Brescello, il paese di Don Camillo e Peppone: viaggio tra cinema e realtà

A chi si trova in treno lungo la tratta Parma – Suzzara può capitare qualcosa di insolito, qualcosa di molto strano. Può capitare che, avvicinandosi alla stazione di Brescello, mentre siamo assorti nell’incanto del paesaggio verdeggiante che scorre a perdita d’occhio attraverso il finestrino, alle nostre spalle uno spostamento d’aria, come una folata di vento, attiri la nostra attenzione.

Ci voltiamo giusto in tempo per vedere una tonaca nera svolazzante scendere alla stazione di Brescello, splendido borgo immerso nella sconfinata Pianura Padana.

🧙‍♂️ È davvero don Camillo?

Si insinua il sospetto che si tratti proprio di lui, del famoso parroco di Brescello. Forse sta ritornando al paese da Roma, dove è stato nominato Monsignore?!

La curiosità è troppa: senza accorgercene ci ritroviamo anche noi fuori, alla stazione di Brescello. Il treno ha richiuso le sue porte dietro di noi ed è appena andato via.

Ci troviamo così in questo meraviglioso paese adagiato nella quiete della pianura, sospesi tra realtà e fantasia.

🎬 Sulle tracce dei film di Guareschi

Subito una simpatica melodia ci entra in testa ed è impossibile scacciarla: sembra il motivetto che accompagna don Camillo nel film.
Sì, proprio qui a Brescello sono stati girati i film ispirati ai racconti di Giovannino Guareschi, che hanno come protagonisti don Camillo e il sindaco Peppone, nemico–amico di sempre.

A proposito, riecco la tonaca nera che si allontana lungo viale Venturini: è già arrivata in piazza Matteotti, e c’è anche Peppone!

No, sono solo le statue che lo scultore Andrea Zangani ha realizzato per celebrare i cinquant’anni dal primo ciak, installate ai lati opposti della grande piazza a sottolineare l’eterna rivalità dei due personaggi:

  • Peppone davanti al Comune
  • Don Camillo davanti alla chiesa di Santa Maria Nascente

⛪ Il crocifisso parlante

Proprio dove adesso don Camillo sta entrando… lo seguiamo.
Si sentono delle voci provenire da una cappella sulla sinistra, eccolo uscire di nuovo di corsa: chissà con chi parlava?

Entriamo nella cappella e lì, stranamente, non c’è nessuno… tranne il crocifisso parlante, di cui don Camillo era l’unico e solo interlocutore. Proviamo a rivolgergli la parola, ma niente: con noi non parla

🏘️ Le case di Peppone e don Camillo

Usciamo così dalla chiesa e ci perdiamo tra le graziose stradine di Brescello nella speranza di trovare don Camillo.

In via Carducci, che costeggia la chiesa, riconosciamo la casa di Peppone, il balcone da cui mostrava orgoglioso il figlioletto appena nato.

Gironzolando per lo splendido borgo ritroviamo anche la casa di don Camillo, la porta a cui Peppone batteva guardingo per chiedere supporto al suo eterno nemico, che poi, al momento del bisogno, si rivelava essere il migliore dei suoi amici.

Bussiamo anche noi… ma no, don Camillo non è neanche qui.

Statua di Peppone

🪖 Il carro armato e la Casa del Popolo

Trasaliamo imbattendoci in un carro armato: è quello usato per le riprese del film, che oggi fa mostra di sé in piazza Mingori, davanti alla Casa del Popolo fatta costruire da Peppone.

In realtà si tratta dell’ex Monastero di San Benedetto, oggi sede del Museo Peppone e Don Camillo.

🔔 La campana gigantesca

Passando per via Giglioli, caratterizzata dall’incantevole chiesa della Concezione sullo sfondo, pensiamo a un’illusione ottica quando, appesa sotto un meraviglioso portico, notiamo una gigantesca campana.

Invece è proprio quella che Peppone fece costruire per i funerali di un suo “compagno” di partito, dopo il rifiuto di don Camillo di celebrarne le esequie e suonare le campane. Per ripicca, Peppone fece realizzare una campana smisurata da far suonare al passaggio del feretro.

🌊 Il ricordo dell’alluvione

Ancora alla ricerca di don Camillo, ci avviciniamo al fiume Po. Riaffiora alla nostra mente Brescello allagata dall’alluvione: la piazza sommersa, le strade trasformate in fiumi percorse dagli abitanti con le barche, e don Camillo che continua a celebrare messa nella sua chiesa con l’acqua che gli arriva alla cintola.

🌾 La cappellina della Madonna del Borghetto

Risvegliandoci dai ricordi, ci ritroviamo fuori dal centro abitato. Davanti a noi una distesa verde brillante di erba su cui risalta la Cappellina della Madonna del Borghetto.

È la cappellina che resiste ai vari tentativi di abbattimento da parte di Peppone, che al suo posto vorrebbe costruire la Casa del Popolo.

😴 Un sogno che continua a vivere

Ma all’improvviso uno scossone ci fa sobbalzare, e ci ritroviamo nel treno Parma – Suzzara: abbiamo da poco superato la stazione di Brescello…

È stato solo un sogno. Un bellissimo sogno che ci ha fatto rivivere tempi lontani, dettati dalla semplicità, dalla naturalezza, da sentimenti autentici e genuini in grado di superare ogni diversità e divergenza.

Il treno continua la sua corsa, Brescello è ormai alle nostre spalle. Peppone e don Camillo continueranno a vivere lì, in quelle magnifiche stradine racchiuse tra la stazione ferroviaria e l’imprevedibile Po, in quel territorio magico, nemici–amici per l’eternità.

👉 Per un itinerario completo con tutte le tappe dei film e la visita al museo, leggi anche: Perché visitare Brescello, il paese di Don Camillo e Peppone.

ℹ️ Informazioni utili per visitare Brescello

📍 Dove si trova

Brescello si trova in Emilia-Romagna, in provincia di Reggio Emilia, lungo la riva destra del fiume Po, al confine con la Lombardia. È immerso nella bassa pianura padana, in un territorio caratterizzato da campi, argini e piccoli borghi rurali.

🚆 Come arrivare

In treno

Brescello è servita dalla linea ferroviaria Parma – Suzzara. La stazione si trova a pochi minuti a piedi dal centro storico e dalle principali attrazioni legate a don Camillo e Peppone.

In auto

  • Da Reggio Emilia: circa 40 minuti
  • Da Parma: circa 35 minuti
    Si raggiunge facilmente tramite strade provinciali che attraversano la campagna padana.

In bicicletta

Brescello è una tappa apprezzata anche da chi percorre gli itinerari ciclabili lungo il Po, grazie agli argini percorribili e ai collegamenti con i paesi limitrofi.

🎬 Cosa vedere a Brescello (sulle tracce di don Camillo e Peppone)

  • Piazza Matteotti: cuore del paese, con le statue di don Camillo e Peppone ai lati opposti della piazza.
  • Chiesa di Santa Maria Nascente: la chiesa “di don Camillo”, con la cappella del celebre crocifisso.
  • Museo Peppone e Don Camillo (ex Monastero di San Benedetto): raccoglie cimeli originali dei film, fotografie di scena, costumi e oggetti di scena.
  • Carro armato del film in piazza Mingori: uno dei simboli più curiosi del paese.
  • Casa di Peppone e casa di don Camillo: riconoscibili passeggiando tra le vie del centro, in particolare nei dintorni di via Carducci.
  • La grande campana di Peppone in via Giglioli, sotto il portico, legata a uno degli episodi più celebri dei film.
  • Cappellina della Madonna del Borghetto, poco fuori dal centro, immersa nel verde della campagna.

🕒 Quando andare

La primavera e l’inizio dell’autunno sono i periodi ideali per visitare Brescello, quando il clima è mite e le passeggiate lungo il Po sono particolarmente piacevoli. In estate il caldo può essere intenso, ma il paese mantiene un’atmosfera tranquilla e rilassata, perfetta per una visita lenta.

🍽️ Cosa mangiare a Brescello

Nei ristoranti e nelle trattorie di Brescello si trovano molti piatti della tradizione della Bassa Reggiana, legati a una cucina semplice e sostanziosa:

  • Cappelletti in brodo di carne, immancabili nelle trattorie, soprattutto nei mesi più freddi
  • Tortelli di zucca (tipici della zona tra Reggio e Mantova), con ripieno dolce e saporito
  • Anolini o pasta ripiena simile ai cappelletti, servita in brodo nelle occasioni festive
  • Salumi tipici reggiani, in particolare culatello, coppa, pancetta e salame, spesso accompagnati da gnocco o pane casereccio
  • Parmigiano Reggiano servito in scaglie, spesso come antipasto o a fine pasto

Per i dolci vale la pena cercare la spongata di Brescello, torta della tradizione a base di pasta frolla con ripieno di miele, frutta secca, spezie e confettura, legata proprio alla storia gastronomica del paese.

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