Celebrata in tutto il mondo anche grazie ad alcune pellicole cinematografiche, la Bocca della Verità è indubbiamente uno dei simboli della città di Roma. La fila che ogni giorno si viene a creare per farsi scattare una bella fotografia con tanto di mano dentro la bocca più famosa del mondo, parla da sola!

Questo curioso mascherone, custodito oggi nel portico della Basilica di Santa Maria in Cosmedin nel Foro Boario, proprio alle spalle del Circo Massimo, ha una lunga storia. Ma a Roma poteva forse non essere così? In epoca romana, il mascherone veniva utilizzato come un banale tombino in marmo, al quale furono date le sembianze di un volto maschile, barbuto e con la bocca spalancata, proprio per poter inghiottire le acque piovane.

Basilica di Santa Maria in Cosmedin - Roma

Diventa invece Bocca della Verità nel IV secolo, quando in un giorno non meglio specificato, il demonio nascosto dietro al mascherone intrappolò con l’inganno la mano dell’imperatore Giuliano II, costringendolo a restaurare il paganesimo. Da quel momento divenne abitudine condurre dinnanzi alla famosa Bocca, che all’epoca era affissa alle pareti esterne della Basilica, i condannati per far loro introdurre la mano all’interno della fessura: se innocenti, la mano era salva; ma se colpevoli il mascherone tranciava di netto l’arto! Ovviamente celato dietro il mascherone vi era un esecutore pronto all’azione. Ecco quindi svelato l’arcano mistero dietro la leggenda.

Ma i racconti sulla famigerata Bocca della Verità non finiscono qui. Sappiamo infatti che veniva anche utilizzata per verificare i peccati commessi dalle donne fedifraghe: se giudicate colpevoli, la loro mano veniva inesorabilmente divorata! Ma un giorno, l’astuzia di una nobile romana riuscì a vincere la “magia” della Bocca: la donna, accusata di tradimento dal marito, convinse l’amante a presentarsi davanti al mascherone il giorno della temibile esecuzione, a baciarla e abbracciarla in pubblico, fingendosi matto. La sposa traditrice poté così giurare tranquillamente di aver baciato e abbracciato in vita sua solo due uomini, il marito e il pazzo lì presente! Ed è grazie a queste numerose leggende che il mito della Bocca della Verità è rimasto in vita fino ad oggi, divertendo molto e incuriosendo sempre allo stesso modo turisti e romani.

Basilica di Santa Maria in Cosmedin - Roma

Se la Bocca della Verità è antica, la Basilica di Santa Maria in Cosmedin che la ospita è uno dei primi edifici di culto cristiano presenti in città, edificato esattamente al posto di due precedenti strutture di epoca romana: la Statio Annonae e l’Ara Massima di Ercole. Il primo era un edificio adibito alla gestione del servizio di approvvigionamento e distribuzione di cibo al popolo romano; il secondo un santuario eretto a tutela dei commercianti, dove mercanti ellenici e locali potevano incontrarsi e trattare liberamente i loro affari sotto la tutela e la garanzia di Ercole, l’eroe greco reso divino.

All’interno della Basilica sono conservate, ancora al loro posto, dieci colonne di marmo con capitelli corinzi, appartenuti proprio alla Statio Annonae: sette di queste colonne, erano in “facciata”, mentre le altre tre (visibili nel muro della navata sinistra) erano collocate molto probabilmente lungo uno dei lati minori. La chiesa nell’VIII secolo fu destinata ai monaci bizantini che, fuggiti alle persecuzioni degli iconoclasti d’Oriente durante la controversia religiosa sul culto delle immagini, si erano stabiliti proprio nei pressi del Tevere.

Bocca della Verità - Roma

Per le decorazioni apportate, l’edificio prese anche il nome di Cosmedin, che in greco significa proprio “ornamento”. Al suo interno custodisce infatti opere e arredi di straordinaria importanza e bellezza, come per esempio i pregiati mosaici pavimentali cosmateschi, il coro rialzato, il seggio episcopale e il baldacchino sopra l’altare maggiore. Mentre all’esterno è visibile il campanile a sette piani di bifore e trifore, uno tra i più belli di tutta la città, in puro stile romanico.

All’inizio del 1700, Giuseppe Sardi realizzò una delle ultime trasformazioni della Basilica: fu dotata di una facciata barocca che venne poi rimossa alla fine del 1800 da Giovenale, ripristinando così l’aspetto più antico. La Basilica inoltre mantiene completamente intatto e immutato, oggi come ieri, il suo legame con l’Oriente: attualmente è infatti la sede italiana della chiesa greco-melkita cattolica. Un luogo davvero magico nel cuore di Roma… tutto da scoprire!

Foto di copertina: Gaspa via Wikipedia

 

A proposito dell'autore

L'Asino d'Oro

L’Associazione Culturale “L’Asino d’Oro” nasce nel 2013 dall’incontro di tre giovani archeologi (Ilaria Brera, Federica Padovani e Ghiath Rammo) con la passione per Roma e l’Antico Oriente. L'Associazione organizza visite guidate e passeggiate per adulti e bambini alla scoperta della capitale.

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