Oggi vi racconterò di un’esperienza educativa alquanto insolita e che ha per protagonista niente meno che un asino! Anzi… tre asine: Cantoira (che ha un posto speciale), Giusy e Nina.

Sì, chiaramente prima di essere blogger e viaggiatrice e lavoratrice e chissà cos’altro, sono genitore! Va da sé che qualsiasi attività e istante della mia giornata e della mia vita, non prescinde mai da quello che è il ruolo principale e più appagante della mia vita: l’essere mamma!

E così, complici una proposta insolita capitata un po’ per caso, quella di un trekking a passo d’asino nelle campagne piemontesi, un po’ di scetticismo da parte mia e un entusiasmo non comune da parte di mia figlia al solo sentirne parlare….ed eccoci qui per un weekend alla scoperta di un territorio a misura d’uomo, di una campagna rilassante e serena e di compagni d’avventura d’eccezione.

In primis Valentina e Domenico che sono stati davvero fantastici, poi Lisa, la nostra accompagnatrice e subito dopo, at last but not least, come si suol dire, le asine Cantoira, Giusy e Nina.

Ci siamo avvicinati a realtà del territorio come l’Azienda Agricola La Piemontesina che offre questi trekking così alternativi e insoliti, al territorio, alle persone,… e poi gli incontri, i frutti della terra, le idee per valorizzarla, gli animali,… tutto riassunto in un mix che investe tutti i nostri sensi in questo viaggio con le asine!

Lo sapevate che il latte d’asina ha un gusto così particolare e una consistenza così diversa da quella cui siamo abituati e che è perfetto per la produzione di cosmetici?

Nel primo Agriasilo del Piemonte i bimbi possono vivere un’esperienza di campagna a loro misura e a contatto con la natura.

La paziente Lisa che ha addestrato le asine per il contatto con i bimbi e per le uscite e accompagna il trekking prendendosi cura degli animali.

Giò, un personaggio simpatico e disponibile che conduce l’Azienda Agricola Biologica A casa di Giò. Scruta con occhio sapiente il territorio, di corte in corte alla ricerca di alberi e specie di frutta “di una volta” oggi dimenticate.

Coglie i rametti per i suoi innesti e li porta a casa raccontandoci con passione infinita dei suoi frutteti.

Poi la sua oasi naturalistica, i laghetti con le specie ittiche che alleva, le tipologie di frutta perdute che tenta con tenacia e passione di riportare in vita, e poi le sue api… 

…e le sue graziosissime camere nell’agriturismo che abbiamo notevolmente apprezzato.

La Dora che ci ha rinfrescati e rigenerati, col suo colore così particolare e diverso dal Po e dalle altre acque fluviali della zona, acque che i locali identificano immediatamente anche nei rivoli più piccoli.

Del ristorante Le Campagnette dove abbiamo cenato a base di prodotti tipici locali.

Poi gli splendidi mulini: uno ormai in disuso, teatro di mille guerriglie e scorribande e dal suo microclima fresco e ombroso dove è così piacevole rilassarsi.

L’altro, il Mulino Grosso ancora in funzione, tutto in legno seppur con qualche innovazione.

E quanta acqua intorno tra rogge, canali e fiumi che la sola visione rinfrescava dalla calura della giornata.

E poi vi racconterò di come mia figlia mi ha stupito a passeggio in questo territorio così vicino ad una grande città come Torino e per tanti aspetti così lontano dal web.

Dialogo spesso con lei, l’educazione è un argomento che mi sta molto a cuore e per il quale io e mio marito ci spendiamo molto. So generalmente cosa pensa (giusto perchè ha solo 11 anni!) e cosa le piace, e non le abbiamo mai lesinato esperienze formative, per quanto forti e insolite perchè riteniamo che ogni circostanza, opportunamente mediata da noi genitori, possa essere occasione di crescita.

Bè… dovete sapere che abbiamo “scoperto” che non si deve necessariamente prendere un aereo e andare dall’altra parte del mondo (per quanto sempre meraviglioso!), per garantire esperienze di crescita ad un figlio.

In questo caso un semplice asino ha mediato un’infinità di fattori.

Un contatto con la natura difficilmente raggiungibile, anche per noi che viviamo in campagna.

L’imparare a rapportarsi ad un animale così grande, la pazienza quando non ubbidiva, il senso del comando, come quello dell’addestramento.

La cura degli animali, anche quando si è stanchi dal trekking, che non può mai essere abbandonata… come è facile trasformare questo aspetto in senso di responsabilità!

E poi fattori più leggeri: il carico che deve essere bilanciato, la storia dei luoghi e le curiosità sugli asini, o il prendere atto di quanto pesa la quantità d’acqua necessaria ad un trekking di sei persone per due soli giorni! … ma siamo sicuri che prendere coscienza del consumo d’acqua e dell’ambiente siano poi fattori così leggeri?

L’elenco è ridotto e parziale e non può rendere l’idea. Posso solo consigliare caldamente, a tutti i genitori, di prendere in considerazione questa esperienza, magari sbirciando altre foto. Se ha convinto me così scettica in partenza…

E per dovere di cronaca aggiungo ancora un particolare: il primo post uscito subito dopo il weekend, che ha battuto sul tempo tutti gli altri, è stato proprio quello di Valeria nel suo mini-blog!!!

 

 

A proposito dell'autore

Viaggio – sempre troppo poco - esplorando il mondo e le sue mete (preferibilmente fredde) non gettonate, da viaggiatore e non da turista. Adoro viaggiare con la mia famiglia in qualsiasi modo e in qualsiasi luogo. Sono una vera esperta di zone relax e, devo ammetterlo, ho un debole per l’Alto Adige, dove la cura di ogni minimo particolare è sempre così perfetta. Il mio motto? Felice sempre, soddisfatta mai!

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2 Risposte

  1. Francesca Patatofriendly

    Liliana,
    I tuoi racconti dei vostri viaggi mi piacciono sempre molto, qui poi col Piemonte “vinci facile” visto che ci torno sempre volentieri!:)
    Il trek con gli asini però mi manca, e da appassionata di cavalli…mi incuriosisce molto!non vedo l’ora che il mio piccoletto cresca un po’ per potercelo portare!!
    Fra

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  2. Liliana Monticone

    Grazie Francesca. Sei gentilissima.
    Tieni presente che deve crescere un po’… ma proprio poco! 🙂
    Anche i più piccoli si divertono un mondo con gli asini. L’unico consiglio: non andarci in piena estate, così non soffrirà il caldo! 🙂

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