Il secondo giorno a Genova inizia con una colazione tipica: cappuccino e focaccia. Quello che potrebbe sembrare una “proposta indecente” in realtà è una piacevole sorpresa: il salato della focaccia viene neutralizzato dal dolce del cappuccio, una combinazione tutt’altro che amarognola come in molti potrebbero pensare. Non la mia colazione preferita, ma nemmeno la peggiore.

Per rimanere in tema di focaccia, subito dopo colazione visitiamo il laboratorio Focaccia Genovese, una vera e propria scuola per aspiranti “focaccieri” in cui vengono insegnate le tecniche necessarie per la realizzazione della focaccia.

E’  anche il giorno degli esami, in cui gli alunni iscritti al corso verranno messi alla prova per capire se sono in grado o meno di poter lavorare in un panificio.

Anche noi bloggers diventiamo per un giorno focaccieri:

Genova è anche il porto antico: una passeggiata sul lungo mare è un modo per rilassarsi, specialmente in una giornata di sole primaverile come quella in cui ci troviamo. E’ un luogo molto frequentato, sopratutto nel fine settimana, quando c’è il rischio di essere circondati da migliaia di persone.

Una visita al sommergibile “Nazario Sauro” è consigliata a tutti, grandi e piccoli: entrando nel sottomarino e attraversandone i vari compartimenti, ci si rende conto delle condizioni alle quali i marinai erano sottoposti durante le missioni in mare. Tutto è ridotto: bagni, cuccette, mensa. C’è poco spazio per muoversi quando il sommergibile è vuoto, figuriamoci quando l’equipaggiamento è al completo.

Eataly è uno stop d’obbligo durante la visita al porto antico, non solo per la vasta scelta di prodotti alimentari di qualità che si posso trovare in questo “negozio”, ma anche e sopratutto per la bellissima vista che sia ha del porto e della città attraverso le enormi vetrate dell’edificio.

A Genova i ristoranti che offrono una cucina regionale e di qualità non mancano: Il Rosmarino è uno di questi. Frequentato sia da Genovesi che da turisti, molti dei quali stranieri, offre piatti tipici e di alta qualità. Assaggio per la prima volta il Morone (pesce) servito in una arbanella: squisito e vivamente consigliato.

 

Camminare per le strade della città è in assoluto il modo migliore per capire le usanze dei genovesi, ma non solo: è nei caruggi che si trovano botteghe centenarie, gestite dalle stesse famiglie da generazioni.

Piccoli negozi ormai scomparsi in molte città italiane, eppure ancora operativi a Genova. C’è addirittura una piccola coda di persone davanti alla saracinesca di uno di questi, in attesa dell’apertura pomeridiana. Quando chiedo ad una delle signore, pazientemente in fila, quale fosse il motivo della sua visita, mi dice che spezie di qualità come quelle vendute nella bottega non si trovano da nessun’altra parte in città.

Il punto panoramico della città, molto frequentato da coloro in cerca di pace e tranquillità, è alla Salita della Torretta, che può essere raggiunto sia a piedi che con un’ascensore pubblica, risalente addirittura agli inizi del 900.

E quale luogo migliore per una cena tranquilla tra amici se non in una eno-libreria? Nouvelle Vague: più che un ristorante-enoteca si ha come la sensazione di trovarsi  in un circolo privato, frequentato da intelletuali e studiosi. Situata in in un seminterrato, la sala principale è circondata da scaffali pieni di libri, con volte in mattoncini rossi. Un’atmosfera rilassata e un piacevole luogo in cui concludere un’altra bellissima giornata trascorsa a Genova.

Serve la ricetta per fare la vera focaccia genovese? Seguite i consigli del Laboratorio Focaccia Genovese

A proposito dell'autore

Marco

Viaggiatore per il mondo con oltre 100 nazioni visitate nei 5 continenti. La passione per i viaggi è accompagnata da quella per la fotografia. Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com

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1 risposta

  1. Gianluca Vecchi

    Bel post e belle foto… Io sono un appassionato delle colazioni inglesi (uova, bacon, fagioli, ecc.) quindi non mi scandalizzo della focaccia col cappuccino. In più qui in Emilia è molto comune questo tipo di colazione, con la nostra “focaccia” che da noi si chiama “stria” o “gnocco”. Io ho mangiato anche la pizza col cappuccino, ed è una cosa che ha sorpreso tutti quelli a cui lo ho raccontato… Interessante la eno-libreria! Ciao e complimenti.

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