Non mi sono mai ritenuta un’amante delle città, e ancora meno delle grandi città. Anzi, di solito anche quando viaggio, dopo circa due giorni passati ad esplorare una giungla urbana, sento il bisogno di scappare. Immaginavo che lo stesso mi sarebbe capitato in India – anzi, pure peggio visto che parliamo di un Paese affollatissimo, dove regnano il caos, il chiasso, l’inquinamento, la sporcizia. E in effetti per un po’ non ho pensato altro che a scappare.

È stato così a Varanasi. Non appena il taxi è uscito dall’aeroporto, ho trovato così fastidiosi il traffico, la polvere e i clacson incessanti delle automobili che ho pensato che, appena arrivata in albergo, avrei comprato un biglietto aereo per tornarmene a casa, nella tranquillità della mia Sardegna.

Immaginate allora la mia sorpresa quando ho realizzato che niente di tutto l’incredibile caos che è l’India mi disturbava (va bene, ammetto che in effetti l’inquinamento mi ha provocato un po’ di mal di gola). Eppure ho dormito benissimo (e senza i tappi per le orecchie che mi porto ovunque), anche durante il Diwali – l’equivalente indiano del nostro Capodanno, che consiste in una grande quantità di botti che in barba alla sicurezza e al buonsenso vengono scoppiati ovunque, anche nelle stradine più strette, dove il rumore rimbomba ancora di più. Ebbene, nella notte clou dei festeggiamenti sono andata a letto pensando che non mi sarei mai addormentata con i botti che scoppiavano dietro alla mia stanza; mi sono addormentata poco dopo e mi sono svegliata 7 ore più tardi, coi botti che ancora venivano scoppiati senza interruzione.

Ma c’è di più: mi sono divertita proprio ad esplorare le città indiane, a perdermi nei mercati, ad ammirare le bancarelle colorate, ad osservare i colori accesi dei sari delle donne, e a cercare gli angoletti nascosti dove potevo stare a guardare un po’ della vita reale del Paese, della sua bellissima gente, delle sue tradizioni.

Di tutte le città che ho visitato in India, ho trovato che alcune siano davvero speciali. Hanno quell’atmosfera unica, quelle belle attrazioni turistiche, quei colori, quella luce e quella gente…hanno quel qualcosa che mi ha fatto innamorare di loro. Non vedo l’ora di tornare in India per scoprire altri angoli nascosti, ma nel frattempo, ecco quali sono le città che mi sono piaciute di più in assoluto.

Delhi

Lo so. Una ragazza che non vede l’ora di scappare da una grande città e che si innamora della metropoli per antonomasia fa un po’ strano. Eppure, è successo. Delhi è un mix incredibile di storia e modernità, di pace e caos. Accanto a siti di importanza storica, c’è il mercato pieno di vita. Automobili di lusso sfrecciano accanto a tuc tuc che cadono a pezzi. I giovani si incontrano nei locali e ristoranti alla moda di Connaught Place. E la metro ipermoderna è l’emblema della città: qui ci sono donne che indossano il sari accanto a quelle vestite all’ultima moda. E tutte, inevitabilmente, sono attaccate al loro smart phone. È una città dai mille contrasti, e a me sono piaciuti.

Jaipur

Pensavo che mi sarei lasciata il caos e il chiasso alle spalle una volta uscita da Delhi, ma poi sono arrivata a Jaipur e mi sono resa conto che no, non è possibile sfuggirgli in nessuna città indiana. Eppure anche Jaipur mi è piaciuta. Ho fatto una passeggiata alla ricerca di qualcosa da mangiare la sera, e ho attraversato quella che credo sia la strada più trafficata che ho mai visto in tutti i miei viaggi: immaginate automobili, tuc tuc, bicitaxi, bici e moto, autobus, autocarri, mucche e pedoni, tutti a sgomitare per passare per primi. Una volta dall’altro lato, sono entrata nella stazione della metro che era invece un’oasi di pace, e la metro era completamente vuota – in effetti, erano tutti in strada, fuori. Ho anche esplorato il mercato, una vera festa per gli occhi e ovviamente dal chiasso assordante. Ma l’ho trovato divertente. E poi Jaipur è vicinissima all’Amber Fort, uno dei forti più belli in Rajasthan.

Agra

A dire il vero, non ho esplorato Agra più di tanto. Ma devo per forza amare una città che è il punto d’accesso ad uno dei siti più incredibili che abbia mai visto in vita mia – il Taj Mahal. C’è chi preferisce visitarlo all’alba per evitare le folle. Io ci sono andata poco prima del tramonto, e anche se c’era tanta gente, non sono stata particolarmente disturbata: mi è proprio piaciuto e la luce era stupenda.

Jodhpur

Conosciuta come la città blu, quello che mi ha fatto davvero innamorare di Jodhpur è il magnifico Mehrangarh Fort, fortezza che si può ammirare a distanza e che sorge, bellissima e orgogliosa, su una collina rocciosa. E se la vista della fortezza da lontano è spettacolare, il panorama dalla fortezza è altrettanto bello: le case blu dei Brahimini si possono vedere a distanza, quando il sole tramonta sulla città. Mi ha dato l’impressione di una città misteriosa che vuole essere scoperta poco a poco.

Udaipur

Il mio giro ad Udaipur è iniziato con una crociera tranquilla sul Lago Pichola, da cui ho potuto ammirare il bellissimo Palazzo della città. Ma è peggiorata ben presto quando sono in effetti andata a visitare il Palazzo: mi trovavo ad Udaipur subito dopo il Diwali, quando masse di gente del Gujarat vanno in vacanza – ed Udaipur è la meta turistica più vicina. Quando è diventato palese che invece che il Palazzo, avrei visto soltanto le teste di coloro che erano in fila davanti a me, ho deciso di uscire e di andare a farmi un giro per le strade della città. Sono arrivata al mercato locale, e la vista era completamente diversa: capre, cani e vacche circolavano indisturbati; la gente faceva le proprie commissioni come sempre; in una stradina nascosta un barbiere tagliava i capelli ad un bambino. È stato interessante da osservare.

Jaisalmer

Ho passato qualche giorno a Jaisalmer, e ci sarei restata volentieri più a lungo. Molto più piccola rispetto alle altre città indiane che ho visitato, è comunque piena di vita e di bellissimi posti da vedere, oltreché vicinissima al deserto e alle dune di sabbia (e io ho una passione viscerale per il deserto). C’è anche una bellissima fortezza (ancora abitata da circa 3000 persone), ed è piena di templi, negozietti, ristorantini, alberghi e boutique. Peccato che stia collassando su sé stessa, tanto che le autorità invitano i turisti a non sostare negli hotel della zona.

Varanasi

Non ci sono parole che possono descrivere Varanasi. È caos ma anche pace. È chiasso ma anche silenzio. È dove tutto comincia ma anche dove tutto finisce. Non ha senso visitare l’India e perdersi Varanasi. La città sacra degli Hindu è una medina di stradine intricate dove la vita scorre lentamente. I rituali sacri si susseguono lungo il Gange: cremazioni fatte nella speranza di rompere il ciclo del samsara e ottenere la liberazione dell’anima; le immersioni per lavare via i peccati; e anche la danza rituale del Ganga Aarti, con le offerte di fuoco alla madre Gange.

Varanasi è sicuramente la città più intensa dell’India, che lascia il segno in ogni viaggiatore, ed è semplicemente imperdibile.

Qual è la vostra città preferita in India?

A proposito dell'autore

Claudia Tavani

Sono una blogger cagliaritana. In una vita precedente ha lavorato come ricercatrice nel campo del diritto internazionale dei diritti umani, poi sono partita per un viaggio per tutta l’America Latina, e da allora non mi sono ancora fermata.

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