Il territorio piemontese è costellato da una moltitudine di castelli, più o meno rimaneggiati nei secoli. Non fa certo eccezione lo splendido Monferrato, che si estende sulle colline ricche di vigneti, pievi e piccoli paesi delle province di Asti ed Alessandria. Esattamente ai confini con il Roero cuneese, si trova il castello di Cisterna d’Asti, il cui nome deriva da un antico sistema di raccolta dell’acqua piovana sito in cima alla collina della rocca.

La prima citazione di Cisterna d’Asti in documenti medievali sembra risalire al 911, mentre la costruzione del primo nucleo del castello data intorno al 1200, ad opera della famiglia dei Gorzano che si opponeva all’egemonia dei vescovi di Asti.

Fu poi teatro di scontri militari a partire dal 1300 per i quattro secoli successivi, ed in particolar modo durante le guerre franco-spagnole del ‘500, quando venne saldamente fortificato ed armato dai francesi prima e dai Savoia in seguito.

Un ulteriore intervento con la costruzione di bastioni avvenne verso il 1670, quando il marchese Giacomo Dal Pozzo ottenne dal Papa la nomina di Cisterna a principato con il diritto di coniare moneta e la struttura prese sempre di più il carattere residenziale, abbandonando quello militare.

Il castello è poi rimasto di proprietà della casa Savoia fino al 1912, quando venne donato al Comune di Cisterna.

Dopo un lungo periodo di abbandono culminato negli anni ’60 e ’70, un gruppo di volontari del luogo si fece avanti nel 1980 per riportare il castello agli antichi splendori. Questi hanno contribuito sia economicamente che con il loro lavoro alla risistemazione del maniero ed alla fondazione del museo “Arti e mestieri di un tempo”, cui nel 1990 è seguita l’omonima associazione.

Divenuto in questi anni il primo museo etnografico del Piemonte, il castello di Cisterna d’Asti accoglie attualmente quasi 6000 pezzi originali che venivano utilizzati per 25 lavori tradizionali diversi, sistemati a formare una specie di “villaggio artigianale” all’interno delle sue sale. Gli arredi e gli attrezzi risalgono agli ultimi tre secoli e sono frutto di donazioni od acquisti effettuati nelle campagne della zona.

All’edificare del museo ed al suo mantenimento hanno partecipato la Provincia di Asti, delle banche, il Comune di Cisterna e soprattutto gli eccezionali volontari, così orgogliosi del loro patrimonio culturale; da loro vengono continuamente organizzate attività per le scuole od eventi legati al territorio, al vino, alle attività tradizionali.

Si accede all’area fortilizia passando sotto l’arco della torre d’ingresso, che porta al cortile del castello da dove si gode un’eccezionale vista sulle colline del Monferrato da una parte, e del Roero dall’altra.

La visita guidata (5€ il costo per gli adulti) prosegue quindi all’interno, cominciando dal salone d’ingresso dove si trova la botola della cisterna ed al quale si affacciano le insegne di diverse attività artigianali: il fornaio, il torronaio, l’osteria, la tipografia, il negozio di Sali e tabacchi.

La guida, gentilissima, è prodiga di spiegazioni sugli oggetti ormai dimenticati di cui si faceva uso nei lavori tradizionali: troviamo oggetti usati dalle nostre nonne, affiancati da altri di cui è difficile comprendere l’utilizzo. La visita poi prosegue al piano superiore dove si susseguono “negozi” differenti: dal sarto al bottaio, dal falegname all’orologiaio e così via. Le cantine invece attualmente non sono visitabili, in quanto soggette a lavori di risistemazione.

La visita al castello offre un piacevole momento di ritorno ai tempi passati, cui partecipano anche la gentilezza delle guide (per lo più facenti parte dei volontari) e la gradevolezza dello splendido panorama.

 

Maggiori informazioni > https://museoartiemestieri.wordpress.com/

A proposito dell'autore

Paolo Ponga

Sono area manager di una multinazionale alimentare, ma in realtà viaggiatore "compulsivo" da tutta la vita, senza possibilità di guarigione, da quando ho capito che i viaggi sono la benzina per il motore della mia anima. Alterno viaggi di scoperta o fatti per nutrire la mente ad altri specificatamente pensati per le immersioni, fatte ovunque ci sia abbastanza acqua.

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