Alta Valtellina: cosa vedere nel Parco Nazionale dello Stelvio

L’Alta Valtellina, nel cuore della Lombardia e al confine con Piemonte e Svizzera, è fra le aree più dense di bellezze naturalistiche ed esperienze da vivere tutto l’anno. La salubrità dell’aria, la varietà del paesaggio naturale e la sua particolare posizione geografica fanno di questa località una stazione climatica di cura e soggiorno, internazionalmente riconosciuta ed apprezzata.

Nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, protette dalle Alpi e solcate dal fiume Adda, le sue vallate sono il luogo perfetto per concedersi qualche giornata all’insegna della distensione pura. Una proposta di esperienze caleidoscopica da poter scegliere e costruire su misura.

Bormio: la località termale alpina per eccellenza

L’esplorazione può partire dalla città di Bormio, con il suo borgo in stile tipico valtellinese, i suoi tre centri termali e le molte piste da scii per gli amanti degli sport invernali.

Le terme

Durante il mio soggiorno ho optato per una giornata alle Terme Vecchie, dove ho potuto rilassarmi nelle varie sale e vasche interne ed esterne, con meravigliosa vista sulle Alpi. Particolarmente suggestiva la piscina a sfioro che si affaccia sulla vallata, e se si trova una bella giornata di sole consiglio vivamente di prendersi un momento per godersi il dehor esterno al primo piano della struttura, con vasche idromassaggio e zone relax.

Piccola curiosità: quello di Bormio è il parco termale più grande della Alpi, grazie alle originarie 9 fonti termali naturali che ne sono il cuore pulsante. 

terme di bormio

Sky Restaurant di Bormio 3000

Per gli amanti della neve, delle alte quote e del buon cibo, consiglio poi una tappa allo Sky Restaurant di Bormio 3000, comodamente raggiungibile in seggiovia. Qui potrete gustare i tipici piatti della tradizione valtellinese con vista mozzafiato sulle vette innevate.

Trekking in Val Zebrù, cuore pulsante del Parco Nazionale dello Stelvio

Il Parco Nazionale dello Stelvio propone un vasto programma di escursioni per conoscere ed apprezzare al meglio tutte le sue varietà naturalistiche, ambientali e faunistiche. Meta ideale per tutto l’anno, è possibile passeggiare sui numerosi sentieri segnalati e attrezzati con panchine e tavoli, aree pic nic e punti panoramici.

La Val Zebrù, in particolare, contiene una varietà invidiabile di fauna e flora tipica dell’arco alpino così come importanti formazioni geologiche di rara bellezza. Personalmente ho deciso di andare alla scoperta di questa valle nel mese di gennaio, durante una bellissima giornata di sole, che mi ha permesso di apprezzarne le meraviglie anche con la neve.

L’accesso alla Val Zebrù è consentito solo a piedi; si può parcheggiare l’auto ai parcheggi di Niblogo e Le Fantele, nella frazione di Madonna dei Monti, o arrivando da S. Antonio Valfurva direttamente al parcheggio dell’Albergo Castello, salendo poi verso il Ponte Tre Croci.

Val Zebrù

Percorsi trekking

Ci sono diverse tappe del trekking. Io ho optato per un primo step del percorso, più “leggero”, che, partendo dal parcheggio di Niblogo, porta fino alla Baita Del Pastore. Incamminandosi per l’iniziale strada sterrata pianeggiante si raggiunge il Ponte Tre Croci, e proseguendo verso sinistra ci si inoltra in salita nella valle. Si prosegue fino ad arrivare al Rifugio Campo, per poi continuare su un tratto di salita più impegnativa fino alla Baita del Pastore, situata a 2160 metri di altezza.

Se si vuole proseguire e percorrere un secondo step del trekking, si può salire fino al Rifugio Quinto Alpini, posto a 2877 metri di altezza su uno sperone di roccia alle pendici del ghiacciaio dello Zebrù. Da qui si può godere di una meravigliosa vista sul gruppo del Bernina, la Cima Piazzi, il Monte Confinale e il Lago della Manzina. 

L’oasi blu del Parco Nazionale: Cancano e i suoi laghi

Non si può dire di aver visitato l’Alta Valtellina senza aver visto l’area dei laghi di Cancano e la sua digaSito in Val di Fraele, nel comune di Valdidentro, dal 1977 Cancano è territorio protetto all’interno dei confini del Parco Nazionale dello Stelvio, e al suo interno spiccano i due grandi e famosi bacini artificiali di Cancano e San Giacomo. La panoramicissima strada di accesso all’area fu realizzata dall’azienda energetica A2A in occasione della costruzione della diga di Cancano II, che attraversa il bacino e regala un magnifico punto di osservazione dal quale godere della vista dei due bacini e del paesaggio circostante. La diga è parte del percorso ad anello che costeggia i due specchi d’acqua.

Il giro dei laghi presenta un dislivello minimo e offre una ventina di chilometri – variabili in base al punto di partenza – da percorrere a piedi o in bicicletta completamente immersi nella natura.

Per i più avventurosi sono inoltre presenti numerose vie di arrampicata nelle falesie delle Torri di Fraele, Sasso dei Contrabbandieri, Monte Cornaccia, Malga Trela e Val Forcola.

Lago di Cancano
Lago di Cancano

Il Lago delle Scale

Proseguendo a piedi in direzione dei laghi, seguendo le indicazioni, la strada si fa pianeggiante, e dopo aver costeggiato lo splendido laghetto naturale delle Scale, si raggiunge l’area di Cancano con il suo ampio orizzonte, i suoi ristori e le sue numerose opportunità escursionistiche e paesaggistiche.

lago delle scale bormio

Il lago alpino che si incontra, ossia il Lago delle Scale, ha la particolarità di non presentare immissari ed emissari “visibili”, e per questo motivo nel corso della storia è stato spesso paragonato a uno stagno o a un lago secco. Pochi sanno che questo meraviglioso bacino naturale, ancor oggi proprietà privata, in passato apparteneva alla ricca famiglia nobiliare Alberti di Bormio che utilizzava queste acque per l’allevamento di pesce da consumare e vendere nelle settimane di quaresima.

Come raggiungere Cancano

Ma come raggiungere questa oasi blu? Nei mesi estivi Cancano è raggiungibile anche con i mezzi pubblici, ma personalmente consiglio di raggiungere la zona in auto. Il paese dista infatti soli 15 km da Bormio, e da qui basta impostare come destinazione le Torri di Fraele. Dalle torri si prosegue per circa un chilometro e mezzo fino a raggiungere la grande area di parcheggio nei pressi della palazzina A2A.

Grosio, fra storia e tradizione

Dove dormire a Grosio

Per il vitto e alloggio ho deciso di optare per un posto meno “commerciale” rispetto alle classiche Bormio o Livigno, per poter essere immersa pienamente nella tradizione valtellinese e scoprire degli angoli nascosti di queste zone, meno conosciuti ma che hanno molto da raccontare. E infatti sono stata piacevolmente colpita da questa cittadina che, seppur piccola, è piena di storia.

Ho alloggiato all’Hotel Sassella, che vanta una tradizione ampiamente raccontata nelle tante fotografie appese all’interno della location. L’hotel fu infatti fondato dalla famiglia Sassella nel 1969, e negli anni l’attività si espanse fino a dar vita, oltre alla struttura alberghiera, anche all’annesso ristorante Jim e al centro termale Margherita, posto all’ultimo piano della struttura. Nella zona benessere ho potuto infatti passare alcune ore nelle vasche idromassaggio, saune e centro massaggi, per poi godermi uno squisito piatto di tagliatelle ai funghi nostrani al ristorante Jim. La qualità delle pietanze del ristorante è veramente unica, tutti i piatti assaggiati si sono rivelati squisiti, e c’è anche la possibilità di provare la loro fondue: un’esperienza da ripetere!

hotel sassella

Villa Visconti-Venosta

L’hotel si trova vicinissimo alla Villa Visconti-Venosta, che per secoli è stata la dimora della nobile omonima famiglia, la quale vi ha soggiornato fino al 1982. La villa ha una storia affascinante: nata come costruzione in stile rinascimentale, l’aspetto attuale lo deve al Marchese Emilio, il quale, verso la fine dell’Ottocento, volle ristrutturare l’antica casa di famiglia per i suoi soggiorni valtellinesi. Il Marchese acquistò inoltre i terreni circostanti per creare il vasto parco con alberi secolari, oggi ad uso pubblico.

La villa ospita al momento la Biblioteca civica e il Museo, e si trova proprio nel centro della cittadina, di fronte al campanile della Chiesa Pastorale di San Giuseppe, alto ben 65 metri e dotato di un concerto di ben 8 campane.

Villa Visconti Venosta
Villa Visconti Venosta

I castelli di Grosio

Un’altra tappa da non perdere a Grosio è la visita ai suoi due castelli, posti in posizione dominante sul promontorio che sovrasta i paesi di Grosotto e Grosio. Qui sorgono il Castello di San Faustino, detto anche Castello Vecchio, e il Castello Visconti-Venosta, noto anche come Castello Nuovo. Queste due costruzioni, facilmente raggiungibili a piedi dal centro tramite un percorso ben indicato, si trovano all’interno del Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio e Grosotto, fondato alla fine degli anni Settanta con lo scopo di valorizzare e promuovere l’eccezionale patrimonio storico, archeologico e culturale di questa area denominata “Dosso dei Castelli”. 

Castello di San Faustino
Castello di San Faustino

Conclusione

Insomma, passare un weekend immersi in queste bellezze vi farà vivere un viaggio alla scoperta di alcuni dei luoghi più suggestivi della Valtellina, con la sua cultura e tradizione, i suoi sapori e colori. Fra valli, laghi e vette, la bellezza di questi posti è unica, e vi regalerà dei momenti all’insegna del buon vivere e della vera connessione con la natura e con le bellezze del nostro Paese.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: