il vento e volando liberi tra le nuvole.

Una sensazione di libertà totale, adrenalina pura, gioia e maestosità. Bella vita le aquile, eh!

Ma torniamo a noi, per questo motivo mi sono avvicinata all’arrampicata ed alle vie ferrate, questi sport permettono infatti di avvicinarsi a quella sensazione di volo e di libertà che a noi, ala-mancanti, è purtroppo proibita.

Ve lo assicuro, in alcuni momenti (ben legata e sicura) mi sono ritrovata a spalancare le braccia assaporando il vento sul viso immaginando cosa volesse dire spiccare il volo.

Ma allo stesso tempo per arrivare in cima devi necessariamente avere le mani nella roccia, aggrapparti e toccare la terra; in questi sport trovi un connubio tra terra e cielo davvero magico.

Cosa è una via ferrata

Per chi non avesse mai affrontato una via ferrata è importante sapere come essa sia un insieme di strutture e attrezzature che vengono realizzate artificialmente su una parete rocciosa. Ganci, cavi di sicurezza, appigli, scalini, corde, tutto ideato in sequenza per permettere di creare appunto una via da poter affrontare con le adeguate attrezzature. Parliamo quindi di imbrago, set da ferrata, caschetto e guantini. 

via ferrata ragazza

Come affrontare una via ferrata

Ovviamente il modo più sicuro per affrontare una via ferrata, come qualsiasi altro sport, è quello di affidarsi a istruttori esperti, fare corsi ed andare sempre, ripeto sempre, in sicurezza senza mai superare i propri limiti. Alcune vie possono infatti risultare alquanto pericolose ed impegnative, per questo motivo è sempre bene sapere con certezza quello che si andrà a fare e non voler mai strafare.

Dopo questa piccola parentesi obbligatoria, vorrei raccontarvi un po’ di una tra le vie ferrate più belle che io abbia mai fatto. Non particolarmente difficile, ma tanto suggestiva con un paesaggio maestoso.

Ci troviamo sul lago di Garda ed in termini di bellezza e attrazioni sportive vi ho già detto tutto. La zona del lago più grande d’Italia è appunto il paradiso per gli appassionati di sport di ogni tipo. Parliamo di sport acquatici: windsurf, vela, kite surf; ma anche sport terrestri, come la bici, l’arrampicata, il trekking, e le nostre vie ferrate.

Oltre alle varietà sportive che possiamo trovare, non dimentichiamoci della bellezza paesaggistica che questa zona ci regala; il lago di Garda, posizionato nel nord-est italiano, presenta una grande coltivazione di ulivi, agrumi e una intensa produzione vinicola, colture permesse dal clima temperato.

La via Ferrata Susatti

La via Ferrata Susatti

Una via ferrata splendida e molto suggestiva è la Ferrata Susatti che porta fino a Cima Capi. Questa ferrata è consigliata per chi conosce la montagna ma che si sta avvicinando per la prima volta a sentieri attrezzati. La difficoltà è appunto medio-facile ma con punti leggermente esposti che permettono di prendere sempre più confidenza con questo sport.

Tutta la via è estremamente panoramica con alcuni scorci sul lago di Garda da lasciare senza fiato, ovviamente se siete fortunati e godete di una bella giornata di sole, non come la sottoscritta che si è ritrovata in mezzo alla grandine.

Punto di partenza

Ma andiamo con ordine: il punto di partenza è il piccolo paese di Biacesa che si trova a circa 4 km da Riva del Garda, seguendo la strada che ci porta alla Val di Ledro. Dopo un breve avvicinamento, ben segnalato da vari cartelli, si arriva all’inizio della nostra via ferrata. Infilato quindi il caschetto, l’imbrago ed il kit ben fissato, possiamo quindi partire per la nostra avventura. La salita procede in maniera estremamente piacevole con un paesaggio incredibile. La via è ben attrezzata con gradini, appigli e placche che permettono una facile ascesa, troviamo pochi punti che possono risultare di difficoltà media, ma con attenzione ed essendo sempre ben assicurati alla parete si superano senza sforzi estremi.

Essendo una via così bella e non particolarmente difficile è molto facile trovare altre persone sul sentiero, nel nostro caso MOLTE altre persone. In alcuni momenti ci siamo ritrovati fermi in coda aspettando che la fila si muovesse. 

Avete presente quando siete in fila alle poste? Ecco, così, ma almeno il paesaggio era decisamente migliore. Infatti quelle pause ci hanno permesso di ammirare con più attenzione tutto intorno a noi e di scattare foto molto suggestive.

La via Ferrata Susatti

La Cima Capi

Al nostro arrivo a Cima Capi, purtroppo le nuvole non sono state molto clementi con noi e non ci hanno nemmeno dato il tempo di scattare la classica foto in vetta. Iniziando a piovere piuttosto a dirotto ci siamo infilati uno spolverino in fretta e furia e siamo ripartiti cercando il sentiero per la discesa. La grandine (proverbiale fortuna mi dicono) ci ha fatto compagnia per un pezzo del ritorno, fino all’arrivo al Bivacco Arcioni con accanto la graziosa Chiesa di San Giovanni. Il Bivacco è stato il nostro rifugio fino a quando la pioggia non ha deciso di lasciarci continuare a percorrere il sentiero di discesa.

Tutta questa zona è ricca di sentieri e vie, quindi il percorso fatto da noi è stato solo una possibilità, possibilità più che altro imposta dal tempo, purtroppo. Ma appunto per questo motivo ci siamo ripromessi di fare nuovamente questa via ferrata, allungandola e inserendo altri sentieri nel nostro itinerario. Oltretutto questa zona ha un interesse storico molto alto, trincee e gallerie percorse dai soldati durante la Grande Guerra si srotolano intorno a tutta la montagna.

La via Ferrata Susatti

In conclusione

Questa è stata la nostra esperienza, tra sole, pioggia, roccia e lago. La montagna ci ha osservato per tutta la giornata, regalandoci una giornata emozionante e speciale. Non tutto è andato come previsto ma proprio questo l’ha resa una giornata unica. Quando siamo arrivati alla macchina bagnati ed anche infreddoliti ma con un gigante sorriso sulle labbra, mi sono resa conto che non avrei cambiato una singola cosa di quella giornata.