L’idea di progettare un viaggio Kyrgyzstan è arrivata per caso, o forse no. E’ più probabile che fosse in qualche nostro luogo dell’anima e che aspettasse solo di essere evocato. Ancor prima del viaggio in Laos, Natale 2025, in una serata invernale, navigando sulla rete, ho pronunciato la domanda: “Dove vogliamo andare la prossima estate?”.
Prima di esprimere un desiderio, chiediamo a Skyscanner di indicarci quali sono le mete economicamente per noi sostenibili. Fra le ipotesi che ci propone, voli Bologna-Bishkek a 350 euro. Il rilancio è stato: “Mi piacerebbe molto andare in Kyrgyzstan; ho visto immagini stupende: valli, altopiani, vita nomade. Dopo oltre 10 anni dal nostro viaggio in Mongolia, potrebbe essere un’esperienza simile da provare.”
Da lì a poco ho acquistato i biglietti (che sono poi saliti anche 700 euro a persona) e iniziato a pianificare il viaggio.
Nominare questo stato non è semplice, né tanto meno collocarlo in una mappa. Quando le persone che conosco chiedevano la mia meta di viaggio estivo faticavano a collocarlo ed io generalmente lo affidavo ad un generico in ’”Asia Centrale” “. La seconda domanda che mi sono sentita porre è stata, cosa ci andassi a fare. In effetti non è ancora una meta considerata (in tutto il viaggio ho incontrato due italiani; in coda al supermercato). Nei social, nei gruppi dedicati, molto raramente ho letto di italiani; alcune recenti testimonianze le ho trovate su Instagram.
La risposta che io davo è più o meno quella di sempre: io sono attratta dall’Asia, dalle sue contraddizioni ed i suoi paesaggi. L’Asia centrale però è qualcosa di diverso rispetto ai paesi più ad oriente. Sei sulla via della seta, vivi tra due culture tra due, o più continenti; i paesaggi e la vita nomade hanno un ruolo determinante nel viaggio. Ci sono paesi, come l’Uzbekistan (viaggio del 2018) che hanno una spiccata ispirazione artistica-storica e monumentale ed hanno subito una forte trasformazione, per via del turismo. Altri come il Kyrgyzstan che ancora si preservano, che non fanno parte delle mappe del turismo di massa.
Indice
- Quando andare in Kyrgyzstan
- Come arrivare e informazioni pratiche
- Come spostarsi in Kyrgyzstan: strade e driver privato
- Dove dormire: guesthouse, case private e yurte
- Altitudine e acclimatamento
- Cosa mettere in valigia: abbigliamento consigliato
- Cucina kirghiza e cosa mangiare
- Costi del viaggio, cambio valuta e pagamenti
- Cosa aspettarsi da un viaggio in Kyrgyzstan
- Itinerario di viaggio di 12 giorni
Quando andare in Kyrgyzstan
Tarda primavera, estate e primo autunno. Il clima in inverno è molto rigido, le strade possono risultare impraticabili, c’è molta neve. Le stesse famiglie nomadi si ritirano dalle valli più rigide.
Come arrivare e informazioni pratiche
Aereo
Non esiste un volo diretto; si arriva via Istanbul. Le compagnie sono molteplici:
Hanno orari simili e tratte identiche (cambia solo l’aeroporto di scalo a Istanbul). Il mio consiglio è di verificare semplicemente il costo più vantaggioso.
Noi abbiamo volato con Pegasus e ci siamo trovati bene. Il volo di andata ha avuto un problema a causa dell’aeroporto di arrivo: è stato riprogrammato; ci hanno offerto il pernottamento e la colazione oltre che il bus ed assistenza per uscire dall’aereoporto.
Visto
Non occorre nessun visto dall’ambasciata o online. In dogana, per chi ha passaporto italiano, viene fatto il semplice controllo del documento ed il timbro di ingresso ed uscita: vale 30 giorni.
Non ci hanno chiesto né il biglietto di ritorno né l’hotel di pernottamento. Verificare le notizie sempre prima delle partenza in https://www.viaggiaresicuri.it/home e registrate gli spostamenti.
Lingua
La lingua inglese L2 è poco diffusa. Tutti chiedono se parli russo; la loro seconda lingua ufficiale. Pertanto è di uso comune usare il traduttore con app di google. Risulta necessario avere una connessione affidabile anche per il bisogno di comunicare
Connessione e rete 4G
La rete non è sempre disponibile, soprattutto nelle zone più isolate. A volte le guesthouse offrono a pagamento il wi-fi ma non sempre funziona. Il mio consiglio è partire con una esim internazionale magari per i primi 2-3 giorni, poi farne una affidabile consigliata dai locali che possa coprire le zone più remote.
Il costo di una locale con dati illimitati si aggira sui 5 euro, per un mese.
Salute e assicurazione
Il consiglio è di partire con tutte le medicine necessarie e di massima per un viaggio. Le farmacie sono sulle strade di città e paesi principali: cosa vendano e quanto i prodotti siano equiparabili alle medicine occidentali, però non lo so.
Rarissimi i presidi medici, l’assistenza sanitaria non è equiparabile ai nostri standard. Raccomandata un’assicurazione sanitaria. Noi abbiamo stipulato con sconto Non Solo Turisti Heymondo.
Come spostarsi in Kyrgyzstan: strade e driver privato
Le strade ci sono, ma sono spesso in pessimo stato. Fuori dalla città di Biskek e per la maggior parte dei percorsi, la strada è uno sterrato (a volte si alterna con asfalto ma di non ottima qualità). Ci sono passi che noi non abbiamo potuto percorrere causa neve (il nostro viaggio è stato a luglio).
Il mio consiglio è di non affittare una macchina (che deve comunque essere un 4×4); piuttosto un driver con guida esperta e fuoristrada attrezzato. Ho visto diversi turisti fermi a cambiare gomme, o per avarie. Sinceramente seppur il prezzo sia indubbiamente più alto, il servizio e l’esperienza che queste persone mettono in campo, possono agevolare di molto un viaggio che di per sé può risultare non troppo confortevole. Abbiamo percorso circa 1700 km in 11 giorni. Alcune tratte necessarie sono risultate molto lunghe.
Noi ci siamo affidati al servizio di Illyaz travel agency visit naryn нарын reviews https://www.facebook.com/visitnaryn/
Illyaz è stato disponibile e professionale. Ci ha aiutato a progettare il nostro viaggio ed il suo itinerario. Ha programmato dove avremmo dormito chiedendoci di non prenotare con le App che generalmente si usano per gli alloggi. Ci ha fatto pervenire i due border pass necessari per avvicinarci a Cina e Kazakistan (costo 35 $ a persona) , prima del nostro viaggio (ho inviato a lui il costo con un money transfer). L’interazione è stata sempre efficace e veloce via whatsapp. Dieci giorni prima della partenza purtroppo lui ha avuto un problema alla jeep che non gli ha consentito di essere il nostro driver e ci ha affidato ad un suo collaboratore, Nurbek. L’esperienza con lui è stata eccellente: non solo si è rivelato un ottimo ed affidabile driver; l’aspetto umano, i suoi amici e la sua famiglia sono stati un valore aggiunto che non dimenticheremo mai.
Per qualsiasi informazione (contatti diretti ed info) su questi accompagnatori potete scrivermi: vi risponderò in privato dando i loro contatti.

Dove dormire: guesthouse, case private e yurte
Noi abbiamo per 3 notti beneficiato della commovente ospitalità kirghiza: parenti ed amici del nostro driver non si sono risparmiati nel volerci ospitare e su questo aspetto tratterò in post dedicati al racconto, anche umano di questo viaggio. Case private, guest house e yurte nei luoghi maggiormente isolati sono state le nostre dimore. Il costo varia da un minimo di 10 ad un massimo di 20 a persona. I servizi possono essere in camera o comuni.
Nelle yurte (così come nelle Gher in Mongolia), non c’è bagno né servizi di acqua corrente. Ci sono bagni comuni esterni che, per la maggior parte, sono su una fossa comune. In questa tipologia di alloggi spesso non c’è l’uso della doccia. Pertanto, in questi casi, occorre organizzarsi in modo un pò spartano per l’igiene personale (salviette umidificate, eventualmente un catino, bottiglie di plastica con acqua. amuchina in gel). Necessario portare il sacco a pelo per dormire. Nelle yurte di notte fa freddo; la stufa viene accesa e alimentata con sterco essiccato e fino a quando funziona l’ambiente può essere molto caldo.
Sebbene di giorno la temperatura può arrivare anche sui 30 gradi, è ventilato (l’altitudine è elevata); di notte l’escursione è notevole.

Altitudine e acclimatamento
Come accennavo si viaggia mediamente ben oltre i 1500 m e si raggiungono anche i 3500. Chi, come noi, non è abituato fatica; la fatica che si immagina non è come quella che si percepisce quando si sta lì. Si cammina pochi metri e ci si sente stanchi, il cuore batte forte come se si corresse. Un fastidio che ho provato oltre i 2800 era nel naso: continuamente sentivo il bisogno di soffiare ed avrei avuto bisogno di piccoli lavaggi nasali. Solo un fastidio, ma comunque impatta in un respirazione già un pò affaticata dalla spossatezza.
Sebbene fossi allenata, quando in cammino, a volte ho dovuto ridimensionare gli obiettivi: tempi più dilatati, accorciare i percorsi, fermarsi. Tutte cose che leggi ma quando sei lì un po’ ti stupisci, fai i conti con un senso del limite che non avevi fino in fondo preventivato.
Cosa mettere in valigia: abbigliamento consigliato
Occorre una valigia/zaino oculata e eterogenea. Nella capitale ci sono stati anche 42 gradi ed il caldo, seppur secco, era insopportabile. Allontanandoci, e salendo di quota, la temperatura era gradevole per la maggior parte, ma in alta quota, anche di giorno si può sentire anche molto freddo o incontrare pioggia.
Pertanto dalla maglia termica (che può essere utile anche di notte), alla giacca a vento, micro pile, abbigliamento tecnico e almeno 2 paia di scarpe da trekking perchè è facile che si bagnino ed occorre un ricambio. Anche un paio di sandali da trekking può essere un’idea utile per brevi e facili passeggiate. Pantaloni ed abbigliamento tecnico che facilmente si asciuga. Consiglio anche, t-shirt maniche corte ed eventualmente anche lunghe per vestirsi a strati.
Cucina kirghiza e cosa mangiare
Abbiamo mangiato bene secondo il nostro gusto: variegata e sensibile ha diverse influenze; la cucina può risultare speziata ma senza eccessi. Particolarmente sensibile all’uso di carne, complice i tanti bovini e cavalli al pascolo, non ha maiale, vista la spiccata componente della popolazione musulmana. Noodles, riso, stufati di carne, pane fritto ed al forno, porridge, latte fermentato, uova, miele, marmellate di frutti di bosco e the/infusi (che sostituisce l’acqua al pasto) sono fra i piatti presenti a tavola, in modo più o meno indifferente.
Un pasto costa mediamente 5 euro. Nei supermercati e grande distribuzione nelle città, si trovano senza problemi frutta e verdura; panini confezionati e caffè caldo.

Costi del viaggio, cambio valuta e pagamenti
Non ho avuto esperienza di prelievo. Ho portato del contante che ho cambiato il primo giorno. Per spese extra + dormire e mangiare, ho speso circa 350 euro a persona per 12 giorni.
Nei supermercati ed in alcuni ristoranti (nella capitale) ho pagato con la carta. Ho notato che i locali pagavano inquadrando un qr code ed un app simile ad Alipay. Non ho approfondito ma immagino che cercando informazioni, chi vuole, possa trovare indicazioni. Sconsiglio di pensare che nelle guesthouse o yurte si possa pagare con questo mezzo, dunque dotati di contante locale.
La mancia non è una pratica diffusa. A parte qualche centesimo che non ho voluto di resto, l’unica mancia che ho lasciato è stata, come faccio sempre, quella per il driver, la sua famiglia ed il suo servizio.
Cosa aspettarsi da un viaggio in Kyrgyzstan
Ecco cosa aspettarsi da un viaggio in Kyrgyzstan:
- Paesaggi maestosi, a perdita d’occhio.
- Paesaggi ancora puri dal contatto invadente e dell’uomo.
- Ospitalità, accoglienza e sicurezza.
Sebbene nelle zone montane maggiormente turistiche si stiano costruendo alcune strutture anche gradevoli, da un punto di vista ecologico, per la maggior parte dei casi il rapporto uomo-animali-ambiente è tra i più autentici che io abbia potuto osservare durante i miei viaggi. L’uomo, i suoi pascoli, la yurta, la sua famiglia, vivono in una relazione che a volte ha dei tratti commoventi e che in pochi altri luoghi ho percepito così in armonia.
Fa eccezione la zona con lago che ha concluso il nostro viaggio, fra le più turistiche e cementificate. Ed anche su questo aspetto, come su altri, spiegherò scrivendo del nostro viaggio nel dettaglio.

Itinerario di viaggio di 12 giorni
Questo il nostro itinerario di viaggio: un piccolo anticipo prima di altri post che racconteranno le tappe più significative ma, soprattutto, l’aspetto emotivo ed umano, che abbiamo potuto coltivare e percepire nei nostri 12 giorni in Kyrgyzstan. A questo link l’itinerario con foto.
Insegnante di professione, turista per passione, fotografa per diletto. Amo sognare e progettare i miei viaggi come un modo per conoscere e scoprire me stessa. Parecchi i viaggi fatti, molti di più quelli ancora da fare e da raccontare.

