Culti e Culture di Calabria”, il nome in effetti lasciava presagire molte cose. Eppure mi ritrovo a scrivere oggi questa esperienza di viaggio con il cuore ancora pieno di emozione e gli occhi d’amore per questa terra, che poi rappresenta la nostra terra. Il senso di appartenenza mi inorgoglisce, devo ammetterlo e, citando la mia collega giornalista dinnanzi al belvedere del Castello di Praia, non posso che concordare con una la sua esclamazione “la bellezza salva il mondo”.

Ma facciamo un passo indietro, voglio raccontarvi il mio viaggio.

La Calabria non è per me terra sconosciuta, sin da bambina con i miei genitori ho potuto conoscere le spiagge dorate e il mare limpido sia della costa ionica che di quella tirrenica, tuttavia ritornare in posti che si conoscono parzialmente con una consapevolezza diversa è sempre fonte di nuovi stimoli e poi diciamolo, non si finisce mai di conoscere un territorio fino in fondo, questo per me in effetti è solo l’inizio.

“Culti e Culture di Calabria” mi hanno detto, così l’hanno presentato, un tour proposto dalla regione Calabria con l’obiettivo di promuovere e far scoprire mete e itinerari sconosciuti e inconsueti per non perdere traccia delle radici di questa cultura sotto diversi aspetti: natura, arte e tradizione.

Quello che non sapevo è che avrei visitato borghi incantati di cui non sapevo neanche dell’esistenza e avrei degustato piatti tipici della tradizione calabrese presso ristoranti stellati ritornando a casa con tre chili in più, ma anche questa è un’altra storia.

Ritorniamo al nostro itinerario di viaggio. Da Roma si vola a Lamezia Terme e da qui si raggiunge Cosenza, il capoluogo di provincia più a nord della Calabria. La città fondata dai Bruzi nel IV secolo A.C., conserva nel centro storico le architetture tipiche di questa cultura. Lungo Corso Telesio si trovano la Casa delle Culture e il Duomo, da qui è stato impossibile non notare la presenza maestosa del Castello Svevo. Situata sul colle Pancrazio, questa roccaforte millenaria è stata dimora dell’Imperatore Federico II di Svevia che si innamorò perdutamente di questo territorio.

Cosenza, Calabria

Passata la notte a Cosenza ci dirigiamo però verso Paola: è proprio in questa città che scopriamo il prestigioso Santuario di San Francesco da Paola, meta di pellegrinaggio per fedeli provenienti da tutta Italia. All’interno della basilica del XVI secolo realizzata in stile romanico si percepisce un clima di pacata religiosità, lo stile è quello spoglio, tipico del credo francescano. La ricca vegetazione che circonda la struttura e la valle costeggiata dal torrente Isca fanno di questo posto uno dei luoghi più suggestivi che io abbia mai visto.

È ancora giorno e ci dirigiamo verso la Riviera dei Cedri per conoscere il Castello Fiuzzi a Praia a Mare e godere di uno splendido panorama con vista sull’isola di Dino durante un brunch esclusivamente dedicato a noi.

La storia che ho scoperto sui cedri meriterebbe un articolo a parte ma voglio raccontarvela comunque. Il cedro di Calabria appartiene alla specie del cedro acido, una parte della produzione di questo frutto è destinata alle comunità ebraiche di tutto il mondo che lo considerano come un elemento simbolico e religioso. A proposito di religione, lo sapevate che in alcuni testi sacri il frutto del peccato è identificato da un cedro?

Dalla raccolta di questo frutto e dalla sua lavorazione si ricavano liquori dolci, sciroppi e marmellate e non solo, questo viene anche impiegato nell’ambito medico, fitofarmaceutico e cosmetico. Noi comunque ce lo siamo anche mangiato.

Gelato al cedro di Calabria

La giornata non è finita, il sole splende nel cielo e noi ci dirigiamo a Cirella per conoscere e degustare il Chiarello, un vino storico che racchiude la storia e la cultura di questa città. Una breve sosta e arriviamo a Diamante, qui non possiamo che perderci nei vicoli della città dei murales e del peperoncino, vista mare inclusa.

Diamante, Calabria

Inizia un nuovo giorno e siamo a Badolato in provincia di Catanzaro, un paesino della costa ionica calabrese che testimonia la presenza di piccoli insediamenti basiliani. Il piccolo e caratteristico borgo di Badolato è diventato negli anni un importante punto di riferimento di religiosità frequentato da monaci Basiliani, Francescani e Domenicani. E’ qui che sorgono la Chiesa dell’Immacolata e il Convento, luoghi sacri intrisi di culto e storia. Dopo un itinerario mistico/religioso abbiamo passeggiato per vicoli e vicoletti del borgo degustando prodotti tipici calabresi all’interno di un “catoio”.

Proseguiamo per Stilo, città fondata sui resti dell’antica colonia magnogreca chiamata Kaulon. È qui, alle pendici del Monte Consolino, che troviamo La Cattolica, un tempio greco-bizantino del X secolo all’interno del quale è possibile ammirare degli affreschi di un altissimo valore artistico.

Stilo, Calabria

La giornata non è finita, raggiungiamo Gerace, un caratteristico borgo medievale che si trova all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Lo sapevate che, il territorio ospita una delle poche comunità grecaniche ancora presenti in Italia? La particolarità di queste è che parlano un dialetto neo.greco proveniente dalla Magna Grecia tramandato da padre in figlio.  Qui abbiamo potuto vedere il castello, la Cattedrale e la Chiesa di San Francesco.

Ultimo giorno, siamo a Reggio Calabria, ultima tappa di questo tour culturale alla scoperta di questa regione. Prima di riprendere il volo per Roma ci dirigiamo al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria dove per la prima volta mi trovo davanti ai maestosi e bellissimi Bronzi di Riace.

Il tour è finito ma prima di chiudere l’articolo un paragrafo a parte merita l’itinerario enogastronomico. Questo viaggio alla scoperta delle meraviglie del territorio calabrese infatti non ci ha mostrato solo chiese, borghi e storie pazzesche. Protagonista di questo tour è stato anche il cibo, tipico della tradizione culinaria della regione e ci tengo a precisare che siamo stati coccolati e straviziati da ogni chef che abbiamo incontrato. A partire da Gli Artigiani del Gusto di Cosenza che ci hanno accompagnato la prima sera con un assaggio di vini e piatti caratteristici per continuare con il meraviglioso Brunch a cura del castello di Praia.

Gli altri giorni sono stati caratterizzati da un tripudio di sapori e delizie per il palato prima da Antonio Abruzzino a Catanzaro e poi al Gambero Rosso a Marina di Gioisa, entrambi ristoranti stellati. L’ultima cena invece è stata consumata sulla terrazza di Glauco Scilla, un ristorante a Chianalea di Scilla (RG) dove a tenerci compagnia erano le onde del mare e le luci di una Sicilia che si poteva toccare con un dito.

A proposito dell'autore

Sabina Petrazzuolo

Nata sotto il segno del leone, sono ecclettica, amante dell’arte, del design e della moda. Passo il mio tempo libero realizzando strategie digitali e articoli per il web. Titolare di S.P. Communication e direttore editoriale di Uptowngirl.it , non contenta, sono anche co-fondatrice di Donnesse.

Post correlati

1 risposta

  1. alessiab86

    Sembrano tutti posti bellissimi, ma se si ha a disposizione un solo giorno, quale posto merita di più di essere visto?

    Rispondi

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: