A pochi km dalla Svizzera, al confine tra Piemonte e Lombardia, si estende il Lago Maggiore.

La parte che ho avuto la possibilità di visitare si trova sul lato piemontese, nella provincia del VCO (Verbano-Cusio-Ossola). Questo lago, molto frequentato in estate da turisti spagnoli, francesi, tedeschi e olandesi, è una delle mete piemontesi più facilmente raggiungibili e che sviluppa il 70% dell’introito turistico dell’intera regione.

Una delle escursioni  che consiglio è quella in nave alla scoperta dell’arcipelago delle Isole Borromee. Io ho avuto la fortuna di visitarne tre: l’Isola Madre, l’Isola Bella e l’Isola dei Pescatori. Tutte e tre sono raggiungibili via lago utilizzando il servizio pubblico o privato.

 

Isola dei Pescatori

L’Isola dei Pescatori, l’ultima in cui sono sbarcata, ha uno stile familiare. Casette spartane e semplici, piccole borgate di paese, ristoranti, una passeggiata sul lungo lago e una spiaggia libera la caratterizzano. Definita “il più bel villaggio di pescatori del Lago Maggiore” è l’unica isola ad essere abitata.

I suoi abitanti (50) continuano a mantenere le tradizioni del lago. Le botteghe, per lo più a conduzione familiare, vendono prodotti tipici e offrono a turisti e passanti la possibilità di fare un veloce aperitivo o di degustare il pesce appena pescato. Caratteristiche anche le strette viuzze che passano tra le case i cui tetti quasi si toccano fra loro.

Isola Madre

Completamente diversa dalla precedente è l’Isola Madre. L’Isola Madre è la più distante dalla costa, è la prima che viene visitata. La più grande e forse la più importante tra le tre, è stata la prima ad essere colonizzata dalla potente famiglia Borromeo.

Molto caratteristico è il giardino botanico, creato in stile inglese, che contorna il palazzo signorile. Le piante che lo popolano appartengono principalmente a varietà esotiche  ma la pianta simbolo dell’intera isola è il Cipresso di Kashmir.

Quest’albero, in via di estinzione anche nel suo paese d’origine, è stato protagonista in una tromba d’aria che lo ha letteralmente sradicato dal suolo nel 2006. Dopo molte operazioni di salvataggio, la pianta è stata riposizionata davanti al palazzo signorile ma ancora oggi viene trattenuta da tiranti che gli impediscono di cadere.

 

Il palazzo cinquecentesco, aperto e visitabile al pubblico, conserva tutti gli arredi della famiglia. Tra le stanze che più colpiscono il visitatore, il salotto veneziano è il più particolare in quanto, nelle sue pareti a trompe d’oeil, sono dipinti fiori che ricordano un gazebo. Porcellane, arazzi, livree e bambole di porcellana ricordano al visitatore i bei tempi passati  mentre le marionette, custodite in speciali bacheche, i manoscritti delle operette e i costumi teatrali ricordano che, all’epoca, la gente si intratteneva con il teatro.

Molto bello anche il giardino della cappella privata e la passeggiata delle palme che contorna tutta l’isola.

Isola Bella

Il secondo stop del mio viaggio è stato all’Isola Bella. Nata grazie all’idea di Vitaliano Borromeo, che nel 1650 circa trasformò uno scoglio affiorato dal lago in una dimora principesca.

L’isola fu soprannominata Bella non solo per il suo giardino ma anche per il suo meraviglioso palazzo in cui soggiornarono Caterina de’ Medici, Giulia Farnese e Napoleone Bonaparte.

 

Il visitatore, affascinato dal passaggio tra le varie sale, potrà ammirare: la Sala del Trono, la stanza da letto della Regina e quella di Napoleone Bonaparte, la Galleria del Generale Berthier, sui cui muri spicca l’intera collezione di 130 dipinti della famiglia Borromeo, e le sei grotte realizzate in stili completamente diversi tra di loro utilizzando tufo, ciottoli bianchi e neri , marmi e che riprendono soggetti marini quali delfini, conchiglie e altro ancora.

Al centro dell’isola  troviamo l’immenso giardino all’italiana caratterizzato anch’esso da piante esotiche e di agrumi e dal quale è ben visibile il maestoso Teatro Massimo composto da dieci terrazze adornate da statue realizzate in stile romano e greco. Rigorosa e ridondante, in tutti gli elementi architettonici, la presenza del simbolo della famiglia Borromeo.

Una gita attuabile in una sola giornata che ci permette di ammirare una delle bellezze piemontesi.

A proposito dell'autore

Michela Crosa

Impiegata di professione, runner per passione. Laureata in Lingue e Culture per il Turismo, amante incondizionata dei paesi anglofoni , attirata dal mito del “Sogno Americano”. Amo viaggiare, andare alla scoperta di nuove città, luoghi, culture e tanto altro ancora. La mia parola d’ordine in viaggio: curiosità.

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