Siamo ancora in Islanda.

Myvatn è un’imprenscindibile tappa nel giro della Ring Road islandese (ufficialmente nota come Route 1). Chi pensa di soggiornarci non può non visitare la piccola laguna blu, immergersi nelle sue calde pozze e provare la sensazione della potenza della terra che bolle sotto i propri piedi.

Oltre alle attrazioni più classiche consiglio un giro nel centro del piccolo paese scandito da strane forme rocciose e dedito al turismo e, magari, come me, acquistare dei prodotti fatti a mano dalle cooperative di donne che cuciono e lavorano a maglia. Sarà piacevole poi passare le ore serali in uno dei pub dove i giovani si incontrano, per cercare di comprendere come questa gente vive in un luogo così a nord.

Myvatn, Islanda

Per raggiungere questa meta noi partiamo da Husey dove abbiamo soggiornato presso l’ostello vivendo la dimensione incredibile della brughiera, i suoi spazi, la flora, la fauna e il suo vento. Dopo 30 chilometri di buon sterrato, dove intravediamo sabbie mobili e foche, riprendiamo la strada che ci porterà di nuovo sulla Ring Roard. Gli essiccatoi di merluzzi scandiscono il paesaggio assieme a fari, tronchi di albero, covoni di fieno coperti da plastica blu e verde, case disabitate e spiagge nere. Ci stiamo avvicinando alla zona vulcanica per eccellenza e tutto ce lo fa presagire.

Myvatn

Alle porte di Myvatn oltre ai colori anche gli odori ricordano la bocca dei vulcani, la puzza di zolfo intride l’aria. Qui l’intervento dell’uomo è più evidente (si nota la presenza delle centrali geotermiche), ma è comunque rispettoso. Ci fermiamo a visitare il temutissimo vulcano Krafla: più che un solo vulcano, un insieme di crateri e spaccature sul terreno, su cui camminare rispettosi e attenti nei percorsi segnati. Bocche di fumo ovunque, terra nera e arancione si alternano con crateri ricolmi di acqua turchese. Il tempo è splendido ed i colori unici!

Ci avviciniamo poi a Namafjall: un campo geotermale caratterizzato da un paesaggio lunare con colori ocra, pozze di fango ribollenti, soffioni, fumarole alcune piuttosto turbolente.

Namafjall, Islanda

L’odore acre di zolfo è veramente intenso, un paesaggio molto suggestivo avvolge tutti i nostri sensi. È come se in questo scampolo la terra rivelasse tutta la sua potenza. Decidiamo di compiere la facile ma ripida scalata alla bocca del vulcano Hverfell che domina il lato orientale del lato Myvatn. Una volta saliti ammiriamo il panorama e proviamo d immaginare la potenza dell’esplosione che ha generato il cratere imponente.

Namafjall, Islanda

Scesi a valle, decidiamo di percorrere con la macchina il perimetro del lago, facendo una breve sosta sullo stesso. È l’occasione per conoscere i fastidiosi moscerini che danno il nome al lago stesso. Il panorama si caratterizza anche grazie alla zona di Dimmuborgir, un gigantesco campo di lava molto affascinante con pilastri di forme bizzarre, archi naturali e formazioni di lava creata dalla lunga successioni di flussi lavici. Facciamo visita presso la laguna di Myvatn e ci immergiamo per alcune ore in questa coccola calda dove gli islandesi stazionano dopo le fatiche di una giornata di lavoro. Un sogno blu!

Il giorno dopo partiamo per Dettifoss: la cascata è splendida e maestosa! Uno spettacolo naturale, dicono la più impressionante d’Islanda. Una forza inenarrabile la caratterizza pur non essendo molto alta: ci si può avvicinare a pochi metri, toccarla e raccogliere da essa tutta la sua energia. La sua forza fa vibrare tutti i nostri organi, l’unico rumore che frange il silenzio è quello dell’acqua.

Dettifoss, Islanda

Selfoss è un’altra cascata a circa un chilometro e mezzo, molto ampia e pittoresca. Proseguiamo facendo visita alla formazione degli pseudo-crateri, uno scenario veramente poco usuale. Sono delle isolette sparse in mezzo al lago e se ne contano più di 50, formatesi dall’esplosione di bolle gassose avvenute quando la lava incandescente incontrava l’acqua. Noi le osserviamo e dove possibile ci avvinciamo o le percorriamo ammirando la flora e la fauna immersi nei colori a noi oramai noti della bassa vegetazione e della nera roccia.

Myvtan è una piacevole tappa dove sostare per un paio di giorni in un tour e incontrare la forza di questa incredibile terra attraverso fumi, acqua e roccia dalle bizzarre forme e fattezze.

A proposito dell'autore

Barbara Ciccola

Insegnante di professione, turista per passione, fotografa per diletto. Amo sognare e progettare i miei viaggi come un modo per conoscere e scoprire me stessa. Parecchi i viaggi fatti, molti di più quelli ancora da fare e da raccontare.

Post correlati

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: