Piazza unità d'Italia,Trieste - Italy

Cosa visitare nel Carso: Trieste e dintorni

Una visita di almeno tre giorni e’ consigliata per visitare il Friuli Venezia Giulia e il suo capoluogo, perché ci sono tantissime cose da vedere e fare. In questo post mi soffermerò solo su alcune cose da vedere, quelle che a me sono piaciute di più nella speranza di invogliare anche voi a pianificare un viaggio a Trieste.

Trieste

Quando sono andata io, qualche anno fa, era primavera inoltrata ed ho trovato delle giornate serene però un signore locale mi raccontava che quando d’inverno soffia forte la bora (fino a 150 km) vengono messi dei corrimano sulle vie a mare per evitare che la gente finisca in acqua.

Dividerò la città a zone in modo che sia più facile orientarsi per una visita.

La città vecchia e il colle di San Giusto

Questo è il cuore della Trieste d’antico regime che coincide anche con la città medievale.

  • Piazza dell’Unità d’Italia: è il più antico centro di Trieste. Aperta sul mare con edifici di funzione sia politica sia finanziaria. Il Palazzo Comunale è facilmente riconoscibile per via dei suoi chiari scuri con facciata eclettica su progetto del Bruni, 1875. E qua corre d’obbligo di prenderci una pausa caffè al famoso “Caffè degli Specchi” (ex casa Stratti) che si trova a sinistra rispetto al Municipio quindi si trova la Prefettura, palazzo neorinascimentale che in origine era il palazzo del Governo. A destra, invece, si trova la fontana dei quattro continenti; nel 1751, l’Oceania era ancora sconosciuta mentre la colonna a fianco rappresenta la storia di Carlo VI. Il palazzo a mare sede della più antica compagnia di navigazione mai istituita in Italia (Lyod Adriatico).
Palazzo del Municipio a trieste
Palazzo del Municipio
  • Facciamo una piccola deviazione, alle spalle di Piazza Unità, troviamo piazza della Borsa con il neoclassico palazzo della Borsa Vecchia che fu iniziato in epoca napoleonica ed ora è sede della Camera di Commercio. La statua al centro della piazza è l’imperatore Leopoldo I.
  • Ora ritorniamo sui nostri passi e così vediamo la Basilica di San Giusto (si trova in piazza Cattedrale)  la prima cosa che ho notato è il rosone gotico trecentesco che domina la facciata a capanna e questo è stato fatto per cercare di occultare la duplicità della chiesa. Costruita nel secolo V però prese l’attuale forma successivamente con una rifabbrica realizzata nel secolo XVI quando venne abbattuta una parete laterale per entrambi gli edifici e ciò ha portato ad avere, quindi, le cinque navate asimmetriche. All’interno sono presenti capitelli e colonne che reggono sia elementi medievali sia elementi moderni.
  • Sempre in piazza della Cattedrale si trova il Castello di San Giusto: di struttura cinque – seicentesca ampliato su una precedente struttura veneziana. La struttura così come la vediamo oggi è dovuta ai rimaneggiamenti fatti negli anni Trenta Gli spalti, mai serviti, in tempo di guerra permettono davvero una vista magnifica sul Golfo, a me è piaciuto davvero molto e ve lo consiglio. Nel civico Museo del Castello si trova, tra le altre cose, la raccolta di armi d’epoca.
  • Teatro Romano la discesa da San Giusto per un tratto attraversa il verde del Parco delle Rimembranze in onore di tutti i morti di tutte le guerre ci porta attraverso delle belle scalinate e viuzze alla cavea teatrale che fu ricavata in un pendio del colle stesso tra il secolo I e il II. Poteva ospitare fino a 6.000 persone. Fu seminascosto per anni ed individuato nel 1814 e ripristinato nel 1938. Il teatro in origine era aperto al mare e diviso in quattro settori  con scale a raggiera.

E qui trovo una panchina che mi permette di fare una sosta per mangiare un boccone. Per chi preferisse non c’è che l’imbarazzo della scelta tra bar e ristorantini.

Dopo pranzo parto alla volta del Borgo Teresiano.

Il borgo Teresiano e la città moderna

Gli isolati a nord della città vecchia è nato per la decisione dell’Imperatrice Maria Teresa a seguito di una vasta operazione urbanistica messa in atto tra fine ‘700 e metà ‘800  con la bonifica di saline. Le norme per la costruzione degli edifici erano rigide,ad esempio, dovevano avere tre piani e i locali per i domestici.

  • Canal Grande è un porto canale che consentiva carico e scarico fin dentro il cuore della città. Il termine a mare è segnato dal cosiddetto “Grattacielo” , edificio secession-impressionista in cemento armato e finito in mattoni e pietra d’Istria e Palazzo Carciotti bell’esempio di neoclassicismo triestino che ora è sede della Capitaneria di Porto. Sullo sfondo completa l’inquadratura la bella facciata a pronao (portico a colonne antistante i templi antichi o anche gli edifici classici) neoclassico di Sant’Alessandro Nuovo (o Sant’Antonio Taumaturgo) del Nobile che è la più vasta chiesa di Trieste.
  • Segue lo slargo intermedio che è Piazza del Ponterosso (fino al 1842 il ponte era levatoio e poi fino al 1925 girevole) fu nel 1756 la prima piazza del Borgo Teresiano e ancora oggi è considerato il centro. Qui c’è una fontana del settecento con un piccolo putto che è detto “Giovanin del Ponterosso”.
  • La comunità ebraica qui ebbe una grande importanza e tanto per citarne qualcuno ricordiamo, tra gli altri anche gli scrittori Sabba e Svevo ed è proprio nella zona industriale a sud del centro cittadino che sorge lo stabilimento per la pilatura del riso che i fascisti  e nazisti trasformarono in lager ossia la Risiera di San Sabba. Fu l’unico del genere in Italia a essere dotato di forno crematorio in funzione dal 21 giugno 1944 al 28 aprile 1945. E’ diventato un Museo e per maggiori informazioni https://risierasansabba.it/ Per chi volesse dato che è un po’ fuori si può andare in auto e quindi lasciarla presso il Parcheggio Saba Foro Ulpiano aperto 24/24.
  • A Nord del centro, alla fine della Panoramica Via del Friuli troviamo Monumentale Faro della Vittoria, sul litorale a nord del centro, opera di Arduino Berlam del 1927 con il significato di ricordare tutti i caduti in mare.
  • Proseguiamo con il Molo Audace il nome risale al primo cacciatorpediniere italiano approdato a Trieste, la regio nave Audace il 3 novembre del 1918, è così che viene chiamato il molo che sporge nel golfo preso la Piazza Unità d’Italia.
Piazza Unità d’Italia trieste
Piazza Unita d’Italia
  • Il Civico Museo del Mare: il complesso di origine settecentesca che fu anche il lazzaretto di San Carlo quindi totalmente ristrutturato. Ora ospita un’esposizione a carattere didattico sulla storia della cantieristica e sulle tecniche di pesca. Il museo si trova nel Polo Museale – Magazzino 26 – Porto Vecchio ed è aperto dal giovedì alla domenica con ingresso che dovrebbe essere gratuito però per maggiori informazioni telefonare allo 345/7159132.
  • Ci sarebbe anche un altro Museo che secondo me meriterebbe di essere visitato, ma al momento è chiuso tuttavia dovrebbe riaprire a breve perciò ve lo segnalo ugualmente. Si tratta del Museo Ferroviario. E’ strutturato come mostra della storia dei trasporti su rotaia con alcune locomotive  che furono in servizio nella prima metà del’900 presso le ferrovie italiana e austriache, ungheresi e tedesche. Il museo si trova alla Stazione di Campo Marzio e per informazioni scrivere a [email protected]

Come arrivare a Trieste

In auto

  • A4 Torino / Trieste
  • A23 Tarvisio/Udine /Palmanova poi A4
  • SS 15 Via Flavia dal Confine di Rabuiese (Muggia)
  • SS58 dal Confine di Stato Fernetti

In Treno

  • La Stazione Centrale collega Trieste con tutte le maggiori città sia italiane che straniere

Aeroporto

  • Si trova in via Acquileia a Ronchi dei Legionari. Poi, tramite mezzi pubblici (bus o taxi), è facilmente raggiungibile Trieste.

Dove parcheggiare

Parcheggio via del Teatro Romano 16. Aperto 24 ore su 24. E’ comodo in quanto da lì ci si riesce a muovere bene per visitare tutto il visitabile o quasi.

Fate Attenzione alle ZTL.

Dove dormire

Diverse opzioni che trovate qui. Oppure provate anche su https://www.bed-and-breakfast.it/it/dintorni/trieste

Queste sono solo alcune idee poi volendo se si digita “residence Trieste” compaiono ancora altre opzioni. Io ho tenuto come “base” Trieste e mi spostavo avanti indietro.

Piazza unità d'Italia,Trieste
Piazza unità d’Italia,Trieste

Nei dintorni di Trieste: il golfo

Castello di Miramare

Sempre nel comune di Trieste nella frazione di Miramare troviamo l’omonimo castello. Su di un promontorio svetta bianchissima questa bella costruzione progettata da Junker tra il 1856 e il 1860. Fu voluta dall’arciduca Massimiliano d’Asburgo-Lorena (1832/1860) fratello del più famoso Francesco Giuseppe. Il maniero fu ricordato anche dal Carducci nella sua ode “A Miramare”. Successivamente fu abitato da Amedeo di Savoia-Aosta e rimase sotto servizio militare fino al 1954 per essere poi aperto al pubblico come museo. In chiaro stile eclettico con ampio uso di pietra d’Istria con ricco patrimonio d’arredi, dipinti e pezzi d’arte. 

Interessante anche il giardino all’italiana con 22 ettari di vegetazione. Segnalo che da domenica 3 aprile 2022 tutte le domeniche c’è l’ingresso gratuito. Per maggiori informazioni scrivere a [email protected] .

Castello di Miramare
Castello di Miramare

E proseguire con la strada del vino Terrano

Da Sistiana fino a Rupigrande e Villa Opicina si snoda un percorso d’entroterra sulle tracce del tipico vino secco sloveno noto come Terrano. Rosso, secco e doc che è ottenuto dai vigneti del Refosco, aspro e di modesta gradazione alcolica che si accompagna bene con affettati o carne e sarà questo vino il nostro comun denominatore per questa mezza giornata di passeggiata.

Salita a Sistiana verso la frazione Malchina procediamo per San Pelagio per puntare verso Gabrovizza San Primo e risalire quindi a Sgonico dove troviamo un bel campanile cinquecentesco. Sempre nel territorio di Sgnonico rientra la località Borgo Grotta Gigante nelle cui vicinanze si trova l’omonima grotta  ampia caverna carsica formatasi per sprofondamento ed erosione. Nei pressi si trova un museo speleologico. Per maggiori informazioni https://www.grottagigante.it/

La nostra visita prosegue verso Zolla che è la sede comunale di Monrupino, verso il confine di Stato, è un piccolo ma carino insediamento  con rocca che nel corso dei secoli fu castelliere preistorico quindi fortificazione romana e borgo murato in funzione anti turca. La chiesa, tra abitazioni rurali tipiche, è del primo ‘500.

Rientro poi a Villa Opicina, frazione di Trieste, famosa per essere il capolina del popolare “tram da Opicina” che è la tramvia funicolare che dal 1902 collega Trieste a Villa Opicina. Il nome della piazza ricorda colui (Oberdan) che qui venne impiccato in quanto aveva tentato di uccidere l’imperatore austriaco e il cui gesto era nato per cercare di liberare la zona che era ancora sotto il potere straniero. Poco lontano c’è l’obelisco di Opicina con un fantastico belvedere, davvero consigliato.

E anche il secondo giorno si può dire concluso.

Terzo e ultimo giorno. Partiamo alla volta di Palmanova e sul ritorno un passaggio a Muggia.

Palmanova

Palmanova è stata spesso fatta passare come “la città ideale” per via della perfetta simmetria planimetrica. La città è stata concepita come macchina da guerra , ma difensiva.

La Serenissima la costruii nel 1593 (nova dal 1807) come fortezza  stellare a nove punte per difendersi da eventuali invasioni asburgiche o turche. Anche se in realtà non fu mai usata in guerra. I baluardi sono, invece, di origine napoleonica.

Le vie convergono tutte in Piazza Grande dove spicca, fra statue settecentesche dei Provveditori Venete, la facciata del Duomo sorto fra il 1615 e il 1636 di Vincenzo Scamozzi. Da segnalare al secondo altare sinistro la pala delle Milizie di Alessandro Padovanino mentre a sinistra dell’altare si trova la Madonna lignea di Domenico Tolmezzo.

Delle tre porte urbane (a loro volta su disegno di Scamozzi) lungo le strade principali quella che indirizza a Cividale ospita il Museo Storico Militare con raccolte di uniformi e ottimo posto di osservazione su bastioni e avamposti. L’ingresso dovrebbe essere gratuito però per maggiori informazioni https://www.turismofvg.it/museo-storico-militare-di-palmanova.

Palmanova

Come arrivare a Palmanova da Trieste

In auto

  • Passare da SS 14 poi A4/E70
  • sono circa 50 minuti da Trieste

Dove parcheggiare

Segnalo il Parcheggio in via Scamozzi.

Muggia

Adesso rientriamo verso Trieste, ma facciamo una piccola deviazione e allunghiamo di poco la nostra strada e dirigiamoci verso la parte sud della città ossia Muggia. Prima di visitarla direi di trovare un angolino per mangiare oppure, chi preferisce, andar in un bar o ristorante una volta arrivati a Muggia.

Muggia

Muggia è protetta dall’insenatura che porta il suo nome. Muggia è una cittadina di antico impianto, con lunghi tratti di mura e piacevoli quartieri di sapore veneziano.

Il centro storico ci concentra intorno al Mandracchio (è la darsena che arriva fino dentro al centro abitato) presso il quale Piazza Marconi raccoglie i palazzi più importanti.

Il Municipio nonostante sia stato ricostruito più volte fino al 1934, ingloba tuttora in varie sporgenze il palazzo dei Rettori che risale al quattrocento. Si nota bene anche il leone di San Marco con il libro chiuso (nasconde la parola “pax” del motto della Serenissima e così indica chiaramente che questa è zona di confine quindi a rischio).

Il Duomo con facciata triloba, sorto nel 1263 su una chiesetta triabsidata (è la parte della chiesa , a pianta semicircolare o poligonale con cui termina la navata centrale e che contiene il coro), ma ora di aspetto gotico quattrocentesco. Degno di nota il patrimonio orafo che custodisce la chiesa come, ad esempio, l’ostensorio del quattrocento che è soprannominato “venerabile”.

Se prendiamo corso Puccini e dopo aver deviato in via Dante oltre una superstite porta di città si arriva a via della Torre che sale tra case antiche e così si giunge alla chiesa gotica di San Francesco che risale al 1411 seppur abbia subito molti restauri nel 1958.

Più in alto, in ottima posizione panoramica, nella Muggia Vecchia, possiamo ammirare la Basilica di Santa Maria Assunta , in origine romanica, ma modificata nei secoli con all’interno molti affreschi dei secoli XII e XIII.

Adesso non ci resta altro che tornare sui nostri passi e rientrare a Trieste il nostro tour è ormai terminato.

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