Se stai cercando un borgo panoramico immerso tra i vigneti della Valpolicella e a due passi da Verona e dal Lago di Garda, San Giorgio di Valpolicella è una tappa imperdibile. Frazione del comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella, questo paesino di meno di 300 abitanti dal 2015 rientra tra i Borghi più belli d’Italia.
Arroccato su una propaggine del monte Pastello, San Giorgio offre panorami mozzafiato, una storia millenaria e ottima cucina tipica. Ecco tutto quello che devi sapere per organizzare la tua visita.
Indice

Come arrivare e dove parcheggiare a San Giorgio
Per raggiungere il borgo si percorre una strada panoramica ma tortuosa.
- Il consiglio pratico: Lascia l’auto nel comodo parcheggio gratuito all’ingresso del paese. Le vie del centro sono molto strette e strette manovre rischiano di rovinarti la gita.
- La salita a piedi: Dal parcheggio, l’ultimo tratto a piedi ti permetterà di addentrarti tra vicoli in pietra, fioriere, ulivi e scorci mozzafiato che spaziano dalle colline coltivate fino all’azzurro del Lago di Garda nelle giornate limpide.
Perché si chiama “San Giorgio Ingannapoltron”? Il soprannome popolare si deve proprio alla salita: tortuosa e apparentemente infinita, “inganna il pigro” (poltron) che crede di poter raggiungere la vetta senza fatica!
La Pieve di San Giorgio: un gioiello protoromanico raro in Italia
Cuore pulsante della piazza principale è la splendida Pieve di San Giorgio, risalente alla seconda metà dell’XI secolo.
Costruttivamente è un’opera rarissima: presenta infatti una pianta ad absidi contrapposte (tre a est e una a ovest), una soluzione architettonica che in Italia si trova soltanto in altre quattro chiese (tra cui San Piero a Pisa e Sant’Antonino a Piacenza).
Cosa vedere all’interno della Pieve:
- Il Chiostro: Un’oasi di pace con giardino, pozzo centrale e colonnine dai capitelli tutti diversi tra loro.
- Il Ciborio (VIII-IX secolo): Un capolavoro di scultura altomedievale situato dietro l’altare maggiore, decorato a bassorilievo con pesci, colombe, grappoli d’uva e pavoni.
- Gli Affreschi: Dipinti murali del XIII e XIV secolo che arricchiscono le pareti interne.

L’interno della Pieve in dettaglio
La chiesa, dedicata proprio a San Giorgio, mostra una pianta longitudinale ad absidi contrapposte, con tre catini ad est ed uno solo ad ovest. Una simile soluzione costruttiva, realizzata in modo unitario, è davvero rara nella penisola italiana, e si può vedere soltanto in altre quattro chiese: quella di Sant’Antonino a Piacenza, di San Pietro al Monte presso Civate, di San Gavino a Porto Torres e di San Piero a Pisa.
L’edificio esibisce i caratteri tipici del linguaggio protoromanico veronese, e può essere fatto risalire alla seconda metà dell’XI secolo. Al suo interno, tuttavia, vi compaiono anche opere d’arte più antiche, databili sia all’epoca romana che al tempo barbarico. Tra queste ultime, non si può non rimanere colpiti dal ciborio dietro l’altare maggiore, un manufatto scultoreo di VIII-IX secolo decorato su ogni lato a bassorilievo con colombe, grappoli d’uva, croci, pesci, pavoni. Ad accentuare lo splendore della pieve, molte pareti si presentano coperte di affreschi eseguiti tra il XIII e il XIV secolo.
Merita di essere esplorato anche il chiostro, col bel giardino, il pozzo e le ali sorrette da colonnine con capitelli di varia foggia.
Curioso è il nome con cui viene ricordato il sito religioso nella tradizione popolare, San Giorgio Ingannapoltron, forse un riferimento scherzoso alla strada in salita che porta al borgo, che, a dispetto delle apparenze, col suo svolgersi in modo tortuoso ingannerebbe la persona pigra che giudicasse raggiungibile con facilità la cima del monte Pastello.

Cosa fare nei dintorni: Trekking, Bici ed Enogastronomia
Dove dormire: Per chi desidera fermarsi per il weekend, nei pressi del borgo e a valle sono presenti diversi hotel e B&B immersi nella quiete della natura.
Sport ed Escursioni: Per gli amanti dell’attività all’aria aperta, dal borgo partono diversi percorsi da trekking e itinerari per bici da corsa e MTB, con lunghezze e difficoltà differenti.
Dove mangiare e cosa degustare: Il modo migliore per concludere la visita è fermarsi in una delle tradizionali osterie del borgo per degustare i vini celebri nel mondo come l’Amarone e il Valpolicella Ripasso, accompagnati dai piatti della tradizione veronese.
Ho due lauree in storia dell’arte, la passione del viaggio e tanta curiosità, così spesso unisco le tre cose. A queste, poi, si aggiunge la voglia di raccontare. Vivo a Verona, ma mi piace avventurarmi alla scoperta del mondo e, in particolare, dell’Italia.

