Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, è una delle più antiche località pugliesi: le sue origini risalgono infatti al 1400 A.C.

Da molti anni la cittadina si fregia dell’appellativo di “città d’arte terra di gastronomia” per le tante testimonianze della sua storia millenaria e per la cucina tipica, apprezzata e riconosciuta in tutta Italia tanto da essere unanimamente riconosciuta come capitale della gastronomia pugliese. E’ infatti sin dai tempi dell’ Unità d’Italia che Ceglie viene visitata per la sua cucina: all’epoca contava già 12.000 abitanti, più di Brindisi, e ben 96  trattorie e cantine (osterie).

Il 20 agosto, grazie alla partecipazione al Ceglie Food Campho avuto modo di apprezzarne di persona le antiche tradizioni culinarie locali e le bellezze storico-culturali della zona: ogni angolo di questa deliziosa cittadina, circondata da mura antichissime e protetta dalle specchie, tipiche costruzioni dei Messapi (civiltà fondatrice della città) che servivano da torrette d’avvistamento, è permeato di storia.

Ne sono esempio Piazza del Plebiscito, antica sede di mercato, e il Castello Ducale, simbolo della città, di cui alcune parti risalgono a più di mille anni fa. Il castello è un must-see sia per gli esterni che per gli interni: il fascino imponente delle torri, che ancora conservano un sapore medievale, è addolcito dalla bellezza degli affreschi della Sala del Consiglio, risalenti al 1500.

Non mancano i famosissimi trulli, molto diffusi nella campagna attorno a Ceglie: alcuni di questi sono stati trasformati in hotel e guest houses, per un soggiorno ed un’esperienza particolari.

Altri palazzi storici di Ceglie che meritano assolutamente una visita sono Palazzo Principalli e Palazzo Allegretti. Il primo ospita magnifici dipinti settecenteschi, mentre il secondo, risalente al 1700 e ricostruito in stile Neoclassico nel 1870 in pietra locale, ospita la pinacoteca Emilio Notte, così denominata in onore del pittore cegliese, famoso esponente dei futuristi.

Da ammirare in tema di arte religiosa il barocchetto leccese della Chiesa di San Domenico e il suggestivo gotico della Chiesa della Madonna della Grotta, risalente al IX secolo d.C. e purtroppo in stato di abbandono.

Il modo migliore di visitare Ceglie è a piedi (il famoso trekking urbano): per i vicoli e le stradine del centro storico ci si può perdere per ore, scoprendo locali, forni e negozi magari non indicati nelle guide turistiche. Fermatevi per un aperitivo in un’osteria o bar di Piazza del Plebiscito per esempio, oppure soffermatevi a parlare con il fornaio, mentre acquistate i famosi taralli: scoprirete una Ceglie nuova, diversa, dove il tempo pare essersi fermato.

Oltre che con gli occhi Ceglie va scoperta con il palato. Fucina della tradizionale abilità culinaria della cittadina non sono ristoranti famosi con nomi imponenti e un aspetto elegante, ma bensì piccole cucine di trattorie ed osterie dall’aspetto famigliare, dove si viene sempre accolti con un sorriso.

Tra questi vale sicuramente la pena menzionare l’arrosteria Borgo Antico, primo ristorante ad avere aperto nel centro storico di Ceglie: cucina tipica cegliese con un riguardo alle carni arrosto. Nelle sere d’estate si mangia all’aperto, ai bordi delle stradine adiacenti il locale: un’atmosfera rilassata, piacevole ed una cucina di ottima qualità a prezzi contenuti.

Per coloro che sono alla ricerca di qualcosa di più sofisticato ed elegante, il ristorante Botrus è un’ottima alternativa: piatti curati nei minimi particolari senza però rinunciare alla qualità dei cibi proposti, molti dei quali tipici di Ceglie.

Tra i piatti tipici più tradizionali da assaggiare da non perdere assolutamente il biscottino cegliese: un biscotto a base di mandorle tostate (rigorosamente pugliesi) ricoperto di glassa. Gli amanti del formaggio ameranno la cacioricotta: formaggio tenero, tipicamente estivo, fatto con latte di capra e di pecora e venduto in formelle.

Da provare come antipasto le friselle: pane tipico da bruschetta immerso nell’acqua, poi cosparso d’olio extravergine (ovviamente locale) e condito con verdure fresche a scelta, magari con i pomodorini locali: i pummidori di pennula, pomodori raccolti ancora verdi e uniti a “pennula”, cioè a mezzo spago.

Uscendo di poco dal centro storico di Ceglie si incontrano le masserie, ovvero ristoranti/trattorie dove vengono serviti prodotti locali e quindi a Km zero. Durante il nostro viaggio, pranziamo alla Masseria Montedoro e per “merenda” al Ristorante Tre Trulli dove apprendiamo i segreti delle preparazioni dolciarie con il pastry chef Giovanni Bellanova.

Ceglie è inoltre un’ottima base per visitare le località più conosciute della zona: Alberobello per esempio si trova a pochissimi chilometri di distanza, così come la bellissima Ostuni.

E per concludere, il video girato durante il nostro viaggio a Ceglie:

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A proposito dell'autore

Marco

Viaggiatore per il mondo con oltre 100 nazioni visitate nei 5 continenti. La passione per i viaggi è accompagnata da quella per la fotografia. Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com

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