Goa Trance in Marocco: cronaca di un’occasione perduta

La prima volta che partecipai ad un festival di musica goa trance avevo 18 anni e mi trovavo in Svizzera. Durante la festa vidi una cosa che ai rave capita raramente: la gente sorrideva, era gentile e sembrava impegnata affinché tutti si divertissero e trovassero il proprio spazio in armonia con gli altri. Un risultato non del tutto scontato nel turbinio di alcol, droghe e deliri personali che questo genere di eventi immancabilmente evoca.

Goa Party - Svizzera

Le origini della musica Goa: dall’India agli anni Novanta

La musica Goa Trance nasce nell’omonimo stato indiano. A partire dagli anni Sessanta, hippie e viaggiatori da tutto il mondo si radunarono sotto la luna per ballare, praticare yoga e sperimentare nuove forme di convivenza. Questa ricerca generò un suono unico: una fusione tra cultura psichedelica, suoni ancestrali e, dagli anni Novanta in poi, la nascente musica elettronica tedesca.

È in questo contesto che si è formato lo spirito del “goano”: una persona che cerca nel battito incessante della musica una forma di meditazione collettiva. Come accade per la comunità di Auroville (di cui ho parlato in questo blog), anche la scena Goa cerca di costruire un’utopia temporanea, un luogo dove la gerarchia sociale scompare in favore di un’armonia universale tra i partecipanti e la natura circostante.

Le origini della musica Goa Trance

La musica goa trance ha le sue origini nello stato del Goa, in India. Qui, a partire dagli anni Sessante, hippie e fricchettoni provenienti da Europa e America si sono accumulati sotto lo sguardo sbigottito di indiani e discendenti dei coloni portoghesi per ballare sotto la luna, praticare yoga e meditazione, sperimentare droghe psichedeliche e attuare nuove forme di convivenza. Al tempo stesso generarono una ricerca musicale che includeva sia la cultura psichedelica che i suoni ancestrali della tradizione, e al tempo stesso apriva le porte alla musica elettronica che avrebbe fatto il suo ingresso in India a partire dagli anni Novanta.

Spiaggia a Goa - India

Proprio negli anni Novanta nasce la trance elettronica in Germania, e da allora sottogeneri e commistioni si sono propagate in tutto il mondo dando vita a festival ed eventi di rilevanza internazionale. In molti ambienti, però, le feste sono ancora chiamate goa party e i folli che si imbarcano per centinaia o migliaia di chilometri, vestiti spesso con colori sgargianti, pantaloni thai, felpe con lunghi cappucci appuntiti e mille accessori fosforescenti, sono ancora detti – almeno in Svizzera – goani.

Il Land Festival in Marocco: un sogno spezzato dall’ignoranza

Questo “esercito di sorrisi” si sarebbe dovuto radunare il 13 agosto in Marocco per il Land Festival, su una spiaggia a pochi chilometri da Essaouira. Il programma era ambizioso: quattro giorni tra musica, artigianato locale, cucina tradizionale e il paesaggio sahariano.

Tarik Hkim, responsabile del progetto, aveva lavorato per un anno ai permessi, coinvolgendo cooperative locali e pulendo le spiagge. Eppure, il festival è stato cancellato. Il motivo? Un articolo su un sito locale che equiparava l’evento a foschi riti satanici, dipingendo i partecipanti come una legione di tossici dediti a pratiche turpi. La polizia, temendo di non poter garantire la sicurezza a causa dell’allarme sociale creato, ha impedito l’inizio del festival all’ultimo momento.

L’accusa di satanismo e il ruolo della disinformazione

Il caso del Land Festival è emblematico di come l’ignoranza possa distruggere un’opportunità economica e culturale. In una regione povera, l’arrivo di migliaia di turisti occidentali sarebbe stato un volano incredibile. Invece, il pregiudizio ha vinto.

La cultura Goa, che per sua natura è pacifica e inclusiva — come vidi anni fa durante il mio primo festival in Svizzera, dove la gente meditava al sorgere del sole — è stata scambiata per il suo esatto opposto. Questo accade perché il linguaggio della “trance” è spesso irriducibile alle parole della cultura tradizionale, creando un vuoto che viene riempito dalla paura dell’ignoto.

La scena Trance oggi: tra autenticità e commercializzazione

Oggi la scena Goa Trance sta vivendo una fase di transizione. In Europa, e specialmente in Svizzera, si assiste a una progressiva commercializzazione: i grandi eventi tendono ad aprirsi ad altri stili per ragioni economiche, mentre i “puri e duri” si rifugiano in piccole feste di nicchia.

In Marocco, invece, il mercato è ancora giovane e pieno di energia pura. Nonostante l’amarezza per il rimborso dei biglietti e lo smantellamento del palco a bordo piscina a Sidi Kaouki, gli organizzatori non si arrendono. Il Land Festival ha dimostrato che, anche quando la festa viene vietata, lo spirito della comunità non muore: artisti e partecipanti sono rimasti uniti, trasformando una villa privata in un improvvisato palco di resistenza culturale.

Conclusione: un ponte tra culture ancora da costruire

Auroville e i Goa Party, pur essendo realtà diverse, condividono la stessa tensione evolutiva verso un modello di vita differente. Il fallimento del Land Festival per motivi ideologici ci ricorda quanto lavoro ci sia ancora da fare per costruire ponti tra Oriente e Occidente, tra tradizione e avanguardia.

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